Almanacco
Alluvioni nella Valle del Vanoi: Distruzione e vittime tra i primierotti, canalini e fieracoli.
Le alluvioni nel tempo
Molte sono le alluvioni che nei secoli hanno flagellato la nostra valle. Le
alluvioni hanno da sempre segnato la conformazione dei corsi d'acqua, delle
campagne, dei pendii condizionando profondamente la nostra economia.
Anno 1114 o 1117 Gli storici concordano nel far risalire a questi anni la
distruzione di Piubago a causa del terremoto e del Rio Lazer.
Anno 1330 Una piena del Cismon devastò la boscaglia che si era formata sulla
sponda destra nella zona bassa, travolgendo nella sua corrente numerose
vittime.
Anno 1493 L'alluvione distrusse tutti i ponti, tra cui quello vitale di San
Silvestro e la maggior parte delle strade attraverso le quali si
trasportavano i viveri.
Anno 1564 e 1567 Le alluvioni di questo periodo sono descritte da storici
feltrini. "Il Cismon, le cui acque occupavano lo spazio da un montagna
all'altra, pareva un mare e trascinava con se alberi ed atterrava
edifici".
Anno 1728 In una relazione del capitano Ferdinando Leporini si legge di
un'orribile inondazione che ha allagato Fiera portando via ponti e
strade.
Anno 1748 Ad essere colpita duramente quest'anno è la valle del Vanoi dove
una frana enorme fa strage di case seppellendo 72 vittime. Nel Primiero
l'inondazione distrugge gran parte delle officine di ferro e rame di
Tonadico.
Anno 1785 Il notaio Celso Trotter scrive "Venne un tempo così terribile di
lampi, tuoni e pioggia così grande che credevamo andar tutti in aria". I
danni furono ingenti.
Anno 1823 La desolazione provocata dall'alluvione era tanto grande che Luigi
Sartori scrisse che "strada facendo trovai gente che mi disse non esservi più
alcun riparo che quello di implorare l'assistenza di Dio". Anno 1825 Una
quantità enorme di sassi, ghiaia e melma precipitò dalla valle del Rebrut
fermando il corso del Vanoi e dando origine la Lago Nuovo.
Anno 1826 Lo sbarramento del Lago Nuovo è molto instabile e in una rottura
della soglia vennero distrutte le frazioni di Ponte e Remesori, con 52
persone perite. Anno 1829 Ancora protagonista il Vanoi. La diga naturale del
lago cedette e il 20 settembre la Chiesa di Canale spariva assieme al
cimitero e la parte più bassa del paese. I canalini riuscirono a portare in
salvo solo l'altare maggiore e l'organo del Callido con alcune preziose
suppellettili.
Anno 1882 È ricordato come "l'an della brentana". Gli effetti di questa
alluvione furono gravissimi; la strada da Fiera a Pontet fu completamente
rovinata, le campagne coperte di ghiaia e di grandi massi, la valle fu
sconvolta per le frane staccatesi dai pendii laterali. Danni ancor maggiori
nel Vanoi, dove a Caoria si forma un piccolo lago che si riversa nel Lago
Nuovo, scalzandone definitivamente lo sbarramento.
Anni 1885 e 1889 Come tutte le altre anche queste alluvioni furono
disastrose. Don Cornelio Molignoni nella sua relazione ci informa che il
cimitero di Caoria venne asportato e si vedevano galleggiare sulle acque
parecchie casse mortuarie.