RADIOPRIMIERO

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Radio Primiero è una storica emittente locale, punto di riferimento per l'informazione e l'intrattenimento nel Trentino Orientale, nella Valle dell'Adige (Trento) e nel confinante territorio del Feltrino-Bellunese.

Con oltre 46 anni di attività, la radio ha sede a Imèr, nel cuore della Valle di Primiero, in provincia di Trento. Il palinsesto è fortemente caratterizzato dall'informazione: ai notiziari locali dedicati a Primiero e Feltrino si affiancano quelli nazionali, realizzati in collaborazione con le principali agenzie di stampa.

Ampio spazio è riservato alle rubriche e ai servizi di utilità quotidiana, tra cui Meteo, Traffico, Agenda degli appuntamenti del giorno, informazione turistica e naturalistica con programmi come Secondo Natura, oltre a numerosi approfondimenti su ambiente, diritti, solidarietà, astronomia, cinema, scienza, sanità, esteri, cultura e hi-tech.

Durante le stagioni estiva e invernale, Radio Primiero collabora con l'APT locale e il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino per la promozione e la diffusione dell'agenda di eventi, incontri e manifestazioni del territorio.


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Almanacco

Almanacco del giorno - Cos'è successo nel 1985 a Primiero

Chiusura Ufficio Imposte a Primiero e preoccupazioni per la gestione territoriale.

Dal primo gennaio di quest'anno chiude l'ufficio imposte, le Valli di Primiero Vanoi e Mis sono passate sotto la competenza territoriale di Borgo Valsugana.

La chiusura dell'ufficio imposte di Primiero segue quella dell'ufficio del registro avvenuta nel 1972. Molte allora erano anche le preoccupazioni per un possibile allontanamento della pretura con assegnazione delle competenze a Cavalese o a Borgo Valsugana e per il ventilato accorpamento dell'Unità Sanitaria locale con la Val di Fiemme; preoccupazione giustificata per la pretura che infatti venne allontanata ed accorpata a Borgo Valsugana.

Tutto ciò ha provocato una grande amarezza e ed una diffusa sfiducia.

Inoltre difficoltà per la nostra popolazione, maggiormente per il Vanoi e Sagron Mis, di usufruire di servizi fondamentali.

Benedizione della croce sul Monte Vederna

Domenica 16 giugno viene benedetta la nuova croce che dal Monte Vederna domina la valle del Primiero e del Vanoi, a 1450 metri di altezza.

La vecchia croce in legno, targata 1963 e alta 11 metri e mezzo è stata così sostituita da una nuova croce in ferro, alta la bellezza di 20 metri.

I lavori iniziarono il primo settembre del 1984 e terminarono con l'istallazione dell'illuminazione del 15 giugno.

L'impianto di illuminazione è reso possibile per la sottoscrizione di vari enti e privati.

L'illuminazione viene sollecitata tramite un impulso radiocomandato direttamente dal paese di Imer, illuminata tutte le sere di sabato e domenica e giorni di festa.

Promotore dell'opera è il gruppo alpini di Imer che si è prodigato per il montaggio della struttura prestando la propria opera gratuitamente.

La croce dedicata ai caduti di tutte le guerre.

La croce rappresenta il faro della Valle, un punto di riferimento per la persona che si trova da sola in montagna.

Catastrofe di Stava: Morti e Soccorsi

Mancavano pochi minuti a mezzogiorno e mezzo di venerdì 19 luglio 1985 quando il crollo delle discariche della miniera di Prestavel di Stava, nel comune di Tesero, provocò una frana di dimensioni mai viste che seminò morte e distruzione lungo tutta la Valle di Fiemme. 268 morti, danni per decine di miliardi di lire.

Questo in sintesi estrema il crudo bilancio della catastrofe della Val di Stava, per dimensioni la seconda catastrofe industriale di tutti i tempi in Italia dopo quella del Vajont.

Circa 500mila metri cubi di legname, residuo delle lavorazioni fluorite (il minerale estratto dalle miniere scavate nel fianco del monte Santa sopra Tesero) ed accumulato nel corso di oltre vent'anni in due discariche sovrapposte l'una all'altra nei prati di Pozzole sopra l'abitato di Stava, scivolarono a Valle ad una velocità stimata attorno ai 40 km orari, travolgendo interi boschi, spazzando via gli alberghi di Stava, le case, gli opifici, le aziende agricole ed artigianali dislocate lungo la Valle, cancellando la Via Molini nell'abitato di Tesero, sorprendendo i ragazzi intenti a giocare nei prati, gli automobilisti che percorrevano la strada, chiunque per disavventura si trovasse lungo i 7 chilometri che la frana percorse prima di fermarsi nel torrente Avisio dopo aver risalito per un tratto i costoni prospicienti della Catena del Lagorai.

I soccorsi furono immediati ed efficienti ma la violenza del disastro aveva concesso scampo a pochi, pochissimi superstiti.

Delle 268 vittime ben 71 non poterono essere riconosciute, sono state seppellite in tre grandi fosse comuni nel cimitero di San Leonardo a Tesero, di fianco alle numerose tombe tutte uguali dove hanno trovato l'ultimo riposo quegli abitanti di Tesero periti nella catastrofe che poterono essere riconosciuti dai loro cari.

Tra le vittime molti turisti che soggiornavano negli alberghi di Stava ed in uno di Tesero, sorpresi mentre stavano consumando il pranzo.

L'allarme giunto da Trento alle 14 di venerdi 19 luglio trovava pronti disponibili i corpi dei vigili volontari del comprensorio; per tre giorni 50 uomini dotati di 7 fuoristrada del corpo di Fiera, Mezzano, Imer, Canal San Bovo, San Martino di Castrozza, Sagron Mis, che hanno lavorato senza sosta; nella settimana seguente 4 uomini ogni giorno hanno scavato continuamente.

Le salme recuperate dai volontari di Primiero sono state 43. A Tesero si sono messe a disposizione dei responsabili anche tre imprese Primierotte con i propri mezzi: la ditta Zugliani Giovanni di Mezzano, la ditta Tomas Fiorenzo di Siror e la ditta Ploner Giancarlo di Tonadico.

In concomitanza con il disastro di Stava, in segno di solidarietà con la popolazione di Tesero, in tutta la Valle vennero sospese tutte le manifestazioni turistiche.

Renzo Gubert, Monsignor Rauber, Cardinale Nsubuga, Dott. Travaglini, Dott. Valenda e Padre Picotti - Avventura in Uganda

Estate 1985, il professor Renzo Gubert, è protagonista nell'estate 1985 di una drammatica avventura mentre si trovava in Uganda a capo di una equipe di ricerca proprio nei giorni in cui in quel paese si è svolto un colpo di stato.

Viene aggredito assieme agli altri componenti la spedizione, da un gruppo di soldati ubriachi. è potuto ritornare in Italia soprattutto grazie all'intervento del nunzio apostolico monsignor Rauber, del cardinale Nsubuga, del consigliere d'ambasciata dott.

Travaglini, dell'ambasciatore in Kenia dott.

Valenda e di Padre Picotti, superiore dei comboniani a Kampala.

Rifugio Cima d'Asta dedicato Ottone Brentari, primierotti.

Viene ufficialmente inaugurato il rifugio Cima d'Asta "Ottone Brentari" a quota 2473 è il principale rifugio realizzato dalla Sat nel gruppo del Lagorai e per decenni fu l'unico esistente in questo grande gruppo montuoso.

L'idea di realizzare un rifugio in questa zona maturò all'inizio del secolo fra alcune guide locali, fra queste i Tessaro "dei tesseri", Sebastiano Marchetto "dei orli-scalia" e Domenico Loss detto "tabarro" di Caoria.

L'occasione per avanzare questa proposta fu data dal congresso della Sat del 1906 tenutosi a Roncegno.

I lavori furono iniziati nell'anno successivo.

Il 24 agosto 1908 il rifugio Cima d'Asta una costruzione dalla forma tipica a cubo veniva inaugurato e affidato alle guide locali.

Nel corso della Prima Guerra Mondiale il rifugio subì notevoli danni, nel 1922 fu ripristinato e dedicato ad Ottone Brentari, scrittore e alpinista, nipote dei Negrelli di Primiero nato a Strigno nel 1852 e morto a Rossano Veneto nel 1921. Brentari fu l'autore di una delle prime guide del trentino, commissionatagli dalla Sat e ancor oggi è una miniera di informazioni, realizzata con rigore e completezza.

Negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale fu fatto segno di innumerevoli atti vandalici.

L'8 agosto del 1952 fu riadattato e riaperto con la struttura a cubo ed una ricettività di 18 posti.

Nel 1982 la Sat di fronte ad una maggior frequenza di comitive ed alpinisti nella zona lo ampliò finanziando i lavori con la vendita del villaggio Sat di Celado nel Tesino.

I lavori si conclusero nel 1985 e il primo settembre fu inaugurato.

La nuova costruzione è tre volte la precedente.

Il rifugio si affaccia su di un ampio anfiteatro montuoso ai piedi della parete sud del Cimone, la vetta più alta del massiccio di Cima d'Asta, sul ciglio di una diga morenica naturale che delimita il laghetto omonimo. È punto di partenza per escursioni alla vetta della Cima d'Asta o per attraversate nella zona orientale del Lagorai, la zona di Passo di 5 Croci o la Val Cia.

L'accesso più vicino al rifugio Cima d'Asta parte dal rifugio Refavaie e Chiesetta del Pront per il sentiero fino alla forcella Val Regana poi per il sentiero Negrelli e forcella del Passetto con una percorrenza di 4 ore e mezzo.

L'accesso più breve parte da Malga Sorgazza a Pieve Tesino per giungere al rifugio.

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