Almanacco
Epidemia di vaiolo a Primiero e condizioni climatiche anomale nel 1884
La salute pubblica di Primiero fu turbata dal vaiolo, l'epidemia iniziò a propagarsi nel mese di febbraio, mietendo vittime in tutta la valle fino al mese di settembre di quell'anno.
Una nota meteorologica: l'inverno 1883-84 fu quasi sempre senza neve, la primavera fu molto buona, ma il mese di giugno brutto e freddo. Il mese di luglio caldo e bello.
Il caldo nei giorni 15 16 17 luglio arrivò a sorpassare i 25 gradi reammur (32 gradi centigradi), il giorno 19 il tempo cambiò e nei giorni 26 e 27 fu possibile osservare le cime coperte di neve.
Un'ennesima prova che il tempo era stravagante anche più di un secolo fa, con inverni miti ed estati calde ma anche fredde.
La vita di Michele De Zorzi: Sacerdote e pittore tra Italia, Francia e Lione
Nasce a Mezzano Michele De Zorzi, sacerdote e valente pittore, fin da ragazzo la sua produzione si orientò sull'affresco, nel quale si specializzò a Venezia.
Di animo mite e incline all'ascetismo, a vent'anni, iniziò a girare l'Italia e la Francia, guadagnandosi da vivere affrescando numerose chiese.
Finché il suo girovagare lo portò a Lione, dove aiutato dal prevosto di una chiesa, scoprì la vocazione al sacerdozio.
In seguito fu nominato canonico della cattedrale di Lione, e qui rimase ad esplicare il suo apostolato fino alla morte avvenuta nel 1867. Non tornò più a Primiero.
Fino alla fine del secolo scorso comunque nella chiesa di Mezzano, si potevano ammirare alcuni suoi buoni dipinti, poi cancellati.
Leggenda della costruzione della chiesetta di San Silvestro.
Abbiamo citato il nome di San Silvestro, uno dei protettori delle nostre valli.
A questo proposito vogliamo ricordare una vecchia "s-ciona" storia, riguardante la costruzione della chiesetta di San Silvestro, che si trova all'entrata della Valle, su uno sperone roccioso, dapprima cappella, poi ingrandita a chiesetta, con un'origine che si perde nella nuvolosità del tempo.
Forse dal posto scosceso ove è situata è nata la leggenda.
Fatto sta che i costruttori iniziarono a scavare le fondamenta in loc. Propedas, sul fondovalle, ma la mattina seguente le pietre e gli altri materiali erano spariti e furono ritrovati per caso da un ragazzo operaio sul ciglio di roccia soprastante, e così avvenne per tre volte di seguito, finché si decise di costruirla lassù.