Discarica di Ponte di Ronco: tecnici rassicurano su anomalie
Redazione Primiero Mercoledì 11 marzo 2026 2 minuti
In III Commissione, i tecnici della Provincia hanno parlato della discarica
di Ponte di Ronco. I controlli sulle acque del rio Vanoi non hanno mostrato
anomalie. Non ci sono rischi strutturali attualmente. Tuttavia, ci sono
preoccupazioni politiche riguardo al traffico, al futuro del sito e alla
gestione delle terre del bypass ferroviario di Trento.
L'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente ha rassicurato i membri della terza Commissione riguardo alla discarica di ponte Ronco, a Canal San Bovo. Le terre scavate al bypass di Trento "non provengono dall'area Sin più inquinata". Lo scavo avanzerà di 13-15 metri al giorno, per un totale di 1,8-9 milioni di metri cubi di terra da rimuovere. Sono stati individuati circa trenta siti/ex cave in Trentino e altri fuori provincia per lo stoccaggio nei prossimi anni.
"Una parte di questi materiali è classificabile come rifiuti e deve essere smaltita in discariche autorizzate", riporta una nota del Consiglio provinciale. La discarica di Ponte di Ronco è stata aperta nel 2012. È abilitata fino a ottobre 2028 per un massimo di 260.000 metri cubi di materiale, inclusi gli idrocarburi, ma con limiti di concentrazione.
Dal 2014, la discarica non può sversare acque nei corsi limitrofi. L'Appa ha verificato la qualità del vicino rio Vanoi sia a monte che a valle della discarica. "I risultati non segnalano anomalie", affermano i tecnici. Controlli simili eseguiti dalla Regione Veneto hanno avuto esiti identici. Al Servizio bacini montani non risultano rischi di esondazione del torrente nell'area della discarica.