Almanacco
Storia dei primi giornali locali a Primiero e San Martino di Castrozza
Nel 1904/1905 il primo venerdì di ogni mese a Primiero usciva "L'eco di Primiero", il primo giornale locale, nelle cui pagine si trattava di "economia, amministrazione e turismo", infatti il sottotitolo della pubblicazione era "giornale economico, amministrativo e per l'incremento dei forestieri". Il primo proprietario di una tipografia in valle, Antonio Taufer, ne fu l'ideatore, nonché direttore, amministratore, redattore e stampatore. Purtroppo questo primo mezzo di informazione locale ebbe vita breve: poco più di un anno. Vennero pubblicati 37 numeri in tutto, l'ultimo uscì nel 1905. Verso la fine del 1920 il "Comitato di cura di San Martino di Castrozza e Primiero" pubblicò "La rivista di San Martino di Castrozza e Primiero". Oltre a notizie riguardanti il turismo, sulle pagine comparivano le liste degli ospiti di San Martino, Passo Rolle e Primiero, suddivisi per alberghi ed appartamenti. Anche questa rivista però ebbe vita breve, le pubblicazioni vennero interrotte pochi anni dopo.
Fondazione delle Casse Rurali di Canale, Ronco e Caoria
Vengono fondate le Casse Rurali di Canale, Ronco e Caoria.
Godimondo e Fortunato: Tradizione teatrale e folklore primierotto.
1904/14/24/32/48/62/78/88/98 in questo periodo, negli anni citati, con decorrenza dece - quindicinale (l'ultima, in ordine di tempo, è stata nel 2008) viene rappresentato sulla piazza di Prade, il dramma storico-religioso della "Tragedia di Godimondo", ma popolarmente ribattezzata di Godimondo e Fortunato, che per antica consuetudine impegna un folto gruppo di abitanti del paese nelle vesti di attori, scenografi, costumisti.
La commedia, nota in zona come la "Opara de le Prade", è ambientata verso la fine del Settecento, Godimondo e Fortunato sono due cavalieri corrotti su cui sta per cadere il fatale decreto della Giustizia.
Mentre la Misericordia e i due Angeli Custodi si adoperano per la loro salvezza.
Fortunato si pentirà ed andrà a godere degli eterni gaudi in Paradiso, mentre Godimondo cadrà nelle pene atroci dell'inferno con grande gioia di Belzebù e dei suoi diavoli.
L'autore del dramma rimane ignoto, ma è probabile si tratti di un parrocchiano di Prade, che scrisse il copione originale nel 1700. La storia narrata è talmente radicata nel ricordo degli abitanti più anziani da costituire una tradizione ed un patrimonio tramandato dalla fede e dalla fantasia popolare.
Come detto, la rappresentazione nel passato veniva fedelmente ripetuta ogni dieci anni.
Poi forse, essendo rimasta fedele ad un'epoca ormai superata, e forse anche per mancanza di aiuti finanziari per allestirla, purtroppo in questi ultimi decenni l'esecuzione non fu più regolare.
Dal 1962 infatti non fu più ripetuta, creando una grave lacuna nella cultura popolare della Valle.
Finalmente, nel 1978 fu ripresa, e ripetuta nel 1988, con grande compiacimento di tutti i cultori del nostro passato da un comitato organizzatore locale e con il patrocinio di enti provinciali e locali.
La presentazione dello spettacolo che rappresenta la lotta tra il Bene ed il Male con la vittoria del primo, il comitato ha voluto iniziarla con queste parole: "È nel solco di una secolare tradizione che riproponiamo la rappresentazione del dramma storico-religioso de "La tragedia di Godimondo".