RADIOPRIMIERO

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Radio Primiero è una storica emittente locale, punto di riferimento per l'informazione e l'intrattenimento nel Trentino Orientale, nella Valle dell'Adige (Trento) e nel confinante territorio del Feltrino-Bellunese.

Con oltre 46 anni di attività, la radio ha sede a Imèr, nel cuore della Valle di Primiero, in provincia di Trento. Il palinsesto è fortemente caratterizzato dall'informazione: ai notiziari locali dedicati a Primiero e Feltrino si affiancano quelli nazionali, realizzati in collaborazione con le principali agenzie di stampa.

Ampio spazio è riservato alle rubriche e ai servizi di utilità quotidiana, tra cui Meteo, Traffico, Agenda degli appuntamenti del giorno, informazione turistica e naturalistica con programmi come Secondo Natura, oltre a numerosi approfondimenti su ambiente, diritti, solidarietà, astronomia, cinema, scienza, sanità, esteri, cultura e hi-tech.

Durante le stagioni estiva e invernale, Radio Primiero collabora con l'APT locale e il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino per la promozione e la diffusione dell'agenda di eventi, incontri e manifestazioni del territorio.


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Almanacco

Almanacco del giorno - Cos'è successo nel 1944 a Primiero

Attentato a S. Silvestro: Morto il Carabiniere Giovanni Avico

L'unica azione compiuta dalla bande armate partigiane operanti nelle nostre montagne fu quella che si svolse nella notte tra il 28 e 29 luglio . Il 28 nel corso della notte un numero rilevante di partigiani diede l'assalto alla Centrale Elettrica di S. Silvestro per interrompere la produzione dell'energia.

Nello scontro restò ucciso il carabiniere Giovanni Avico, ed altri rimasero feriti.

Ma l'azione si rivelò un fallimento.

Assalto partigiani caserme Canal San Bovo, Minati, Leveghi

Alle ore 21.30 i partigiani assaltavano la caserma dei carabinieri di Canal San Bovo.

Il gruppo entrato in caserma fece piazza pulita di ogni cosa prendendo in ostaggio il carabiniere Minati, il brigadiere Leveghi che pur ferito riuscì a fuggire.

Due ore più tardi un altro gruppo rinforzato dava l'assalto alla caserma dei carabinieri di Mezzano Imer, ma la trovò vuota perche tutto il personale era stato mandato a sorvegliare la Centrale di S. Silvestro

Partigiani, granduchessa del Lussemburgo, giustizia a Feltre.

Furono giustiziati dai tedeschi in riva al Piave, nella zona di Feltre, 2 dei 3 partigiani, il terzo fuggì dalle carceri di Feltre, intenzionati al rapimento della granduchessa del Lussemburgo, ospite in quei giorni a San Martino.

L'impresa fallì. I partigiani feltrini erano diretti a Croce D'Aune ma furono catturati a Val Rosna assieme all'autista Giuseppe Giovanelli ignaro dell'identità e dello scopo dei suoi passeggeri.

Il Giovanelli dimostrata la sua totale estraneità ai fatti fu liberato poche ore prima di essere fucilato.

Benedizione chiesetta Passo Rolle opera architetto Giovanni Segat

Viene benedetta la chiesetta del Passo Rolle, opera dell'architetto Giovanni Segat.

Fontana, Gherlanda, Giacomini: Partigiani del Vanoi e Primiero.

Luigi Fontana di Ronco venne ucciso in circostanze misteriose mentre sedeva all'osteria del suo paese natale.

Era la prima perdita subita dal gruppo del Vanoi della compagnia partigiana Gherlanda, ex Pietena, inizialmente operante nel feltrino, che per meriti di guerra prese l'effettivo di battaglione.

Numerose infatti le azioni di disturbo ai danni dei tedeschi messe a punto dal "Gherlanda", tra le cui fila militavano quasi un centinaio di elementi di cui due donne, che in seguito si divise in tre compagnie, dividendo pure le zone di influenza.

La compagnia "Giacomini", che assunse il cognome di un giovane di Fonzaso, comandante della "Gherlanda", ucciso in uno scontro con i tedeschi, si insidiò nelle zone di Primiero, Lamon e Tesino.

Francesco Facin: Maestro, Cavaliere e figura chiave a Imer e Villanova.

Muore a Imer Francesco Facin, maestro elementare nacque a Mezzano da Domenico e Benvenuta Taufer, conseguito il diploma magistrale insegnò a Imer dal 1880 al 1889 si portò poi a Rovigno in Istria.

Nel 1892 fu trasferito a S. Domenica di Visinada presso le scuole della Lega Nazionale.

Nel paese istriano si rese subito conto del lavoro che avrebbe potuto compiere infatti solo 4 o 5 persone sapevano leggere e scrivere, oltre alle normali lezioni per i bambini promosse corsi serali per giovani e adulti.

In pochi anni quasi tutti i 750 paesani erano alfabetizzati con notevole suo impegno fra l'indifferenza delle autorità proposte.

Promosse anche 2 corsi di giardinaggio, di ricamo, di musica.

Insegnò recitazione, teatro, pittura.

Impiantò l'ufficio postale e una macelleria, e diede il via alle opere di canalizzazione che verso il 1930 divennero realtà. Nel 1922 il re Vittorio Emanuele lo nominava cavaliere della Corona d'Italia e nel 1926 ricevette la medaglia d'oro del ministero della pubblica istruzione.

Gli avvenimenti del primo dopoguerra e le mutate condizioni politiche da lui avversate lo convinsero a lasciare l'incarico di Santa Domenica e a trasferirsi a Castellir e quindi a Villanova di Parenzo.

Nel 1935 Francesco Facin si ritirò a Imer ove passò gli ultimi anni insegnando musica ai bambini dell'asilo e curando il cimitero.

Una persona indimenticabile a detta di quanti l'hanno conosciuto.

Assalto partigiani a San Silvestro: 28 luglio 1944, uccisi 14 carabinieri.

28 luglio 1944 I partigiani assaltano nella notte del 28 luglio la centrale di San Silvestro. Dopo aver messo fuori combattimento 14 carabinieri di guardia, uccidendone 1, i partigiani tentano, senza riuscirci, di danneggiare gli impianti per la produzione di energia elettrica.

Assalto partigiani alla centrale di San Silvestro, 28 luglio 1944, con morti tra i carabinieri.

28 luglio 1944 I partigiani assaltano nella notte del 28 luglio la centrale di San Silvestro. Dopo aver messo fuori combattimento 14 carabinieri di guardia, uccidendone 1, i partigiani tentano, senza riuscirci, di danneggiare gli impianti per la produzione di energia elettrica.

Partigiani nelle Vette Feltrine: Rastrellamento tedesco e sganciamento di Tilman

Il 29 settembre del 1944 inizio il rastrellamento da parte dei tedeschi delle Vette Feltrine.

Ricordiamo che la Germania nel 1944 aveva annesso al Terzo Reich le provincie di Trento e Belluno costituendo la zona detta Alpenvorland. Non ammettevano che ci fossero "ribelli" o "banditi" nel loro territorio iniziarono i grandi rastrellamenti del Monte Grappa, del Cansiglio e delle Vette Feltrine dove furono impegnati ben 900 uomini con armi leggere ed anche pesanti.

Nei pressi del passo Pietena sulle Vette Feltrine sul filo di cresta in direzione Sud (porta il nome di Cavalàde di Pietena), si distinguono tutt'ora evidenti fortificazioni di difesa del passo (lapide a memoria degli avvenimenti). Mentre la strada militare era stata costruita dal Genio Militare prima della prima guerra mondiale, quelle fortificazioni erano opera dei Partigiani: li era appostata una mitragliatrice a difesa del passo. I tedeschi provenivano dal rifugio Dal Piaz ed avevano preso posizione presso la malga delle Vette Grandi. Dal Passo delle Vette Grandi tenevano sotto tiro di copertura il passo Pietena con un mortaio, mentre i soldati tedeschi prendevano posizioni più avanzate.

I gruppi Partigiani si appostavano poi tra i massi della Cima delle Dodici da dove controllavano meglio i tedeschi rallentandone l'avanzata. Il rastrellamento tedesco avanzava anche verso Malga Monsampian da dove i Partigiani si sganciarono accompagnati da un pastore per le Buse dei Piadoch nottetempo verso Pietena. In seguito i Partigiani, il cui comando di brigata era malga Pietena, considerarono di arretrare in posizioni più sicure. (enorme disparità di forze). Si ritirarono assieme alla compagnia Churcill, (composta da inglesi) comandata dal maggiore inglese Harold William Tilman, presso gli enormi macigni della Piazza del Diavolo, dove ancora oggi si vedono molti muretti a secco che chiudono i massi inclinati e qualche lamiera come riparo dalle intemperie. Tutte le vie di scampo erano bloccate dai tedeschi sia a sud che a nord come ad est ed ovest, eppure lo sganciamento dai tedeschi riuscì anche se con la perdita di 5 uomini: in soli tre giorni la brigata partigiana si sciolse e si sganciò dal nemico. Parte dei Partigiani sgusciarono per la Val di Lamèn, seppur presidiata. Alcuni discesero persino per le balze nord del Monte Ramezza(!), altri alcora per il Covolòn Sfrondà e La Giazzera oltrepassarono Ramezza e per la forcella si rifugiarono in Val di Saladèn. (tra questi H.W. Tilman, Ross, Vittorio Gozzer della compagnia Churcill.) poi si ricostituì altrove sull'altopiano del Cansiglio, anche perché i nazifascisti avevano dato alle fiamme quasi tutti i casolari delle Vette Feltrine.

Nel mese di novembre iniziarono azioni di sabotaggio che misero subito in allarme gli occupanti. Erwin Rommel, allora nei pressi di Belluno, trattenne due divisioni corazzate sul finire del 1943 per dare la caccia ai partigiani. Albert Kesselring scrisse nelle sue memorie che, se avesse avuto a disposizione quelle forze, sarebbe riuscito a cacciare in mare gli anglo - americani, già sbarcati a Salerno il 9 settembre.

Tratto da:

ESTER CASON ANGELINI - Missione "SIMIA" H.W. Tilman un maggiore inglese tra i partigiani - 1981 Tip.

MEZZACASA ROBERTO - Da Falcade ad Asiago sui sentieri dei partigiani. Percorso esc. "via H.W. Tilman" 1995

GIUSEPPE SITTONI "Uomini e fatti del Gherlenda" GIORGIO VICCHI "Diario partigiano (31 marzo - 24 giugno 1944)"Luca Alessandrini e Roberto Mezzacasa ed. Pendragon 2015

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