Almanacco
Neve Sanguigna e Alga della Neve a Feltre e Mezzano
Un singolare fenomeno accadde nel marzo del 1808 mise sossopra i popolani e i contadini: le Vette Feltrine, che si elevano a settentrione di Feltre, si coprirono di neve sanguigna. Il popolo, spaventato, gridava al finimondo, e qualche dotto ricordava invarno che il fenomeno medesimo venne avvertito in altri luoghi, e che viene attribuito, non piú al polline di qualche pianta sollevata dal vento e diffuso sulla neve, ma al protococus nivalis, composto da globuletti rossi uniti mediante uno strato di sostanza gelatinosa che vegeta sulla neve e su roccie nude sotto l'influenza della luce solare. Tratto da Storia di Feltre di Antonio Vecellio
Da Wikipedia: La neve di anguria , detta anche alga della neve , neve rosa ,
neve rossa o neve di sangue , è un fenomeno causato da Chlamydomonas nivalis
, una specie di alga verde contenente un pigmento carotenoide rosso
secondario ( astaxantina ) oltre alla clorofilla . A differenza della maggior
parte delle specie di alghe d'acqua dolce, questa specie sembra essere
criofila (amante del freddo) e prospera in acqua gelida. Questo tipo di neve
è comune durante l'estate nelle regioni polari alpine e costiere di tutto il
mondo, come la Sierra Nevada in California . Qui, ad altitudini superiori ai
3000 metri la temperatura è fredda per tutto l'anno.
Nasce a Mezzano Luigi Dalla Sega, albergatore, sindaco di Mezzano e primo
contabile della cassa rurale.
Cesare Tomè e la squadra salgono il Piz de Sagron.
Cesare Tomè, in compagnia delle guide alpine Mariano Bernardino e Tommaso Dal Col, effettuano la salita della vetta più alta del Piz de Sagron.
Partiti da Passo Cereda verso le 4 del mattino, presero il sentiero verso la Casera delle Monache, quindi proseguirono per il vallone di Intaiada Bassa, poi Intaiada Alta, che prospetta la Val Cimonega, e per l'opposto versante scesero al Pian della Regina, da dove intrapresero la salita.
Per la parete rocciosa di destra, che è la più praticabile, salirono verso l'angolo orientale fino alle Buse Alte.
Quindi attraversarono la Valle verso il mezzo, dove uno scrostamento superficiale permette il passaggio sulla parete verticale.
Con gravi difficoltà giunsero allo spigolo sud-ovest del Piz.
Dopo varie esplorazioni scoprirono un ripidissimo colatoio, arrampicandosi lungo questo, alle ore 10.50 giunsero alla vasta e piana sommità del Piz de Sagron.
A mezzogiorno il Tomè diede il segnale della partenza.
Nonostante le pessime condizioni meteorologiche, si calarono fino alla depressione che si trova fra il Piz e il Sasso di Mezzodì, e scesero quindi per la Val Asinozza, a Fiera di Primiero, dove giunsero alle ore 19.30 circa.