RADIOPRIMIERO

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Radio Primiero è una storica emittente locale, punto di riferimento per l'informazione e l'intrattenimento nel Trentino Orientale, nella Valle dell'Adige (Trento) e nel confinante territorio del Feltrino-Bellunese.

Con oltre 46 anni di attività, la radio ha sede a Imèr, nel cuore della Valle di Primiero, in provincia di Trento. Il palinsesto è fortemente caratterizzato dall'informazione: ai notiziari locali dedicati a Primiero e Feltrino si affiancano quelli nazionali, realizzati in collaborazione con le principali agenzie di stampa.

Ampio spazio è riservato alle rubriche e ai servizi di utilità quotidiana, tra cui Meteo, Traffico, Agenda degli appuntamenti del giorno, informazione turistica e naturalistica con programmi come Secondo Natura, oltre a numerosi approfondimenti su ambiente, diritti, solidarietà, astronomia, cinema, scienza, sanità, esteri, cultura e hi-tech.

Durante le stagioni estiva e invernale, Radio Primiero collabora con l'APT locale e il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino per la promozione e la diffusione dell'agenda di eventi, incontri e manifestazioni del territorio.


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Almanacco

Almanacco del giorno - Cos'è successo nel 1882 a Primiero

Schener: sviluppo della mulattiera

In questo anno la strada dello Schener inizia ad essere una mulattiera facilmente percorribile per quei tempi.

Inaugurazione via Schener: Negrelli, Fiera e Primierotti.

Viene inaugurata la nuova via dello Schener che offri alla nostra Valle maggiori possibilità di comunicazione con l'esterno e la liberò dal suo plurisecolare isolamento, lo Schener rimarrà la principale arteria stradale di Primiero.

Nel dicembre del 1885 il giudice Michele Angelo Negrelli scriveva nel suo giornale:

"In questo periodo si ebbe di rimarcabile l'adesione dei comuni del distretto al contributo di Fiera per la strada dello Schener, sobbarcandosi alla spesa di fiorini 67.000, stando il rimanente per giusta metà a carico dei comuni italiani.

Incomincia dunque la probabilità per la sua costruzione, dalla quale dipenderà il benessere di queste popolazioni.

Vi sono ancora delle difficoltà da superare, specialmente col i.r. Governo, sempre sospettoso, e colla provincia del Tirolo, sempre matrigna con la parte italiana, ma con l'aiuto di Dio, saranno vinte giacché ingiustizia non può essere eterna".

Il Negrelli dice che la provincia del Tirolo e lo stato austriaco trattavano i Primierotti assai malamente, rincara la dose dicendo essere la provincia sempre matrigna con la parte italiana.

Riportiamo un passo di un discorso fatto da un nostro antenato per l'importante ricorrenza:

"Il desiderio da molti secoli nutrito dal distretto s'è oggi avverato.

Provo la insolita compiacenza di annunziarvi che il 7 settembre 1882 passarono da Primiero a Fonzaso, e il giorno seguente, da Fonzaso a Primiero, alcune carrettine private in brevissimo tempo per la nuova strada del famigerato Schener, benché non ancora calcata o interamente compiuta. È quindi da credere che tra poco essa verrà ufficialmente inaugurata".

Inondazione colpisce Imer e Mezzano.

Un'inondazione investe i paesi di Imer e Mezzano.

Inondazioni disastrose nel Primiero e nel Cismon, 1882.

Le tremende inondazioni del settembre-ottobre 1882 coinvolsero le Valli del Vanoi e del Cismon, in un disastro straordinario.

Riportiamo la relazione in merito, che mette in evidenza l'entità dei danni: "i comuni sono stati danneggiati particolarmente nei mezzi interni di comunicazione e nelle arginazioni.

Scomparvero la strada nuova da Canale a Caoria, quella lungo il Noana nel comune di Mezzano, per buona parte la vecchia strada distrettuale lungo il Cismon fra Siror e San Martino, nonché quella per il monte Cereda.

Dei ponti si salvarono solo quelli sul Cismon a Fiera e presso Mezzano.

Gravemente danneggiati i ponti in pietra di Siror, Transacqua e San Silvestro.

Nelle arginazioni subirono i danni maggiori i comuni di Fiera e di Canale, completamente distrutti tutti i campi e prati che esistevano lungo il Vanoi.

Non minori i danni lungo i torrenti Cismon, Canali e Noana.

Distrutte numerose case di abitazione ad Imer e fienili a Caoria, problematiche le condizioni dei paesi di Tonadico Transacqua e Caoria esposti al pericolo di nuove inondazioni.

Nel Vanoi un'enorme frana caduta nei pressi di località laghetti arrestò il torrente Val Cia e formò un lago, poco dopo però la diga di sbarramento venne rotta ed un'enorme massa d'acqua precipitò nella Valle, asportando numerose case corrodendo la nuova strada di Canale e rompendo la diga di Rebrut e abbattendo il ponte e la segheria che sorgeva vicino.

Si formò una spaccatura di 25 metri di larghezza e 20 di profondità;le acque si riversarono nella Valle del Vanoi e in quella del Cismon provocando enormi danni in territorio Veneto.

L'unica zona che subì danni lievi fu San Martino di Castrozza.

Venne emanata un'apposita legge che destinò una sovvenzione rateale da parte dello stato per i lavori di ripristino.

Le opere di arginazione e ricostruzione durarono sei anni con una spesa complessiva di ben 238.000 fiorini per il solo distretto di Primiero.

Alluvione nelle Valli del Primiero - Vanoi: situazione di emergenza.

Una alluvione investe le Valli del Primiero - Vanoi.

Inondazioni a Mezzano, Imer e Giare nel 1882 con alluvione del 16 settembre.

Il 29 e 30 novembre un' inondazione investe i paesi di Mezzano e Imer e la località Giare diventò una distesa d'acqua e i verdi prati si trasformarono in una distesa di bianca ghiaia.

L'autunno del 1882 fu molto piovoso infatti anche il 16 settembre ci fu un'alluvione.

Petizione a Imer (1876) per emigrazione verso l'America e perdita diritti primierotti.

Ancora prima dell'alluvione catastrofica del 1882, agenti propagandisti di compagnie di navigazione incoraggiarono nelle nostre vallate l'emigrazione verso il Brasile.

Nell'archivio comunale di Imer lo testimonia una petizione datata 6 dicembre 1876, firmata da 20 cittadini che chiedono al comune un "soccorso" per poter emigrare in America.

Affermano che essi non possono pagate tributi al comune, ma che sicuramente sono ad esso di aggravio, perciò, pur d'essere aiutati per il viaggio, rinunciano ad ogni diritto che essi hanno come residenti.

In quel periodo infatti, erano parecchi che ricorrevano a questo tipo di dichiarazione, si tratta della perdita dell'incolato, cioè dei diritti spettanti al cittadino quale residente del comune, nonchè di quelli riguardanti la cittadinanza austriaca.

La rinuncia era un atto obbligatorio per poter ottenere il passaporto, comunque aveva sempre carattere volontario in quanto l'emigrante in realtà non era un espulso.

Il capofamiglia assumeva la responsabilità della rinuncia anche per tutti i membri della sua famiglia.

C'è da notare che nel caso di rimpatrio per cause varie il governo austriaco non avrebbe pagato le spese.

Però se durante il periodo all'estero non avevano acquistato la naturalizzazione di un altro Stato, recuperavano automaticamente l'antico diritto incolato in Austria e venivano reintegrati nel comune di appartenenza al quale nei casi di povertà spettavano le spese varie del viaggio di ritorno.

In poche parole quando, specie i nullatenenti desideravano tentare di migliorare andandosene, le amministrazioni comunali piuttosto a corto di mezzi erano non solo consenzienti, ma cercavano di assecondare ben disposte e contribuivano al solito con circa una decina di fiorini per emigrante per le spese di viaggio e mantenimento al porto, fino all'imbarco che generalmente avveniva a genova per recarsi in Brasile.

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