Tommy Giacomel operato al cuore, domani è atteso il suo ritorno a Imèr
Redazione Primiero Mercoledì 25 febbraio 2026 4 minuti
Ieri pomeriggio la FISI ha annunciato che Giacomel "ha concluso la serie di
indagini diagnostiche presso l'ospedale Galeazzi di Milano, svolte dalla
Commissione Medica FISI in collaborazione con il professor Daniele Andreini.
È stato sottoposto a una TAC, a una risonanza magnetica e a un test da sforzo
massimale, tutti risultati nella norma. Un successivo studio
elettrofisiologico ha evidenziato un'anomalia di conduzione elettrica a
livello atriale del cuore, che ha consigliato una successiva ablazione, già
effettuata e perfettamente riuscita". Dopo pochi minuti dall'intervento
medico, "Tommy" ha comunicato in una storia Instagram che per questo inverno
la sua stagione è finita.
Con anomalia di conduzione elettrica a livello atriale del cuore si intende che l'impulso elettrico che fa contrarre le camere superiori del cuore, gli atri, è rallentato. Questo altera il ritmo cardiaco, rendendo il battito irregolare, a volte troppo veloce o troppo lento, e può ridurre l'efficienza con cui il cuore pompa il sangue. In questi casi viene effettuata un'ablazione per rimuovere o distruggere piccoli tessuti corporei che causano questo rallentamento e sono solitamente responsabili di patologie come le aritmie cardiache.
Giacomel è ancora ricoverato in ospedale a Milano, e sarà dimesso giovedì mattina. "Fra due settimane sarà sottoposto a ulteriori controlli già programmati che, una volta superati, gli consentiranno di tornare ad allenarsi regolarmente", conclude il comunicato FISI. La speranza è che l'azzurro possa tornare al 100% e che non ci siano ulteriori complicazioni.
E' stata la conclusione di un'Olimpiade difficile per Tommy Giacomel che proprio nell'ultima gara, quella in cui si disputava per la prima volta una medaglia individuale dopo l'argento nella staffetta mista. Giacomel, venerdì scorso, era in testa alla mass start olimpica di biathlon uscendo dal secondo poligono, quando un malore lo ha costretto a fermarsi perché non riusciva più a respirare bene. Inizialmente, si pensava a un problema temporaneo, visto che i primi esami post-gara e Tommy stesso, in serata, aveva confermato di sentirsi meglio sul proprio profilo Instagram.
L'intera Comunità di Primiero e i tantissimi fans si era rassicurata, pensando che la causa della defaillance fosse l'immane sforzo, la tensione e le aspettative della sua gara, ma ulteriori accertamenti medici hanno consigliato un'ablazione atriale mini invasiva.
L'azzurro aveva definito il suo ritiro "la peggior sensazione che abbia mai provato nella mia vita" e aveva aggiunto: "Non è la fine dei Giochi che speravo, ma non mi arrenderò mai", dando appuntamento alle Olimpiadi del 2030 in Francia.
Sempre per un'aritmia cardiaca, anche il fondista Elia Barp era stato costretto al ritiro nello skiathlon dei Mondiali 2025. Il bellunese è stato operato e ha recuperato prontamente, tornando in gara meno di un mese dopo; a Milano Cortina 2026 ha vinto due bronzi olimpici tra staffetta e team sprint. L'auspicio è che il percorso di Giacomel possa essere lo stesso e che il prossimo inverno torni a competere con i migliori al mondo e farci sognare.
Tommy Giacomel era in lotta per la Coppa del Mondo, dove si trova al secondo posto in classifica con soli 37 punti di distacco dal francese Eric Perrot. Il sogno della Sfera di Cristallo è solo rimandato, ma chiaramente il biathleta di Imer avrebbe voluto giocarsi le sue chance già quest'anno. Prima delle Olimpiadi, era stato uno dei protagonisti della stagione e aveva riportato l'Italia in testa alla classifica generale maschile dopo 34 anni. Ha indossato il pettorale giallo di leader per quattro gare, prima di essere superato da Perrot proprio nell'ultima gara prima dei Giochi. Ma mancano ancora sette competizioni alla conclusione della Coppa del Mondo, quindi tutto è possibile. La sfortuna, purtroppo, si è abbattuta su Giacomel, ma non cancella le quattro vittorie e sei podi stagionali, di cui quattro consecutivi tra Le Grand Bornard (Francia), Oberhof e Rupolding (Germania). Il 25enne azzurro è uno dei migliori biathleti al mondo: la speranza è che possa tornare a dimostrarlo il prima possibile.