Solo con gli slip e scalzi nella neve una decina di persone hanno camminato
per 4 ore a 1.600 metri attorno al Lago di Calaita. La stravagante impresa è
di Daniele Sodini, il guru del metodo del freddo e dei suoi adepti. Sodini,
vive in Veneto, maestro nel controllo del freddo e del respiro aveva un
obiettivo: provare a resistere più tempo possibile in quelle condizioni e
condurre una prova nel pieno rispetto del proprio sentire, senza finalità
competitive nè orientate all'ottenimento di un record.Una camminata che si è
svolta sabato 14 marzo al lago Calaita a 1.605 metri nella Valle del Lozen, e
che si è conclusa nel migliore dei modi per l'istruttore subacqueo e di primo
soccorso: nonostante un infortunio alla caviglia a metà percorso e la
nevicata, è riuscito a dimostrare di poter resistere a lungo ascoltando il
proprio corpo.
La sua tecnica consiste nell'offrire un percorso di ricerca personale sulle capacità di adattamento mentale e fisico dell'essere umano di fronte a condizioni ambientali estreme. Una filosofia che ha maturato a seguito dei viaggi in Tibet e sull'Himalaya da cui è partita l'idea di un progetto denominato "la via del freddo". Grazie a questo metodo si impara a controllare tale esperienza attraverso l'ascolto profondo di se stessi e precise tecniche di respirazione consapevole e training mentale unendo la componente fisica a quella psicologica, permettendo alle persone di riconnettersi con se stesse, gli altri ma anche con la natura.
L'impresa è stata possibile dopo un'intensa preparazione fisica e mentale ma ha anche contribuito a una raccolta fondi per la Fondazione "Trauma Training Center Vicenza", nata per migliorare la risposta ai traumi tramite formazione e specialisti avanzati. A Calaita vi era presente l'assistenza sanitaria con un'ambulanza di Una corsa per la vita e un medico, che ha seguito attentamente tutte le fasi dell'esperienza, monitorando sicurezza e condizioni cliniche dell'atleta e della decina di partecipanti.