RADIOPRIMIERO

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Con la bella stagione ritornano le zecche.

Redazione Primiero Venerdì 03 aprile 2026 4 minuti

Con l'aumento delle temperature ritornano i rischi legati alle zecche. È fondamentale non posticipare il vaccino contro la TBE (encefalite trasmessa da zecche), una patologia particolarmente pericolosa veicolata da questi parassiti. Allo stesso tempo, rimane alta l'incidenza della malattia di Lyme, per cui sono essenziali sia misure comportamentali che la vaccinazione.

E' importante per chi frequenta la montagna per lavoro o diletto affrontare seriamente il tema, perché spesso non si coglie quanto possa essere grave una semplice puntura di zecca. In primavera, la prevenzione e la vaccinazione assumono un ruolo cruciale contro le malattie trasmesse da questi vettori. Tra le specie di zecche più diffuse figura l'Ixodes ricinus, che predilige ambienti boschivi e pascoli umidi. Secondo i dati della sorveglianza, su 60 zecche analizzate, il virus TBE è stato rilevato nel 2% dei casi, mentre la Borrelia, agente della malattia di Lyme, nel 17%. La malattia di Lyme, o borreliosi, è un'infezione batterica che si sviluppa generalmente tra 1 e 5 settimane dopo una puntura, spesso identificabile grazie alla presenza di un eritema cutaneo che tende ad allargarsi. Questa caratteristica consente un intervento tempestivo, prevenendo complicanze più serie come cefalee, artrite o neuropatie. Anche se curabile in fasi avanzate, la diagnosi precoce è essenziale e le strutture sanitarie locali sono ben attrezzate per individuarla.

La TBE, invece, si manifesta tra i 4 e i 28 giorni dopo la puntura. I sintomi iniziali includono febbre, mal di testa, stanchezza e dolori muscolari; successivamente può causare problemi neurologici con conseguenze potenzialmente gravi. Sebbene la mortalità sia bassa, danni permanenti non sono rari e attualmente non esiste una terapia specifica per combatterla. Si ricorda che la vaccinazione è gratuita, un supporto prezioso considerando il numero stabile di encefaliti registrate annualmente. Mentre altre provincie italiane devono fronteggiare problemi come il virus West Nile trasmesso dalle zanzare, in quest'area l'allerta principale riguarda la TBE.

Per ridurre i rischi d'infezione è importante adottare alcuni accorgimenti pratici: indossare indumenti chiari e coprenti (no pantaloni corti), rimanere su sentieri battuti durante le passeggiate nei boschi, utilizzare repellenti per insetti e ispezionare con attenzione pelle e vestiti al ritorno a casa. In caso di ritrovamento di una zecca sulla pelle, questa va rimossa prontamente utilizzando una pinzetta con movimento perpendicolare alla cute, cercando di non schiacciare il corpo del parassita. Anche se il rostro dovesse rimanere all'interno, non occorre preoccuparsi: tenderà a fuoriuscire autonomamente. Evitare l'impiego di sostanze come alcol o sigarette per stordire il parassita, poiché possono aggravare il rischio di infezione. Annotare sempre sul calendario la data del morso e monitorare eventuali sintomi nei giorni successivi, informandone il medico.

Per quanto riguarda la vaccinazione, si consiglia di avviarla in autunno con un primo ciclo di tre dosi, ma è possibile farla anche in altri periodi. I richiami successivi vanno effettuati a distanza di tre anni dal ciclo iniziale e poi ogni cinque anni fino ai 60 anni di età; possono essere somministrati in qualsiasi periodo dell'anno.

Anche gli animali domestici meritano particolare attenzione. Controllarne attentamente la pelle al rientro da passeggiate all'aperto e rimuovere tempestivamente eventuali zecche con le stesse modalità adottate per gli esseri umani è indispensabile. Inoltre, è utile utilizzare antiparassitari specifici - come repellenti o parassiticidi - consultando sempre il veterinario di fiducia. È fondamentale evitare prodotti progettati per cani sui gatti e viceversa, poiché potrebbero essere tossici. La prevenzione resta il miglior alleato per proteggersi dagli effetti dannosi delle zecche.

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