RADIOPRIMIERO

RADIOPRIMIERO

Radio Primiero è una storica emittente locale, punto di riferimento per l'informazione e l'intrattenimento nel Trentino Orientale, nella Valle dell'Adige (Trento) e nel confinante territorio del Feltrino-Bellunese.

Con oltre 46 anni di attività, la radio ha sede a Imèr, nel cuore della Valle di Primiero, in provincia di Trento. Il palinsesto è fortemente caratterizzato dall'informazione: ai notiziari locali dedicati a Primiero e Feltrino si affiancano quelli nazionali, realizzati in collaborazione con le principali agenzie di stampa.

Ampio spazio è riservato alle rubriche e ai servizi di utilità quotidiana, tra cui Meteo, Traffico, Agenda degli appuntamenti del giorno, informazione turistica e naturalistica con programmi come Secondo Natura, oltre a numerosi approfondimenti su ambiente, diritti, solidarietà, astronomia, cinema, scienza, sanità, esteri, cultura e hi-tech.

Durante le stagioni estiva e invernale, Radio Primiero collabora con l'APT locale e il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino per la promozione e la diffusione dell'agenda di eventi, incontri e manifestazioni del territorio.


Rimani in contatto

Almanacco

Almanacco del giorno - Cos'è successo nel 1916 a Primiero

Neve abbondante nella vallata

L'abbondante neve in tutta la vallata raggiunge i primi piani delle case, per le strade si dovevano aprire dei varchi impossibili.

Morte del parroco don Pietro Bettega a Canal San Bovo

Muore don Pietro Bettega parroco di Canal San Bovo per quasi 29 anni. Il suo nome è legato al ripristino delle miniere e alla costruzione dell'oratorio.

Tragedia agli sciatori del Passo del Brocon (1916)

Gli sciatori ai quali è dedicato il piccolo monumento in granito che sorge al passo del Brocon, caddero il 9 marzo 1916. Quel giorno, in 75, guidati da un capitano degli alpini e da un capitano medico, lasciarono gli accantonamenti del Brocon per recare viveri e medicinali ai soldati del posto avanzato di quota 2.059 (a est della Cavalera). Giunti nella parte alta del Boal dei Morti, gli uomini di testa furono travolti da una grossa valanga.

Undici sciatori, compresi i due capitani, perdettero la vita.

Due salme vennero trovate solo alla fine di maggio.

Mezzano: Ordine di togliere maniglie a casa Nicoletto

Il commissario ordina che a Mezzano siano tolte dalla porta di casa Nicoletto le due maniglie perché"stemmi del cessato obbrobio".

Canal San Bovo e la Strada dello Schener

Canal San Bovo viene collegato alla strada dello Schener in località Port con la strada della Cortella lunga 9,780 km, costruita dalle autorità militari italiane durante la Prima Guerra Mondiale.

Evacuazione della Valle Veronese e Profughi verso Napoli e Sicilia

Dopo l'evacuazione di Caoria, un anno prima, nel maggio del 1916 giunse improvviso l'ordine di evacuare gli altri paesi della Valle.

Tutti si diedero da fare a nascondere, nei posti e ripostigli più impensati, quelle cose utili e care che non potevano portare con sé. Il 27 e 28 maggio, una o due persone per famiglia, si recarono ad Imer a consegnare il bestiame all'amministrazione militare.

La popolazione della vallata si concentrò a Canale o partì direttamente per Imer e Feltre, come fecero molte famiglie di Prade, Zortea e Gobbera.

Il concentramento a Canale avvenne su carri ed automezzi per gli ammalati, i vecchi le donne con i bambini, a piedi per gli altri.

Successivamente, su carette ed autocarri, i profughi furono trasportati a Feltre e sistemati alla meglio nelle chiese degli Angeli e di S. Rocco.

Da qui in treno, in parte dopo alcune ore e gli altri dopo qualche giorno, in Italia Meridionale.

Durante il viaggio l'assistenza militare e le dame della croce rossa rifornirono i profughi di pagnotte, scatolette di carne e latte per i bambini.

La separazione dei profughi in gruppi avveniva a Firenze, dove le singole carrozze, sganciate dai convogli, venivano poi fatte proseguire verso le varie destinazioni.

Queste separazioni, spicciative e meccaniche, portavano spesso, se eseguite di notte, alla separazione dei membri di una medesima famiglia.

Così i profughi della Valle furono sparpagliati un po' ovunque: Napoli, Avellino, Calitri, S. Agata dei Goti, Leonforte, Regalbuto, Bosco tre Case, Isernia, Manduria, Gioia del Colle, Altamura, etc.

La permanenza nelle varie sedi fu abbastanza buona.

In generale, le autorità si prodigarono per sistemare i profughi nel modo migliore; anche la gente del posto si dimostrò cordiale, aiutandoli spesso nei loro bisogni.

Per il mantenimento veniva loro corrisposto un sussidio di 1,25 lire a testa per le famiglie di una o due persone, di 1 lira per quelle più numerose.

In qualche località fece ottima impressione il fatto che erano persone di poche parole e con tanta voglia di lavorare; suscitò pure meraviglia il fatto che tutti sapevano leggere e scrivere.

Ordine di sgombero a Primiero e vendita del bestiame

Giunge a Primiero l'ordine di sgombero delle truppe e il bestiame venduto al governo.

Cimitero Militare di Caoria, Caduti della Prima Guerra Mondiale

Il cimitero militare di Caoria è stato costruito durante la Prima Guerra Mondiale nel 1916; sale a gradoni la costa del monte fino alla cappella posta alla sommità. Essa ha un altare in pietra.

La cancellata è adornata da 12 formelle si rame sbalzate, raffigurante scene di guerra in montagna.

Sul timpano una tredicesima formella con il cristi in croce sotto alle cui braccia sono raccolti gli alpini.

Raccoglieva, si può notare da una pubblicazione del 1930, circa 800 e più salme di caduti nell'avanzata dal 1916 al 1917 sulle Cime del Lagorai (negli appunti si legge invece 660). Nel 1935 (dal 2 al 15 maggio) le salme sono state riesumate e portate al monumento ossario di Castel Dante di Rovereto.

Giuseppe Ansaldo, Commissario Civile per la Valle durante la Prima Guerra Mondiale

Durante la Prima Guerra Mondiale il comando militare, dopo aver sciolto tutte le rappresentanze comunali, nominava in ogni paese un sindaco di sua fiducia, il quale doveva appoggiare tutte le iniziative e la necessità di truppe accampate nel circondario.

Per dare uniformità allo svolgersi delle loro mansioni venne istituito il 22 giugno un Commissario Civile per la Valle.

L'incarico relativo fu affidato al genovese Giuseppe Ansaldo, che, nei due mesi di lavoro, riuscì ad ottenere un organizzazione civile completa, ad organizzare la riapertura delle segherie, il funzionamento di una tenenza di carabinieri; ma non ritenne opportuno istituire un ufficio civile di pubblica sicurezza, dato che il distretto era già stato epurato da parecchie persone sospette.

Prima Guerra Mondiale: Operazioni a Passo Rolle

Prima Guerra Mondiale: nella primavera di quest'anno il comando della IV armata ventilava l'idea di vaste operazioni dirette all'occupazione di ora e di Bolzano; e stabiliva come primo obiettivo la conquista di Passo Rolle, delle testate di Val Cismon e della Valle del Travignolo verso la Cima di Bocche.

Il 29 giugno si costituiva a Fiera la sede del "Comando sottosettore Alto Vanoi - Cismon", al quale si aggiungeva pure l'unità leggera "Nucleo Ferrari", al comando del generale Giuseppe Ferrari.

Ma le condizioni della zona in cui si accingevano a muovere le truppe del gen.

Ferrari e le vette che volevano occupare presentavano delle enormi difficoltà e dei notevoli disagi.

Infatti, se la catena montuosa che si estende, ad arco, dallo stallone alla Cavallazza, cingendo, a nord, le Valli del Vanoi e del Cismon, presenta delle pendenze dolci e contrafforti coperti di boschi e di prati, sui quali si possono effettuare, con discreta comodità, movimenti di persone e materiale.

Il versante meridionale, invece, è ripidissimo, con pareti e canaloni a picco e a strapiombo.

Ha difficili accessi: solo il Passo di Sadole e di Colbricon presentano una sufficiente praticabilità; verso le cime, la circolazione delle persone e il trasporto di materiale sono quasi impossibili.

A questi ostacoli naturali si deve aggiungere che il nemico da vincere era sistemato su posizioni quanto mai favorevoli.

Gli austriaci, infatti, avevano costruito, lungo il crinale e sulle sommità di tutta la catena, una solida linea difensiva, che, tra l'altro, era adeguatamente provvista di vie di comunicazione strade camionabili, mulattiere, teleferiche per i necessari rifornimenti di uomini e mezzi.

Generale Ferrari e Operazioni di Artiglieria nella Prima Guerra Mondiale

Prima Guerra Mondiale: in altra data abbiamo detto che al nucleo tattico Ferrari fu affidato il compito di svolgere alcune azioni militari sul fronte del sotto settore Cismon - Vanoi.

Il generale Ferrari stabilì che nella prima metà del mese di luglio avessero luogo il riconoscimento delle posizioni austriache, l'entità delle truppe e dei mezzi che le presidiavano, il trasferimento in avanti del fronte di occupazione italiana e la costruzione delle strade per effettuare lo schieramento offensivo delle artiglierie.

Le truppe iniziarono così il movimento in avanti, riuscendo a sistemarsi, gradualmente sulla linea segnata dalle pendici sud-ovest del Cimon della Pala, costone tra Val Fonda e Rio della Pala, Col Fosco, Frattazza, Tognola e Valzanchetta.

Tutti gli spostamenti, di media di oltre un paio di chilometri, furono eseguiti di notte o ai margini delle zone boscose, per non attirare l'attenzione del nemico.

Gli austriaci infatti, non si accorsero né di questo riavvicinamento delle linee italiane né delle operazioni e dei movimenti successivi, fino al giorno nel quale ebbero inizio i tiri di preparazione delle artiglierie del nucleo.

Durante il giorno, ovunque, c'erano immobilità e silenzio.

Per tutti c'era l'ordine di riposare nelle ore diurne.

Il lavoro febbrile iniziava all'imbrunire con la costruzione di strade o la sistemazione di quelle esistenti, per il trasporto delle artiglierie.

All'albeggiare tutte le opere eseguite nella notte venivano mascherate e le e controllate con ricognizioni da luoghi elevati o con aeroplani.

Verso malga sopra ronzi vennero trainate due batterie di cannoni da 120 l, per preparare e sostenere l'attacco contro la Cavallazza, ed un altra batteria da 120 l venne trainata verso Calaita, per battere il Colbricon.

A malga sopra Ronzi fu posta anche la 426^ batteria di cannoni da 149 g. Sotto Col Fosco furono piazzate due batterie di obici da 210, in felice posizione per tirare verso il fronte di Forcella Ceremana e di Passo Rolle.

Nella notte dal 14 al 15 luglio 1916 tutte le artiglierie erano nelle posizioni loro assegnate, pronte ad effettuare i tiri di preparazione contro i passi e le cime da conquistare.

Ancora nella mattinata del 15 luglio il generale Ferrari riunì i comandanti del 23^ e 49^ reggimento fanteria, del 13^ bersaglieri e del 1^ artiglieria per comunicare loro le sue disposizioni inerenti all'attacco.

Concesse poi ad essi tre giorni di tempo, affinché potessero compiere le ricognizioni del terreno e gli studi necessari per mettere in atto tali disposizioni.

Operazioni Militari in Ceremana e Colbricon, 26 Luglio 1916, Comandante Ferrari, 23^ Fanteria, 13^ Bersaglieri, Von Spielvogel

Con le operazioni avvenute nei giorni precedenti il comandante del nucleo Ferrari si era proposto l'occupazione di tutto il gruppo montuoso che si estende dalla Ceremana a Rolle.

Ma l'ampio e faticoso balzo in avanti compiuto dalle sue truppe in quei giorni, non riuscì ad andare oltre la conquista del Colbricon, della Cavallazza e del Passo Rolle.

Rimanevano quindi ancora da occupare, Cima Ceremana e il Piccolo Colbricon.

Allo scopo di raggiungere anche questi due obiettivi, si preparano nuove azioni militari.

Il 26 luglio 1916 il 26^ fanteria ritenta l'occupazione della forcella Ceremana e, contemporaneamente, il 13^ bersaglieri muove l'assalto del Piccolo Colbricon.

Neppure questa operazione combinata ha esito favorevole.

I bersaglieri raggiungono la vetta del Piccolo Colbricon, ma pochi minuti dopo, gli austriaci, con un impetuoso contrattacco, li sopraffanno e se la riprendono.

Il generale Ferrari a cui premeva avere il possesso di quelle due cime per consolidare meglio l'occupazione della zona, incarica il 23^ fanteria di riprendere la scalata del canalone che porta a forcella Ceremana e il 13^ bersaglieri di avvolgere alla base il Piccolo Colbricon, cercando di far prigionieri i difensori austriaci, dislocati in cima.

L'azione che si svolgerà il giorno dopo, viene arrestata dal fuoco violento e incrociato delle mitragliatrici nemiche.

A questo punto il comandante Ferrari dispone la cessazione di nuovi attacchi offensivi su questo tratto di fronte, decide perciò di trasferire il centro delle operazioni dalla valle del Cismon alla Valle del Vanoi, del resto le azioni militari dovevano proseguire, anche per impedire che gli austriaci inviassero verso Gorizia reparti dislocati sulle Alpi di Fassa.

Il fronte che andava dalla forcella Ceremana a Passo Rolle, era tenuto sotto controllo dalla 55^ brigata da montagna austriaca, comandata dal maggiore generale Von Spielvogel.

La componevano 18 compagnie con oltre 800 fucili, 62 mitragliatrici, 30 pezzi di artiglieria leggera, 9 pezzi di artiglieria pesante e 4 lanciabombe.

Nel battaglione territoriale "Auer" c'erano anche le compagnie Cavalese, Predazzo e Primiero.

Generale Ferrari, truppe, 1916, primierotti, mezzano, Alpi di Fassa

Nelle precedenti edizioni abbiamo accennato alla necessità che nell'estate 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, il fronte delle Alpi di Fassa fosse mantenuto costantemente attivo, per distogliere l'attenzione degli austriaci dal settore dell'Isonzo, dove il comando supremo italiano si stava preparando a svolgere alcune importanti azioni militari.

Il comando del 4^ Corpo d'Armata autorizzò il generale Ferrari a trasferire le sue truppe dalla testata del Cismon a quella del Vanoi, e ad organizzare un attacco alle forcelle di Cece e di Valmaggiore.

Queste erano un obiettivo assai importante, perché, in caso di successo, i reparti del nucleo potevano spingersi verso Predazzo e minacciare di fianco e alle spalle e difensori dello sbarramento di Val Travignolo.

Il primo a muoversi fu il 23^ fanteria il quale, senza che il nemico se ne accorgesse, nella notte del 31 luglio compì una lunga e difficile marcia, portandosi sul costone tra rivo Valzanca e rivo Miesnotta e poi, per collegarsi con il 41^ bersaglieri, sul costone tra rivo Miesnotta e rivo Stuat.

Scopo di questo spostamento era anche di mascherare la contemporanea marcia del grosso dei reparti attraverso Passo Gobbera.

Il giorno 1^ agosto 1916 le forze del nucleo risultavano infatti, già dislocate nelle seguenti località: il 23^ fanteria, il cui comando era ai Masi di Tognola, aveva il 1^ battaglione nell'Alta Valzanca, il 5^ nella Media Valzanca, il 4^ allo sbocco di Val Tognola nella Val Sorda e il battaglione di marcia a Siror; il 49^ fanteria, con sede del comando Mezzano, aveva il 1^ e 3 battaglione a Mezzano, il2^ a Passo Rolle e il battaglione di marcia a Zortea; a Fratazza la 1^ salmeria speciale e la 37^ batteria del 21^ gruppo someggiato; a Tonadico la 426^ batteria da 149 g e la 459^ da 120 l del 21^ gruppo someggiato; a Fiera di Primiero, oltre il comando del nucleo, le sezioni sussistenza, e sanità della CRI, l'ospedale someggiato n. 117, la 2^ salmeria speciale, la sezione autofotoelettrica 303 f e le sezioni fotoelettriche carreggiata e someggiata; a Mezzano l'ospedaletto someggiato n. 311; a Imer il comando del 21^ gruppo someggiato e una sezione della 359^ batteria da 210, il comando, la 4^ e la 5^ batteria del 2^ gruppo artiglieria da campagna; a Gobbera l'ambulanza da montagna della CRI n.60; a Canal San Bovo il comando, la 63^ batteria da 240 e la 68^ e metà della 66^ batteria da 58 b del 19^ gruppo bombarde; a Zortea la 458^ batteria da 120 l e le centurie 235^ e 555^ della 7^ compagnia minatori del 21^ gruppo someggiato; sulle alture di Tognola e Passo Colbricon tre sezioni della 38^ batteria del 21^ gruppo someggiato.

Tutti i reparti ritirati dalla linea dell'Alto Cismon e in movimento verso il nuovo fronte furono subito impiegati nella sistemazione e costruzione di strade, per consentire lo spostamento in avanti delle artiglierie e, soprattutto, di quelle di medio calibro verso le cime di Arzon e Valsorda e, di quelle da campagna, su Cima Paradisi, le tre particolari posizioni dalle quali si dominarono le forcelle di Valmaggiore e di Cece.

Conquista delle Cime di Forcella Cece e Colbricon.

Una contemporanea azione volta alla conquista delle Cime di Forcella Cece, Valmaggiore e del Monte Cauriol iniziò per opera degli alpini dei battaglioni Feltre e Monrosa alle 6.30 del 23 agosto.

I quattro lunghi giorni che servirono a sventare l'assedio degli austriaci dal Monte Cauriol furono drammatici e duri per entrambi i fronti.

Finalmente il 27 agosto, alle ore 20.00, le batterie partite da Caoria raggiunsero e conquistarono la vetta.

Un primo contrattacco per riprendersi la cima fu compiuto dalle truppe austriache il 28 agosto ma venne prontamente respinto.

I battaglioni alpini Feltre e Val Brenta rimasero gli unici conquistatori della cima e questa vittoria fece cadere, a poco a poco, tutta la linea difensiva predisposta con cura dagli austriaci.

Le conquiste italiane si estesero poi al Cardinal, la Busa Alta ed il massiccio del Colbricon; anche il Colbricon Piccolo cadde in mano italiana, ma in seguito fu ripreso dalle truppe austriache.

Alpini di Feltre e Monrosa respingono truppe austriache al Cauriol.

Prima Guerra Mondiale.

Gli alpini dei battaglioni Feltre e Monrosa impediscono alle truppe austriache la riconquista del Monte Cauriol , faticosamente ottenuta il 27 agosto.

Dopo l'intenso bombardamento del giorno prima, alle prime ore del mattino l'attacco riprende talmente violento e duro da trasformare la piramide rocciosa della montagna in una vera e propria torcia accesa.

Il fuoco viene interrotto dopo 5 ore.

Quando gli assalitori ritengono spezzata ogni resistenza sulla vetta, si scoprono e avanzano a gruppi serrati verso le postazioni italiane.

Ma dai crepacci e dai nascondigli dove si sono riparati balzano fuori gli alpini e, cogliendo di sorpresa gli attaccanti, li costringono ad una disastrosa e subitanea ritirata.

Il ricordo di quei valorosi soldati, le loro gesta, il loro coraggio rimane indelebile nel cuore della nostra gente, così come il nome dei battaglioni Feltre, Monrosa e val Brenta, a caratteri forti e indelebili, rimarrà sulle pagine che del libro della storia delle nostre nel 1931 la sezione alpini di Feltre ha fatto scolpire nella roccia della vetta del Monte Cauriol la scritta che ricorda ai posteri le imprese che legano nei secoli il nome del monte alla storia di Feltre.

Oswaldo Unter Perger: Esattore Arciducale con Camoscio Primiero

Oswaldo Unter perger viene nominato esattore arciducale delle imposte in Primiero.

Lo stemma con un camoscio rampante su rocce assieme alle iniziali O.V.P. (Oswald Unter Perger)

Attività aerea durante la Seconda Guerra Mondiale, primiero.

Ebbe inizio in questo mese, durante il secondo conflitto mondiale, nel cielo delle nostre valli un'intensa attività aerea.

Inizialmente gli aerei austriaci potevano sorvolare ed abbassarsi indisturbati.

In un secondo tempo dovettero tenersi ad alta quota per sfuggire al fuoco delle batterie contraeree di Cima Valsorda e dei monti Remite, Pavione e Dalaibol.

Dopo alcune settimane intervennero anche i bombardieri e i caccia italiani a mitragliarli ed inseguirli.

Dal tardo autunno di quest'anno alla rotta di Caporetto non si verificarono però operazioni e spostamenti di notevole importanza sul fronte delle due vallate.

Situazione nel 1916 nelle Valli: neve, valanghe, aiuti austriaci a Bucarest.

Nel tardo autunno del 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, non si verificarono operazioni e spostamenti di notevole importanza sul fronte delle nostre Valli.

Particolarmente rigida invece si preannunciava la stagione invernale. Già a novembre c'erano state delle forti nevicate su tutta la nostra zona.

I primi di dicembre, in alcuni punti delle nostre montagne la neve era alta circa 5 metri, e la caduta di numerose valanghe aveva immobilizzato e isolato quasi completamente i reparti in linea.

Anche nel fondovalle l'alto manto di neve rendeva lenti e difficili le comunicazioni e i movimenti dei militari e della popolazione.

Durante l'inverno ebbe luogo, anche per questo motivo, una sensibile riduzione nelle forniture ai civili dei generi alimentari di prima necessità. In quel periodo furono d'aiuto alla nostra popolazione i viveri che i soldati regalavano o scambiavano in cambio di qualche piccolo favore.

I primi giorni di dicembre (il 6) le armate austriache erano entrate e Bucarest, conquistando quasi tutta la Romania, tra i soldati c'erano anche dei nostri convalliggiani, i quali solo nel 1917 riuscirono ad inviare degli aiuti alimentari, soprattutto pacchi di farina e zucchero.

Giuseppe Ferrari, eroiche imprese del 29 giugno 1916 a Passo Rolle.

29 giugno 1916 Viene costituito il nucleo Ferrari, dal nome del generale Giuseppe Ferrari, ricordato ancora oggi, per le sue eroiche imprese, da un cippo a Passo Rolle.

Operazioni militari italiane 1916: Passo Rolle, Colbricon, e permanenza in alta quota.

21 luglio 1916 Gli obiettivi italiani sono la conquista di Passo Rolle e di Colbricon, di cima Bocche e delle cime ad occidente del vallone di Juribrutto, partendo da val Travignolo e da passo San Pellegrino. La guerra ha assunto le caratteristiche del combattimento in alta quota e si iniziano i preparativi per quella che sarà una lunga permanenza. Si inizia lo scavo di caverne, si cerca di dotare le trincee di un minimo di comfort usando travature, assi e carta catramata per proteggersi dal umidità e vengono stese delle linee teleferiche per gli approvvigionamenti. Le cime diventano delle piccole e laboriose città, dove gli uomini lavorano per circa due anni.

Assalto al Monte Cauriol: truppe italiane e contrattacchi austriaci (1916).

Agosto 1916 Inizia l'assalto al monte Cauriol, massimo obiettivo per le truppe italiane. L'assalto inizia il 24 agosto con la conquista della trincea che costituisce la prima linea difensiva austriaca sulla cima del Cauriol. Il 27 la 65^ e 66^ compagnia del Feltre riescono a mettere piede sulla cima del Cauriol. Da lassù il controllo della val di Fiemme è ottimo, ed è per questo che, già il giorno seguente, le truppe austriache si lanciano in una serie di furiosi contrattacchi.

Conquista di Cime Cardinal e Busa Alta nel 1916: Impossesso da Italiani.

Settembre 1916 Gli italiani puntano alla conquista del Cardinal, di Busa Alta e della forcella di Coldose. Il 23 settembre gli italiani riescono ad impossessarsi di cima Cardinal, mentre la cima di Busa Alta viene espugnata dal battaglione Arvenis il 6 ottobre.

Condividi: