RADIOPRIMIERO

RADIOPRIMIERO

Radio Primiero è una storica emittente locale, punto di riferimento per l'informazione e l'intrattenimento nel Trentino Orientale, nella Valle dell'Adige (Trento) e nel confinante territorio del Feltrino-Bellunese.

Con oltre 46 anni di attività, la radio ha sede a Imèr, nel cuore della Valle di Primiero, in provincia di Trento. Il palinsesto è fortemente caratterizzato dall'informazione: ai notiziari locali dedicati a Primiero e Feltrino si affiancano quelli nazionali, realizzati in collaborazione con le principali agenzie di stampa.

Ampio spazio è riservato alle rubriche e ai servizi di utilità quotidiana, tra cui Meteo, Traffico, Agenda degli appuntamenti del giorno, informazione turistica e naturalistica con programmi come Secondo Natura, oltre a numerosi approfondimenti su ambiente, diritti, solidarietà, astronomia, cinema, scienza, sanità, esteri, cultura e hi-tech.

Durante le stagioni estiva e invernale, Radio Primiero collabora con l'APT locale e il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino per la promozione e la diffusione dell'agenda di eventi, incontri e manifestazioni del territorio.


Rimani in contatto

Almanacco

Almanacco del giorno - Cos'è successo il 27 dicembre a Primiero

Incendio a Siror del 1969: Vittima Bortolino Gubert e intervento dei Vigili del Fuoco.

Alle due del mattino del 26 dicembre 1969 scoppiò a Siror un furioso incendio. Il primo a chiamare aiuto fu Giovanni Tomas, svegliato dalle fiamme che avevano raggiunto la sua abitazione.

In breve tempo giunsero i vigili del fuoco di Siror, Tonadico e Transacqua e più tardi anche di Imer e Mezzano.

Ad ostacolare la loro opera ci pensò il gelo che rese inutilizzabili molti idranti. L'acqua fu attinta dal torrente Cismon. L'incendio venne domato nella mattinata e si contò una sola vittima, Bortolino Gubert.

Riconnessione comunicazioni Primolano tramite auto militare, Passo Broccon verso Strigno.

Le comunicazioni dirette con Primolano, interrotte durante la Prima Guerra Mondiale, vengono ripristinate in questo giorno, per mezzo di un auto militare giornaliero, che prima, attraverso il Passo Broccon, era diretto verso Strigno.

Maria, accusata di stregoneria e presunta erede di sua madre, proscelta nel 1651.

Il 27 dicembre viene arrestata Maria, moglie di Lazzaro Della Ghetta, (di Alleghe, ma residente da oltre dieci anni a Tonadico) figlia di Apollonia, che con l'accusa di patto col diavolo e sabba, era stata impiccata e poi bruciata, nel "campo delle forche", a Pieve, tre anni prima.

Maria veniva arrestata con la stessa imputazione.

La fantasia e la malignità popolare si erano ulteriormente sbizzarrite contro di lei, perché "figlia della malefica incenerita". Essa era difatti la figlia della presunta strega giustiziata tre anni prima e, secondo l'idea corrente doveva essere nel novero di simile razza apportatrice di danni; il peggio era che il suo principale accusatore pare fosse proprio il marito.

Ma, la resistenza fisica della donna ebbe il sopravvento sulle accuse campate in aria; e quando Maria si sentì dire da uno dei numerosi testi a carico "allora siete stata strega, perché sento dire che siete una strega come lo era vostra madre", negò assolutamente "di essere strega, perché se anche era del corpo di sua madre" affermò "non era della qualità di quella". La trafila dei costituti, degli esami testimoniali, dei confronti ed anche delle torture non riuscirono a fiaccarla.

E, venuta a mancare la confessione dell'imputata, anche le parole dei testimoni, basate su allusioni malevole, vennero a perdere gran parte della loro forza probatoria.

Per nove mesi la donna rimase in carcere per sentirsi contestare continuamente il delitto di sortilegio e di stregoneria: soltanto nel 1651 (il 27 settembre), venne prosciolta dalle accuse, e rimessa in libertà con l'obiettivo di recarsi in pellegrinaggio a Sant' Antonio di Padova.

Nel 1653 il vescovo di Feltre protesta presso il governatore di Innsbruck affermando che il tribunale secolare di Primiero non è competente per il giudizio dei reati di veneficio e magia, senza l'avvallo episcopale, in quanto pertinente del processo la Sacra inquisizione.

L'arciduca Ferdinando Carlo risponde dando torto al vescovo e affermando che "ogni cosa deve continuare nell'usanza antica e inveterata".

26 dicembre 28 dicembre
Condividi: