Almanacco
Epidemia di vaiolo a Primiero
Una terribile epidemia di vaiolo causò numerose vittime a Primiero.
Epidemia di vaiolo a Primiero e condizioni climatiche anomale nel 1884
La salute pubblica di Primiero fu turbata dal vaiolo, l'epidemia iniziò a propagarsi nel mese di febbraio, mietendo vittime in tutta la valle fino al mese di settembre di quell'anno.
Una nota meteorologica: l'inverno 1883-84 fu quasi sempre senza neve, la primavera fu molto buona, ma il mese di giugno brutto e freddo. Il mese di luglio caldo e bello.
Il caldo nei giorni 15 16 17 luglio arrivò a sorpassare i 25 gradi reammur (32 gradi centigradi), il giorno 19 il tempo cambiò e nei giorni 26 e 27 fu possibile osservare le cime coperte di neve.
Un'ennesima prova che il tempo era stravagante anche più di un secolo fa, con inverni miti ed estati calde ma anche fredde.
Statistiche a Imer
1883/1890 scrive Antonio Nicolao in "Voci di Primiero". Dopo la grande emigrazione verso l'America, nel 1883 Imer contava 280 famiglie con 1140 abitanti.
Ogni famiglia produceva in media per il proprio sostentamento 5 quintali di granoturco, 10 kg di farina fra orzo, segale e frumento, 2 quintali di fagioli, 2 quintali di patate, 130 kg. Di crauti, mentre 7 ettolitri di acquavite venivano distillati nel comune.
Una statistica del 1890 riporta che a Imer ci sono 450 vacche tra grandi e piccole mentre nel 1907 erano salite a 501, 42 tra asini e cavalli saliti poi a 62, 421 tra capre e pecore queste diminuite nel 1907 a 314. Ci sono ancora in media un centinaio di maiali.
Per il bestiame una malattia sempre da combattere era l'afta epizootica o zoppina che si manifestava con frequenza nella stagione dell'alpeggio; altra epidemia era il mal rossino che colpiva i maiali.
In primavera veniva promossa la raccolta dei maggiolini o scarpanze, portati poi al capo comune venivano distrutti in acqua bollente dietro compenso di 80 centesimi lo staio.
Un premio era messo a disposizione dalla provincia a chi consegnava teste di vipera.-1891 muore Angelo Guadagnini, celebre medico condotto del Primiero.
Dopo essersi laureato a Padova nel 1862, esercitò la professione di medico a Moena, a Fassa, a Canal San Bovo e, infine, nei paesi di sopra pieve.
L'isolamento che opprimeva la Valle in quegli anni lo ostacolò non poco nel suo lavoro e fu anche per questo e per valorizzare le risorse del Primiero che, assieme al cav.
Michelangelo Negrelli, a Giuseppe Loss e ad Antonio Prospero, si sforzò affinché venisse costruita la strada dello Schener.
Era nato nell'edificio del Fol l'8 settembre 1835.
Statua della Madonna del Carmine a Mezzano, benedizione del 15 luglio 1883, con partecipazione di Demetrio Demez, Domenico Valentinelli, Antonio Raffael e altri.
La statua in legno della Madonna del Carmine, conservata nella chiesa di Mezzano, della quale è protettrice, fu benedetta il 15 luglio 1883. Realizzata dallo scultore Demetrio Demez di Ortisei costò 170 fiorini; tale somma venne offerta da 91 generosi fra cui il parroco, l'arciprete di Cavalese don Domenico Valentinelli, la Contessa Welsperg, monsignor Nicola Negrelli, le signore Caloi, Ben, Tedeschi Elisa, Weiss Rosa da Fiera e molti altri.
Per l'occasione don Antonio Raffael, professore al seminario di Trento, fece ritrarre 100 immagini esemplari per i devoti.