Almanacco
Fucilato Antonio Bianchi, Capo Insurrezionista Tirolese e Arruolatore di Volontari a Primiero
Viene fucilato a Mantova Antonio Bianchi, considerato uno dei capi dell'insurrezione tirolese ed arruolatore di volontari a Primiero e nel Regno Italico.
Nel 1806 il Trentino era stato ceduto alla Baviera ed in seguito, l'autonomia dei comuni soppressa in omaggio all'idea di un governo centralistico: eliminati gli statuti e le carte di regola, ed a Primiero cessò di aver valore legale l'antico statuto plurisecolare.
Non bisogna però credere che queste innovazioni fossero bene accette dalla popolazione, gelosa dei suoi privilegi e dei suoi antichi diritti, alcune ragioni di questo malcontento furono sfruttate per scopi politici dall'Austria.
Essa aveva già preparato le trame per un'alzata di scudi in tutta l'Italia Settentrionale, il progetto dettagliato dell'insurrezione tirolese era stato combinato insieme con l'arciduca Giovanni.
Vennero diramati numerosi proclama che invitavano all'arruolamento, ed anche nelle nostre zone si ebbe un certo seguito.
A Fiera venne nominata una deputazione di difesa, con a capo Angelo Michele Negrelli, la quale decise di armare immediatamente quattro compagnie di bersaglieri per combattere contro i bavaresi ed i francesi.
A dirigere l'arruolamento di nuovi volontari ed a coordinare ogni cosa circa l'insurrezione era giunto a Primiero il capitano Ottavio Bianchi, già d'accordo con i capi del movimento locale; vi rimase fino a che il Negrelli venne scelto quale comandante la piazza di Primiero e diresse la deputazione di difesa, che organizzò in varie occasioni delle marce nel feltrino e nel bellunese, dove dal Tesino e da Primiero di diressero i turbolenti che "volevano scimmieggiare le imprese di Andrea Hofer". Finchè le zone confinanti erano in mano austriaca il problema più importante era quello delle sussistenze, perciò la commissione si rivolse al bianchi perché "ordini all'i.r. Daziale di Bastia di lasciare introdurre dall'estero generi alimentari senza il solito dazio...visto che essi erano destinati ad uso militare". La richiesta non ebbe tuttavia risposta alcuna, perché la sera di quello stesso giorno (23 maggio 1809), il Bianchi sorpreso dalle gendarmeria francese a S. Cipriano sopra Agordo, venne fatto prigioniero mentre stava arruolando dei giovani per la leva in massa, diretta contro Belluno.
La notizia non mancò di provocare a Primiero un'impressione penosa.
E la deputazione si affrettò a far pervenire una domanda in favore di lui, al comando militare francese di Belluno, nonché ad avvertire del fatto i comuni contermini.
Però tutte le istanze non servirono a nulla; la sorte del bianchi era ormai segnata dal momento della sua cattura; egli fu trasportato a Mantova, sottoposto a processo, e fucilato il 24 giugno del 1809 come capo della massa degli insorti e come arruolatore di volontari nel Regno Italico.
Dal libro "Primiero e la sua storia", di Antonio Zieger.
Trattato di Vienna: Valle di Primiero sotto dominio napoleonico e rivolta del 1809.
Dopo il periodo napoleonico viene firmato a Vienna il trattato di pace con cui si sancisce che la Valle di Primiero, passa sotto il dominio napoleonico.
Così il 1809 passa alla storia, per Primiero, come l'anno della rivolta.
Regime Napoleonico in Primiero: Codice, Tribunali e Dipartimento del Piave.
1809 Subentra il regime Napoleonico che durò fino al 1815. In questo intervallo di tempo Primiero venne aggregato al Dipartimento del Piave, in dipendenza della Viceprefettura di Feltre e della Prefettura di Belluno. Introdotto il codice napoleonico ed abolite le vecchie Giurisdizioni feudali, vennero istituiti i Tribunali e le Giudicature di Pace. Il Dipartimento si articolava in Distretti, questi in Cantoni, i quali si suddividevano in Comuni. Il Cantone di Primiero, sede di Giudicatura di Pace e con capoluogo a Fiera, comprendeva i comuni di Fiera e Pieve, Tonadico, Sagron Mis, Transacqua, Mezzano, Imer e Canal San Bovo.