Petizione a Canal S.Bovo per traffico Mezzi Pesanti
Redazione Primiero Lunedì 16 febbraio 2026 9 minuti
Dopo le interrogazioni provinciali dei giorni scorsi sulla discarica di inerti di Ponte Ronco e la marcia di protesta, ora sono i residenti a mobilitarsi per chiedere risposte urgenti al Comune di Canal San Bovo ma sopratutto alla Giunta Provinciale di Trento. E' in corso la raccolta firme della petizione sia nei bar e negozi del Vanoi che in rete.
Il documento si può firmare in quasi tutti i locali di Canal San Bovo, inoltre è possibile firmare la petizione online a questo link : https://www.change.org/p/basta-mezzi-pesanti-nel-centro-di-canal-san-bovo-proteggiamo-il-cuore-verde-del-trentino
Questo il testo della petizione:
"I sottoscritti cittadini del Comune di Canal San Bovo e frequentatori del territorio comunale - si legge nel testo della petizione, firmata da oltre 200 persone - intendono sottoporre all'attenzione di codesta Amministrazione, una problematica divenuta ormai insostenibile per la qualità della vita e la salute della nostra Comunità".
"Si specifica - continua la petizione - che la presente iniziativa non muove da un intento polemico o atto d'accusa nei confronti di questa Amministrazione e nemmeno nei confronti dell'Amministrazione che a suo tempo autorizzò la realizzazione della discarica presso l'alveo del torrente Vanoi, denominata Ponte di Ronco, essendo allora il contesto completamente diverso, in cui non si poteva prevedere lo sviluppo successivo degli avvenimenti. Ora, la nostra Comunità si trova in una situazione difficile dalla quale bisogna cercare una via d'uscita. Potrebbe anche accadere che questo non sia possibile, ma prima di rassegnarci, dobbiamo valutare ogni possibilità.
Allo stato attuale, ogni giorno attraverso la via principale di Canal San Bovo transitano circa fra i 70 e 80 autocarri pesanti. Gran parte di questi provengono da Trento e portano materiale inquinato (seppur entro il limite di legge) nella discarica autorizzata Ponte di Ronco. Oltre a questi autocarri che vanno e vengono costantemente per tutta la settimana, ci troviamo altri autocarri di ditte locali e autoarticolati carichi di legname. Accade spesso che questi autocarri si incrocino attraverso via Roma, la via principale di Canal San Bovo, via ove si affacciano le uniche attività commerciali ancora presenti in paese, con l'unico bar provvisto di plateatico. La carreggiata non è larga abbastanza per cui in alcuni tratti il passaggio simultaneo di due autovetture in entrambi i sensi di marcia è tecnicamente difficoltoso e permette il passaggio di un solo autocarro alla volta, causando sistematici blocchi alla circolazione.
Tali ingorghi -scrivono i residenti - obbligano i conducenti degli autocarri e autoarticolati a manovre complesse e prolungate in retromarcia, con l'obbligo di assecondare tali manovre anche a tutti i veicoli in coda al seguito, con conseguente accumulo di gas di scarico a ridosso delle abitazioni e dei marciapiedi (in alcuni tratti del tutto assenti), mettendo anche a rischio l'incolumità dei passanti che transitano sulla via. Oltre all'inquinamento atmosferico vi è anche un notevole inquinamento acustico che rende in alcuni casi difficoltosa perfino la conversazione. Tutto questo non incombe solo sulla popolazione autoctona, ma si ripercuote anche sui turisti che frequentano Canal San Bovo, attratti dallo slogan "Vanoi - il cuore verde del Trentino", convinti di trovare aria pulita e tranquillità e ritrovandosi invece immersi nel caos e nell'inquinamento di una metropoli nell'ora di punta. Se questo fenomeno fosse occasionale si potrebbe anche tollerare. Invece sta diventando sistematico, abituale e costante lungo tutto l'arco della giornata".
Altra criticità, sottolineano i promotori: "Il passaggio costante di questi autocarri e autoarticolati molto pesanti, giorno dopo giorno sta compromettendo la pavimentazione in porfido della via principale di Canal San Bovo (rifatta nel 2020) e causando uno stress ripetuto sulle strutture dei viadotti sia sul torrente Lozen, sia sul torrente Vanoi sia sulla curva all'ingresso del paese denominata "curva Fabbris" dove, in occasione del fenomeno Vaia, già si manifestò un leggero cedimento. Ora, da testimonianze dirette, si segnala che su una campata del viadotto sul torrente Lozen l'usura del manufatto sia evidente con parti di calcestruzzo sgretolato che lascia in bella vista il ferro di armatura del ponte. Questo fenomeno di degrado, era probabilmente già in atto, ma certamente può essere accentuato e accelerato dalle continue sollecitazioni e flessioni che le strutture devono sopportare decine di volte al giorno ad ogni passaggio di un mezzo pesante. Facciamo presente che in caso di verifica tecnica che possa accertare anche un minimo cedimento strutturale del viadotto sul torrente Lozen con conseguente blocco della circolazione, il paese potrebbe ritrovarsi completamente isolato dalla Valle del Primiero nonché dalla frazione di Lausen, ove si trova il supermercato Coop e, nel corso della stagione invernale (con la frequente chiusura della strada provinciale n. 79 del Passo Brocon) isolato da tutto il resto del territorio.
Ora, visto e considerato che legalmente non ci sono possibilità di bloccare il transito di questi automezzi verso la discarica Ponte di Ronco, perché in primis è stata autorizzata e in secundis (secondo le dichiarazioni dell'APPA) rispetta i limiti di legge relativi ai vari materiali inquinanti, crediamo che però qualcuno abbia la responsabilità morale di provvedere almeno al dirottamento del traffico pesante su una variante che aggiri il paese, affiancando prima il torrente Lozen e poi il torrente Vanoi. Questa strada è stata usata per decenni proprio da mezzi pesanti e se pur priva di autorizzazioni e collaudi, ha sempre svolto bene il suo compito. La nostra opinione è che i Canalini e non solo, si trovino ora in una situazione kafkiana e un po' grottesca. In parole povere: cornuti e mazziati.
Crediamo che una Comunità che, volente o nolente concede a qualcuno di modificare in modo significativo l'ambiente, abbia il diritto di avere qualcosa in cambio. In questo caso il "beneficio" di questa attività in discarica, ricade solamente su 3 o 4 soggetti mentre il danno ambientale è a carico di tutta la Comunità che deve pure accettare il disagio del traffico causato dai mezzi pesanti e il relativo affumicamento quotidiano. Riteniamo che si debba avere almeno come contropartita, un atto di riguardo e rispetto nei confronti dei cittadini che abitano e vivono a ridosso della strada, che oltre a dover subire obtorto collo la presenza di una discarica di materiale inquinato, non debbano anche patire il disagio quotidiano di un intasamento del traffico pesante che rende invivibile il centro abitato. Qui non si tratta di fare una Crociata - si precisa nella petizione - contro qualcuno o di pretendere atti di eroismo che potrebbero esporre l'Ente a onerosi contenziosi legali verso le aziende che operano nel settore e che hanno comunque dalla loro parte svariati pareri legali positivi. Qui si tratta di verificare se questo transito quotidiano possa essere in contrasto con la salute dei cittadini.
Per questo motivo vorremmo proporre a codesta Amministrazione un controllo preventivo sullo stato di usura dei viadotti e la possibilità di affidare a qualche ditta indipendente un monitoraggio della qualità dell'aria per un periodo congruo (alcuni mesi), attraverso l'installazione di centraline di rilevamento atte a verificare se in tal periodo si sono verificati sforamenti dai limiti di legge di sostanze inquinati tipo PM 10, 2.5, biossido di azoto o altri composti nocivi alla salute pubblica. Ovviamente questi strumenti vanno installati nei punti critici del paese, soprattutto strettoie, perché è proprio in queste aree, durante le manovre e le ripartenze dei mezzi pesanti, che si verifica il maggior inquinamento.
Se dopo questo monitoraggio, tutto risultasse nei limiti, è ovvio che nessuno potrebbe impedire in modo legale il transito di questi mezzi. Ma se invece risultasse un deterioramento delle infrastrutture o un superamento dei limiti di legge nell'emissione in atmosfera di sostanze nocive inquinanti, in questo caso codesta Amministrazione avrebbe non solo il potere, ma anche il dovere giuridico di intervenire con gli strumenti normativi a sua disposizione, varando provvedimenti d'urgenza per limitare la circolazione di specifiche categorie di veicoli considerati maggiormente responsabili delle emissioni inquinanti, per accertate e motivate esigenze di tutela della salute e dell'incolumità pubblica. E quindi sollecitare la Provincia Autonoma di Trento affinché si assuma la responsabilità di rendere pienamente agibile (con interventi mirati ad eliminare le eventuali criticità), la circonvallazione lungo il torrente Lozen e Vanoi e provvedere ai collaudi e alle autorizzazioni necessari per il transito dei mezzi pesanti. Con l'occasione - conclude il documento - e con l'auspicio di una fruttuosa collaborazione con l'Amministrazione del Comune di Canal San Bovo a favore della cittadinanza, restiamo in attesa di un vostro riscontro".
I cittadini del Comune di Canal San Bovo e frequentatori del territorio comunale