RADIOPRIMIERO

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Radio Primiero è una storica emittente locale, punto di riferimento per l'informazione e l'intrattenimento nel Trentino Orientale, nella Valle dell'Adige (Trento) e nel confinante territorio del Feltrino-Bellunese.

Con oltre 46 anni di attività, la radio ha sede a Imèr, nel cuore della Valle di Primiero, in provincia di Trento. Il palinsesto è fortemente caratterizzato dall'informazione: ai notiziari locali dedicati a Primiero e Feltrino si affiancano quelli nazionali, realizzati in collaborazione con le principali agenzie di stampa.

Ampio spazio è riservato alle rubriche e ai servizi di utilità quotidiana, tra cui Meteo, Traffico, Agenda degli appuntamenti del giorno, informazione turistica e naturalistica con programmi come Secondo Natura, oltre a numerosi approfondimenti su ambiente, diritti, solidarietà, astronomia, cinema, scienza, sanità, esteri, cultura e hi-tech.

Durante le stagioni estiva e invernale, Radio Primiero collabora con l'APT locale e il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino per la promozione e la diffusione dell'agenda di eventi, incontri e manifestazioni del territorio.


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Almanacco

Almanacco del giorno - Cos'è successo nel 1945 a Primiero

Ucciso giovane poeta Tullio Gadenz da Fiera di Primiero

Ucciso giovane poeta Tullio Gadenz da Fiera di Primiero.

Fucilati dai nazisti a Strigno: Luigi Bettega, Marino Bettega di Imèr, Evaristo Vesco, Emilio Clari, Remo Ferrari, Antonio Bordato e Giobatta Perli

Per non dimenticare.

I cugini Luigi e Marino Bettega, dei Masi di Imer, entrambi diciannovenni, mentre tornavano verso casa, vengono fucilati davanti alla chiesa di Strigno in Valsugana. Erano fuggiti quella mattina dopo 10 mesi di servizio precettati nel C.S.T. vengono sorpresi dai nazisti tedeschi in un operazione di rastrellamento, messi al muro e spietatamente fucilati. Quel 27 aprile 1945 a Strigno in Valsugana furono trucidati sei uomini in seguito a un conflitto a fuoco tra soldati tedeschi della Wehrmacht e presunti partigiani, il paese di Strigno viene circondato e rastrellato. Luigi e Marino Bettega, già appartenenti al CST, sono fucilati in paese davanti alla chiesa. I due giovani avevano abbandonato la loro caserma a Trento, proprio loro che fino al giorno prima erano stati costretti a rimanere al comando proprio dei nazisti, consideravano finito quell'obbligo militare imposto e cercavano lungo la Valsugana di ritornare a casa a Imèr attraverso il passo del Brocon. La loro colpa: essere considerati dai nazisti fuggiaschi e traditori e come tali da eliminare. Altri due militi del CST, Emilio Clari, operaio ventiquattrenne di Rovereto, e Remo Ferrari, ventiduenne di Nago, di passaggio a Strigno provenienti da Gallio, nel vicentino, vengono trucidati personalmente dal capitano delle SS Karl Julius Hegenbart, Comandante del Terzo Battaglione CST, quando, ingenuamente, dopo la sparatoria, i due gli si presentarono per ottenere un lasciapassare che renda più sicuro il loro ritorno a casa.

Evaristo Vesco, pastore diciottenne di Spera, fermato e rilasciato assieme ad alcuni coetanei, viene ucciso con un colpo di pistola a tradimento alle spalle mentre si allontana. Nella perquisizione gli era stata trovata addosso un'arma da fuoco. Il ragazzo viene gettato nel vicino rio Ensegua, dove verranno abbandonati anche i corpi di altri quattro giovani uccisi quel tragico giorno. Ultima vittima è Antonio Bordato, disabile di 54 anni, bidello e sacrista del paese, che viene ucciso con un colpo d'arma da fuoco mentre ispeziona l'edificio scolastico abbandonato da poco dalle truppe. Forse colpito per sbaglio, viene fatto seppellire segretamente dai militari tedeschi in un campo incolto presso la scuola, dove il corpo sarà ritrovato solo due giorni dopo la loro partenza. Il giorno precedente, 26 aprile 1945, moriva nella piazza del paese, in circostanze non chiarite, il daziere di Valstagna Giobatta Perli, di anni 39.

Il Corpo di Sicurezza Trentino (CST), noto anche come Trientiner Sicherungsverband, fu una formazione paramilitare collaborazionista attiva in Trentino dopo l'8 settembre 1943. Composto da giovani trentini delle classi 1925-1927, fu fortemente voluto dall'amministrazione nazista (Hofer) e dal commissario prefetto Adolfo de Bertolini per la vigilanza, ordine pubblico, e la lotta antipartigiana, spesso impiegato fuori provincia.

Ecco i punti fondamentali sulla storia del CST: Nato nel contesto dell'annessione de facto del Trentino al Terzo Reich (Zona d'operazione Alpenvorland), il CST era addestrato da ufficiali tedeschi e rispondeva direttamente al comando tedesco, distinguendosi dalle brigate nere della RSI. Formalmente istituito per la "tutela dell'ordine pubblico locale", il corpo fu in realtà utilizzato per operazioni di rastrellamento antipartigiano, sorveglianza dei cantieri dell'Organizzazione Todt (spesso in Veneto) e azioni di rappresaglia.Il CST era organizzato in tre battaglioni, ciascuno formato da quattro compagnie. Il corpo fu caratterizzato da un forte fanatismo indotto dal comando SS, con richieste di fedeltà al Führer anche nelle fasi finali della guerra, come evidenziato dagli ordini del capitano delle SS Karl Julius Hegenbart.

Destino Post-bellico: Molti membri del CST, considerati collaborazionisti, hanno subito una complessa vicenda di mancato riconoscimento come militari combattenti nel dopoguerra, a differenza dei residenti altoatesini arruolati nella Wehrmacht.

Le ordinanze del novembre 1943 e del gennaio 1944 precettavano al servizio militare prima i giovani delle classi 1924-1925 e poi tutti i nati fra il 1894 e il 1926. Se il giovane non si presentava alla chiamata alle armi era soggetto a pene severissime, tra cui la fucilazione, e, se latitante, le pene si ripercuotevano sui familiari. I cugini Bettega erano stati incorporati nell'Alpenvorland assieme ai poco meno di 6000 giovani trentini divisi fra il C.S.T. e le batterie della Flak, molti non ancora diciottenni, nelle file delle forze germaniche del Reich. L'Alto Comando Tedesco non permetteva la diserzione sapendo che i giovani reclutati altrimenti sarebbero saliti in montagna ad ingrossare le bande partigiane. Il fatto di essere chiamati contro la propria volontà e sotto la minaccia di gravi rischi per le proprie famiglie, non salverà a fine guerra, questi ragazzi dalla accuse di collaborazionismo.

Il Corpo avrebbe dovuto essere impiegato solo in loco per la tutela dell'ordine pubblico ma, contrariamente alle assicurazioni date, venne più volte impiegato in operazioni militari nella lotta antipartigiana, soprattutto nel bellunese e nel vicentino.

Elementi del CST, non è dato da sapere se anche i cugini Bettega furono costretti a partecipare alla "operazione Piave" svolta sul monte Grappa, contro le forze partigiane che nella zona contavano oltre mille armati, a partire dal 21 settembre 1944. Le forze germaniche, comprese le truppe del CST e quelle dalla RSI, forti di almeno 8 mila soldati e supportati anche da armi pesanti e mezzi blindati, sgominarono nel giro di 24 ore o poco più l'opposizione delle formazioni partigiane. L'operazione si concluse il 28 settembre, e comportò la morte di 264 persone di cui 187 fra bruciati, fucilati e impiccati, 23 morti in combattimento, ed ebbe il suo culmine il 26 settembre nell'eccidio di Bassano. Lo storico Sergio Luzzato ha definito questa tragedia "la più sanguinosa azione militare antipartigiana che abbia avuto luogo durante i 20 mesi della guerra di Liberazione" e "la più grave disfatta militare della Resistenza e di tutta la storia".

Dopo i morti in combattimento, vennero le esecuzioni sommarie, le fucilazioni, le impiccagioni, gli incendi di paesi interi, di malge e fienili, le uccisioni del bestiame, la distruzione del raccolto nei campi di famiglie "colpevoli" di aiutare chi lottava per respingere l'occupazione tedesca. Una conta precisa delle vittime non è stata possibile, ma si stima che i morti, partigiani e civili, siano stati almeno seicento. Il Corpo di Sicurezza Trentino si sciolse nel mese di maggio 1945 ed i giovani soldati tornarono nelle proprie case accolti, a volte, con distacco e freddezza. Giovani rei soltanto di aver risposto, a costo della propria vita e di quella dei propri familiari, ad una chiamata alle armi. Parteciparono come detto ad operazioni di rastrellamento , ma non è azzardato dire che questi reparti furono il tramite ed il freno fra la gente e le forze tedesche d'occupazione.

Il CST rappresenta una delle pagine più controverse della storia trentina durante la Resistenza, in cui migliaia di giovani si trovarono coinvolti nella macchina bellica nazista per sfuggire a scelte ancora più estreme o per aderire all'ideologia nazifascista.

Ritrattata in Primiero: Partigiani sulle montagne

I soldati tedeschi in ritirata continuano i rastrellamenti, sulle montagne intorno a Primiero ci sono i partigiani, durante queste notti si dorme dappertutto ed ogni casa ha degli inquilini più o meno graditi.

Contributo di Vittime e Liberazione da Parte degli Alleati

Termina la Seconda Guerra Mondiale, con il crollo del nazismo.

La nostra Valle pagò con un contributo di 122 morti.

Con la ritirata dei tedeschi, migliaia di mezzi, dalle macchine ai camion, dalle biciclette ai cavalli, percorsero le nostre Valli.

Molti di questi mezzi vennero abbandonati sulla strada per Passo Rolle, a causa di guasti o mancanza di carburante.

Nelle ultime notti del mese di aprile numerosi sono i tedeschi che dormono nelle case dei Primierotti.

Fino verso mezzogiorno piccoli gruppi di soldati tedeschi transitano per la gola dello Schener, l'ultima pattuglia per paura di rappresaglie da parte dei partigiani si fa accompagnare fino ad Imer da un gruppo di circa 30 persone di Lamon guidate dal parroco monsignor Slongo che indossa la cotta.

Nel centro di Imer alcuni partigiani vengono messi al muro per essere fucilati ma il pronto intervento del parroco li fa desistere da questo atto.

Verso le ore 16 gli americani fecero l'ingresso nel Primiero fra grande esultanza della popolazione, ma fra Mezzano e Imer, in località Capitel De le Vignole e rivo Ingueletta, ci fu un'ultima imboscata 20 tedeschi tentarono invano di resistere alle truppe americane, vennero fatti prigionieri e uno di loro rimase ucciso nello scontro.

Mentre l'esercito americano sale tutta la vallata del Cismon le campane suonano a festa, la guerra è finita.

Primiero: Oasi di pace e rinascita postbellica

Con l'arrivo delle truppe americane, anche nelle nostre valli termina il secondo conflitto mondiale.

Dopo il 1943 Primiero faceva parte dell'Alpen vor Land.

Gli alberghi di San Martino vennero trasformati in convalescenziari per i soldati della Wehrmacht, le azioni partigiane si svolsero in prevalenza ai margini delle valli, nel bellunese e Tesino.

Ci fu qualche sporadico episodio, quando i partigiani scendevano dalle montagne per rifornirsi di viveri, ma il titolo di un libro su queste vicende scritto dal dott.

Antonio Simion, presidente del comitato di liberazione di Primiero, è intitolato "Primiero, oasi di pace", il che dice tutto.

La mattina del 3 maggio 1945, come per nascondere e dimenticare i dolorosi ricordi della guerra, la vallata si risveglia coperta da una coltre di neve. (da "Primiero", di Giovanni Meneguz).

"La vita riprende stentatamente; i molti reduci non trovano lavoro, devono emigrare oppure vengono impiegati nella costruzione di strade che le amministrazioni comunali fanno costruire più per dar lavoro che per necessità. Sono anni magri, però il turismo comincia allora a portare i suoi primi frutti, seguito dal boom edilizio della seconda casa, nel fondovalle, e dalla costruzione dei condomini di San Martino"

Da "Primiero e la sua storia", di Antonio Zieger.

"La rinascita politica non poteva mancare con la proclamazione della repubblica italiana (1946), seguita da un nuovo sviluppo di vita democratica, nell'ambito della nuova regione Trentino-Alto Adige (1948). Con il riassetto regionale i comuni vennero portati al numero di 9, infatti con l'avvento del fascismo, nel 1927, i 5 comuni di Fiera di Primiero, Sagron-Mis.

Tonadico e Transacqua erano stati riuniti in uno solo, con la denominazione di comune di Primiero, così come furono uniti quelli di Imer e Mezzano.

Nascita della Repubblica Italiana e Regione Trentino-Alto Adige (1945).

1945 Il dopoguerra vede il sorgere della repubblica italiana, all'interno della quale vengono create le regioni a statuto ordinario ed a statuto autonomo. Tra queste, la regione Trentino Alto Adige.

Porta del Cismon: Diga, Ponte, Storia e Controversie con i Tesini.

Maestosa porta d'ingresso della valle del Cismon, si può ammirare la centenaria diga attraversando il ponte a confine tra i Comuni di Sovramonte e Lamon. La spettacolare cascata lascia il posto all'ingegneristica opera nei periodi meno piovosi, una vista che lascia il segno in tutte le stagioni e condizioni. Punto di passaggio sul Cismon della romana Via Paolina e quindi della strada per Lamon, fino al 1880 vi esisteva un ponte ligneo, sostituito in quell'anno da uno in pietra alto 35 metri, fatto saltare dagli italiani in ritirata nel 1917. Ricostruito nelle forme precedenti, venne nuovamente fatto brillare dai Tedeschi in ritirata il 2 maggio 1945. Per i successivi due anni fu sostituito da un ponte Bailey in ferro, mentre l'attuale in calcestruzzo venne inaugurato nel 1947. Data la posizione, fu sede di dazi fin dal medioevo, e dal XV secolo divenne causa di infinite controversie soprattutto con i Tesini. Nell'alluvione del 1748 un masso di dimensioni cospicue si fermò sotto il ponte. Successivamente ciò agevolò la costruzione di uno sbarramento per il legname, o serra, che diede poi nome alla località. Precedentemente era chiamato Ponte Alto od anche Pontetto. Dal lato sovramontino la strada proveniente da Fonzaso si divideva in due rami: uno conduceva al ponte, l'altro puntava verso la Valle dell'Ausor, guadandolo e risalendo a Sorriva. Poco a monte nel 1909 fu costruita la diga in muratura, tutt'ora esistente, a servizio dell'impianto idroelettrico di Pedesalto.

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