Facebook cerca di capire le nostre idee politiche. Una trappola?
Redazione Curiosità Domenica 04 settembre 2016 3 minutiCon la scusa di fornire pubblicità più rilevante, sta cercando di conoscere ancora meglio i suoi utenti.
Molti tendono a essere molto cauti, quando si tratta di condividere le
proprie inclinazioni politiche. A prescindere dalla passione che brucia in
petto o dall'entusiasmo con cui si recano alle urne, si guardano bene
dall'iscriversi a un partito o a un movimento, a tavola preferiscono schivare
le domande a sfondo politico e, soprattutto, evitano di lasciare un like su
qualsiasi pagina possa anche solo lontanamente fornire indizi sul loro
orientamento.
La brutta notizia, per loro, è che Facebook è comunque in grado di sapere
come la pensano. O se non altro ne è convinto, e si comporta di conseguenza.
A inizio mese, l'azienda di Mark Zuckerberg ha reso disponibile uno strumento
chiamato "Preferences", che consente all'utente di controllare quale tipo di
inserzioni pubblicitarie il social network pubblicherà sul suo feed. Questo
significa che da quasi un mese chiunque può accedere a una lista dettagliata
e personalizzata in cui Facebook annovera tutti le cose che secondo lui
potrebbero interessare all'utente.
Farsi un'idea di come Facebook ci vede è facile, basta accedere a questa
pagina e cominciare ad esplorare le varie sezioni. Accedendo a "Stile di
vita" e "Cultura" si dovrebbe avere un quadro abbastanza chiaro di che tipo
di elettore Facebook ti consideri, e invece è il caos più completo. Stando
alla "mia" lista, il social network è convinto che i miei interessi politici
riguardino, in ordine sparso partiti completamente diversi tra loro.
Verrebbe da pensare che Facebook non abbia la minima idea di quali siano i
nostri veri interessi. Ma è sufficiente controllare un account americano per
capire che, quando si tratta di politica d'oltreoceano, improvvisamente
dimostra una mira infallibile (a novembre si elegge il nuovo Presidente, che
coincidenza).
Gli utenti USA, infatti, hanno una sezione intitolata "U.S. Politics", in cui
è possibile sapere se a Menlo Park sono considerati democratici,
repubblicani, liberal, conservatori, o altro. Anche nel caso in cui un utente
non abbia messo alcun like politico, Facebook ne estrapola l'orientamento
passando al setaccio le pagine che visita e i like che ha messo altrove. Per
dire: se ha messo Mi Piace a una pagina seguita in maggioranza da
repubblicani, questo sarà un piccolo peso sul piatto di destra della
bilancia.
Non è tutto. Andando a rimuovere e ad aggiungere elementi alla propria lista
interessi, non facciamo altro che fornire a Facebook ulteriori informazioni
personali, aiutandolo di fatto a vendere meglio la propria pubblicità e, in
sostanza, a monetizzare meglio i nostri dati. A voler essere maliziosi,
verrebbe da pensare che a Menlo Park abbiano trovato un nuovo modo per
rastrellare i nostri dati: fornirci una lista di interessi volutamente
strampalata, per indurci automaticamente a correggerla, così da rendere
ancora più dettagliato il nostro profilo.
La scelta dunque è tra continuare a ricevere pubblicità che non ci interessa
o rimboccarsi le maniche per consegnare a Facebook altri pezzi della nostra
privacy. Comunque vada, il banco vince sempre.