RADIOPRIMIERO

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Radio Primiero è una storica emittente locale, punto di riferimento per l'informazione e l'intrattenimento nel Trentino Orientale, nella Valle dell'Adige (Trento) e nel confinante territorio del Feltrino-Bellunese.

Con oltre 46 anni di attività, la radio ha sede a Imèr, nel cuore della Valle di Primiero, in provincia di Trento. Il palinsesto è fortemente caratterizzato dall'informazione: ai notiziari locali dedicati a Primiero e Feltrino si affiancano quelli nazionali, realizzati in collaborazione con le principali agenzie di stampa.

Ampio spazio è riservato alle rubriche e ai servizi di utilità quotidiana, tra cui Meteo, Traffico, Agenda degli appuntamenti del giorno, informazione turistica e naturalistica con programmi come Secondo Natura, oltre a numerosi approfondimenti su ambiente, diritti, solidarietà, astronomia, cinema, scienza, sanità, esteri, cultura e hi-tech.

Durante le stagioni estiva e invernale, Radio Primiero collabora con l'APT locale e il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino per la promozione e la diffusione dell'agenda di eventi, incontri e manifestazioni del territorio.


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Almanacco

Almanacco del giorno - Cos'è successo nel 1971 a Primiero

Avvio produzione acqua minerale Idrea a Transacqua

Inizia in questo mese la produzione per l'imbottigliamento dell'acqua minerale della sorgente Val De la Vecia, lo stabilimento sorge a Transacqua e verrà denominato Idrea.

Lo stabilimento è situato nel territorio di Transacqua in località Caradene, nei pressi del torrente Cismon, su di un'area di dodicimila metri acquistata dal comune di Transacqua e ceduta come area industriale e quindi con un prezzo simbolico alla società acque minerali di San Martino.

Furto nella chiesa di Mezzano nel Primiero

Viene perpetrato l'ennesimo di una serie di furti, che in quel periodo avevano preso di mira le chiese di Primiero.

Il 25 marzo toccò alla parrocchiale di Mezzano.

Nella notte vennero asportate due tele del Settecento rappresentanti, la prima Gesù fra i dottori nel tempio, la seconda la Madonna con il Bambino e i Santi, mentre con l'asta della Croce schiaccia la testa al serpente.

I ladri ebbero il tempo di agire con calma riuscendo pure a scassinare le cassette dell'elemosina.

Non dovevano essere dei professionisti, molto probabilmente, come spesso avviene in questi casi, si trattava comunque di ladri che hanno lavorato su commissione.

Consacrazione della Chiesa di Transacqua

Alla presenza della popolazione della valle, l'arcivescovo di Trento Alessandro Gottardi e il vescovo Faustino Tissot celebrarono la liturgia della consacrazione della chiesa di Transacqua, appena restaurata.

Nella sua omelia l'arcivescovo disse di essere "veramente entusiasta per uno dei più bei restauri, dei più bei rinnovamenti che siano stati realizzati"

Gian Luigi Secco e la scoperta preistorica nel Primiero

Grazie ad un giovane pescatore di San Martino di Castrozza, Gian Luigi Secco, si scoprì che la storia di Primiero non iniziò con i romani come sostenevano alcuni studiosi e nemmeno con la solita storiella dell'invasione di Attila di fronte al quale gli abitanti del Veneto erano fuggiti chi verso l'adriatico, chi verso le montagne.

La storia di Primiero inizia con la preistoria.

A scoprire ciò fu lo zio di Gian Luigi Secco, noto ricercatore di minerali, di funghi e quant'altro la montagna può offrire.

Una pietra trovata dal nipote sulle sponde del lago maggiore lo incuriosì per la forma ed il colore.

Scartata l'ipotesi che quella pietra fosse stata smarrita da qualche studioso un'idea più fantasiosa si fece strada.

Pensare che ci fossero uomini preistorici ad una quota tanto alta come i Laghi di Colbricon e cioè a 1927m era da alienati mentali, ma Luigi Secco non si scoraggiò. La caparbietà venne premiata sul sentiero vicino al piccolo rifugio quando scorse una selce: era la prima di 57 ,la scoperta era fatta.

I primi turisti della Valle sono stati i cacciatori mesolitici di circa 6000 anni Avanti Cristo.

I giornalisti pubblicano con grande rilievo la notizia del più alto insediamento umano d'Europa.

Gli accampamenti del Colbricon vengono a mano a mano individuati, le cosiddette officine litiche vengono scoperte sia vicino ai due laghi, sia più distante verso la Cavallazza, finchè se ne scoprono otto.

Mossi dalla necessità di sopravvivenza, i cacciatori dell'epoca mesolitica si spinsero in quella post glaciale quando il clima si mutò da rigido a temperato a caccia della fauna artica, fauna che lentamente si spingeva al nord.

Don Stefano Fontana descrive la valle di Calaita e i suoi abitanti primierotti, canalini e sirori.

Così don Stefano Fontana, uno dei maggiori storici della nostra Valle descrive la zona di Calaita.

Integralmente da "Voci di Primiero":

"Sul fianco sinistro del torrente Lozen, vicino alle sue sorgenti (Pisorno) una robusta morena glaciale chiuse l'uscita delle acque piovane che colle sorgive alimentano un ameno laghetto, metri 1605, e salvò la notissima conca verde e pianeggiante chiamata Calaita, fiancheggiata dal selvoso Colsanto, e dal boscoso Cimon, gradatamente invasa dal bosco avanzante.

Si estende fino alla forcella sul versante del Cismon, e a chi arriva da ambo i lati compare improvvisa e inaspettata e introduce nella quiete, che pare nata a servir da eremo ad anime sitibonde di isolamento, che la è totale.

Tuttavia ebbe la sua parte fino dai primordi della nostra storia.

Nel 1474 era sorta differenza tra Canalini e Sirori per i limiti di un "armentarezo". Una commissione radunata sul colle di Agareda esaminò e sancì per mezzo del capitano Leonardo di Montebello i confini ricalcati su un documento del 1272, dove aveva deciso il pievano Giovanni da Transacqua, in cui si accennava a confinazioni ancora più antiche.

Una si bella spianata erbosa non poteva essere trascurata e più folte fu infeduata per secoli a diversi e più tardi divisa in particelle e falciata.

Un tabiadon ne custodiva il raccolto nell'inverno condotto a Valle.

Vita movimentata nei mesi della fienagione anche tra i Canalini che sul pendio del Cimon raccoglievano foraggio eccellente.

In seguito la acquistò il comune aggregandola alla malga doc, ed essa ritornò nel silenzio rotto solo talora dal campanacci di mandrie pascenti.

Ora viene riposta sul tappeto per farla anello di congiunzione turistica tra Canale e San Martino attraverso il magnifico valico: e sta bene; la località verrà valorizzata da un comodo e frequentato turismo, che darà a molti facile possibilità di ammirare in modo singolare le Pale da San Martino al Piz de Sagron, le Vette Feltrine oltre praterie e i paesi di fondivalle.

E prodromo di quest'epoca un lindo alberghetto costruito da gente nostra in riva al lago.

Ma la schietta poesia di un tempo in cui l'uomo si sentiva richiamato dalle attrattive naturali senza disturbi e intrusioni e notava più chiara la presenza divina nel concerto dell'universo, potrà cadere nella freddezza e nell'indifferenza.

Dall'orlo orientale il ciglio non scende omogeneo verso i Dismoi, ma dopo un centinaio di metri si allarga a mo di gradino o terrazza, in un bel prato detto Coradella: un soggiorno ideale, in cui chi scrive per più anni passò diversi mesi e ne serbò un ricordo incancellabile.

Si saliva col bestiame che la neve non era ancora totalmente sciolta, varie tacche apparivano nei pusterni; la terra era brulla, ma pian piano il sole la risvegliava , cominciava il verde crescente di un'erba rigogliosa.

Poi una smagliante comparsa di delicati fiori silvestri che incantava l'occhio con la sua magnificenza e varietà. E fuori dal prato cespugli e rododendri, in alto nigritelle profimate e distese di arniche medicinali.

Ma la vita era portata dagli uccelli dal gallo forcello al cedrone, la poiana col suo lamento, il falchetto equilibrista che piomba sulla preda adocchiata.

I canori però formano la musica: tordi, merli, codirossi, specialmente le graziose cince "pizzaghè", dalla testa bianca e nera colla loro caratteristica melodia riempivano giulive i rami dei loro rapidi volteggi.

Anche il verso del cuculo riusciva gradito, gli scoiattoli snelli saltavano da un ramo all'altro.

Qualcuno anche da fuori saliva fin lassù a collocare lacci di frodo.

Persino la notte limpida e stellata attirava la nostra attenzione e ne studiavamo le principali costellazioni, cercando di individuarle.

Finalmente bisognava discendere, abbandonare un'acqua proverbiale per la sua bontà e leggerezza, sgorgata tra il crescione, che liberava da ogni ingombro di stomaco.

Un po' inselvatichiti, abbronzati ma paffuti e robusti facevamo "come il villan quando s'inurba", ci impressionava il camminare su un pavimento di legno tra l'eco del portico in mezzo a comodità, ma quei luoghi chiusi parevano mozzare il fiato.

La natura in alto era piena d'attrattiva e di liberta e legava il nostro sentimento alla terra, non a quella che rende schiavo l'uomo, ma a quella che con tutto il creato, animato e inanimato, esalta le lodi del signore, al quale lassù ci sentivamo tanto vicini.

L'anima era rimasta là in quell'orizzonte sconfinato cogli scoiattoli, le cince, i rododendri profumati".

Richiesta di distacco di Pieve da Transacqua e annessione a Fiera di Primiero.

Inizia oggi a Pieve la raccolta di firme, che verranno poi autenticate presso un notaio, per la richiesta al comune di Fiera di Primiero del distacco della frazione di Pieve dal comune di Transacqua con successiva annessione al comune di Fiera.

In precedenza il consiglio comunale di Fiera aveva accolto la proposta con 12 voti favorevoli e 2 contrari.

Con tale annessione, secondo i proponenti, si potevano equilibrare numericamente i quattro comuni di soprapieve, anche nella prospettiva di una futura unificazione "nello spirito in cui è nato il comprensorio di Primiero". Scriveva in merito "Voci di Primiero":

"c'è chi osserva come togliere -sic et simpliciter-, senza chiedere nulla al comune interessato, una frazione di quasi seicento abitanti per poi unirsi allo stesso comune può essere una operazione brillante per Fiera, ma anche tutto ciò manderà a catafascio -e ognuno ne capisce il perché- la tanto ventilata ed auspicata unione dei comuni.

Non si può dire che il primo comprensorio della provincia sorto con l'idea di un'unione dei comuni, secondo i discorsi del giorno dell'insediamento sia nato bene, se avvengono tali manovre".

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