RADIOPRIMIERO

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Radio Primiero è una storica emittente locale, punto di riferimento per l'informazione e l'intrattenimento nel Trentino Orientale, nella Valle dell'Adige (Trento) e nel confinante territorio del Feltrino-Bellunese.

Con oltre 46 anni di attività, la radio ha sede a Imèr, nel cuore della Valle di Primiero, in provincia di Trento. Il palinsesto è fortemente caratterizzato dall'informazione: ai notiziari locali dedicati a Primiero e Feltrino si affiancano quelli nazionali, realizzati in collaborazione con le principali agenzie di stampa.

Ampio spazio è riservato alle rubriche e ai servizi di utilità quotidiana, tra cui Meteo, Traffico, Agenda degli appuntamenti del giorno, informazione turistica e naturalistica con programmi come Secondo Natura, oltre a numerosi approfondimenti su ambiente, diritti, solidarietà, astronomia, cinema, scienza, sanità, esteri, cultura e hi-tech.

Durante le stagioni estiva e invernale, Radio Primiero collabora con l'APT locale e il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino per la promozione e la diffusione dell'agenda di eventi, incontri e manifestazioni del territorio.


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Almanacco

Almanacco del giorno - Cos'è successo il 06 dicembre a Primiero

Luigi Loss, sacerdote salesiano, muore da Canal San Bovo, compositore.

Muore Luigi Loss da Canal San Bovo, sacerdote salesiano, musico e compositore.

Morte di Alfredo Paluselli, guida alpina e cantore delle Pale di San Martino.

Muore a Ziano di Fiemme, Alfredo Paluselli, guida alpina, signore del Cimone e cantore delle Pale di San Martino, costruì e abitò per molti anni la famosissima Baita Segantini.

Fu uno dei pionieri e assertori del turismo invernale di Passo Rolle con la costruzione di sciovie e della strada per la Segantini.

Festa di San Nicolò: tradizioni, doni e il "misterioso passaggio" nella Valle.

Festa di San Nicolò, il cui misterioso passaggio è una tradizione abbastanza antica nella nostra Valle.

Era atteso dai bimbi e dai fanciulli con ansia.

La vigilia gli scolaretti giravano cantando e gridando accompagnati da qualche campanello: "San Nicol de Bari, la festa dei scolari, se i scolari no i far festa, el ghe taier la testa...". La sera della vigilia bisognava esporre sul balcone un bicchiere di vino o di grappa, un po' di polenta o di pane, per il Santo stanco ed affaccendato e qualcosa per il suo somarello fiaccato, di solito en piat de semole o de farina de polenta co 'n pugnet de sal.

I bimbi dovevano andare a letto presto, in modo che la mamma avesse il tempo disponibile per compiere il miracolo.

Anticamente i doni consistevano in frutti locali, pomi e nos ovvero mele e noci; poi apparvero anche i fichi secchi, i bagigi, le carobole, le stracaganase, qualche naranza; infine qualche confetto come semenzine, canalni, zuchero de orz o qualche stecheta de madolato dur fa 'n mur.

Pian piano S. Nicolò pensò anche alla scuola portando qualche effetto scolastico: una matita, una gomma, uno o due quaderni che si tenevano in grande considerazione perché provenivano dai misteriosi negozi del cielo.

Comunque sempre oggetti utili, balocchi quasi mai.

Ed a chiaro esempio il disobbediente ed il fannullone che aveva tanto fatto sgridare la mamma, sul piatto, oltre a quanto lui aveva esposto e rifiutato dal Santo, vi trovava un bel bastone quanto mai eloquente..."o che not, cara, incantada, che sa odor de paradis: 'deso l'ansia l'e pasada, tuti quanti i zuga fusa". (C. Trotter).

05 dicembre 07 dicembre
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