RADIOPRIMIERO

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Radio Primiero è una storica emittente locale, punto di riferimento per l'informazione e l'intrattenimento nel Trentino Orientale, nella Valle dell'Adige (Trento) e nel confinante territorio del Feltrino-Bellunese.

Con oltre 46 anni di attività, la radio ha sede a Imèr, nel cuore della Valle di Primiero, in provincia di Trento. Il palinsesto è fortemente caratterizzato dall'informazione: ai notiziari locali dedicati a Primiero e Feltrino si affiancano quelli nazionali, realizzati in collaborazione con le principali agenzie di stampa.

Ampio spazio è riservato alle rubriche e ai servizi di utilità quotidiana, tra cui Meteo, Traffico, Agenda degli appuntamenti del giorno, informazione turistica e naturalistica con programmi come Secondo Natura, oltre a numerosi approfondimenti su ambiente, diritti, solidarietà, astronomia, cinema, scienza, sanità, esteri, cultura e hi-tech.

Durante le stagioni estiva e invernale, Radio Primiero collabora con l'APT locale e il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino per la promozione e la diffusione dell'agenda di eventi, incontri e manifestazioni del territorio.


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Alluvione del 1966, sessant’anni dopo: Primiero e Vanoi tra memoria e prevenzion

Redazione Primiero Venerdì 30 ottobre 2026 7 minuti

Le testimonianze di chi visse l'alluvione del '66, le fotografie dei paesi devastati e il confronto con gli esperti sulle sfide climatiche di oggi. Il 4 e 5 novembre, Primiero e Vanoi ricordano una delle pagine più drammatiche della loro storia con un programma coordinato dalla Comunità di Primiero, tra incontri pubblici, mostre fotografiche diffuse e attività con le scuole. Un anniversario che guarda al presente e al futuro, dalla sicurezza del territorio alla prevenzione del rischio idrogeologico e i mutamenti climatici.

Il 4 novembre 1966, piogge eccezionali, torrenti in piena e frane sconvolsero Primiero e Vanoi, isolando intere comunità e lasciando profonde ferite nel territorio. A sessant'anni da quella tragedia, il ricordo di quei giorni torna al centro di un programma di iniziative che unisce memoria storica, testimonianze e approfondimenti scientifici, per riflettere su quanto è cambiato nella difesa del territorio e sulle nuove sfide poste dagli eventi meteorologici estremi.

Due gli appuntamenti principali, mercoledì 4 e giovedì 5 novembre, affiancati da mostre fotografiche e attività con le scuole. Il programma è promosso e coordinato dalla Comunità di Primiero, con la collaborazione dei Comuni di valle, l'Ecomuseo del Vanoi, il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino e un gruppo di associazioni di Feltre, legate a Primiero da un rapporto di vicinanza e collaborazione che trova anche nella memoria dell'alluvione del 1966 un importante punto di incontro.

Si comincia mercoledì 4 novembre, alle 20.30, al teatro oratorio di Pieve di Primiero, con una serata pubblica introdotta dal presidente della Comunità di Primiero, Bortolo Rattin, e moderata da Graziano Cosner, dell'Ufficio Cultura del Comune di Primiero San Martino di Castrozza.

Ad aprire gli interventi saranno le testimonianze di chi visse in prima persona l'alluvione del 1966: sfollati di Primiero e Vanoi e soccorritori feltrini, tra i quali coloro che contribuirono a ristabilire i collegamenti con la valle isolata attraverso un ponte radio.

Seguirà l'intervento di Mario Cerato, già dirigente del Servizio Bacini montani della Provincia autonoma di Trento, che affronterà il tema Dal disastro del 1966 alla difesa idraulica in Primiero, ripercorrendo l'evoluzione degli interventi di protezione del territorio nei sessant'anni trascorsi dall'alluvione.

Dalla sicurezza idraulica lo sguardo si sposterà ai cambiamenti climatici con Gianni Marigo, dirigente di Arpav, l'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto, che parlerà di Cambiamenti climatici in montagna: cause ed evidenze locali, approfondendo le trasformazioni del clima e le loro manifestazioni sul territorio montano.

A concludere la serata sarà Rebalton66 - Una riflessione sull'alluvione, lettura teatrale di e con Emiliano Oddone, geologo, formatore e divulgatore, fondatore di Dolomiti Project.

Giovedì 5 novembre l'attenzione si sposta nel Vanoi, dove la memoria dell'alluvione si intreccia con una storia ancora più lontana, che risale al 1826. Alle 14.30, presso la Casa dell'Ecomuseo a Canal San Bovo - Sala dell'Acqua, sarà inaugurata la mostra Valle del Vanoi 1826 · 1966 · 2026. Quando l'acqua riscrive la storia.

Memorie e fragilità di un territorio, curata da Adriana Stefani. Un viaggio nel passato della valle che intreccia la ricostruzione storica degli eventi, le testimonianze di chi li ha vissuti e la memoria tramandata di generazione in generazione, arricchito dalle riflessioni degli alunni delle classi quarta e quinta della scuola primaria di Canal San Bovo, coinvolti in uno specifico percorso didattico.

Il 2026 segna infatti una doppia ricorrenza: i sessant'anni dall'alluvione del 1966 e i duecento anni dagli eventi del 1826, che cancellarono gli insediamenti di fondovalle di Ponte e Remesori. Dalla tragedia ottocentesca all'alluvione del 1966, fino alla tempesta Vaia del 2018, la mostra racconta il rapporto tra la comunità e l'acqua, le trasformazioni del paesaggio e i progressi nella conoscenza e nella prevenzione del rischio idrogeologico, attraverso un dialogo tra la memoria delle generazioni passate e lo sguardo dei più giovani.

Alle 18, sempre alla Casa dell'Ecomuseo, si terrà una tavola rotonda dedicata al rapporto tra memoria e gestione del rischio idrogeologico. Il confronto metterà in dialogo chi ha vissuto gli eventi del passato con chi oggi si occupa, sul piano tecnico e istituzionale, della sicurezza del territorio. L'obiettivo è trasformare l'esperienza storica in una riflessione condivisa sulla prevenzione e sulla responsabilità collettiva nella cura dell'ambiente.

Il sessantesimo anniversario sarà accompagnato anche da un articolato percorso espositivo diffuso nei paesi di Primiero. Curato dal dottore forestale e storico Ervin Filippi Gilli, Il percorso della memoria si sviluppa attraverso 31 pannelli fotografici, dalle Giare di Imèr (Bicigrill) ai Giardini Clarofonte di Fiera di Primiero, seguendo i luoghi segnati dall'alluvione.

La particolarità dell'iniziativa è la scelta di riportare le fotografie storiche esattamente nei luoghi in cui furono scattate, permettendo di confrontare il paesaggio del 1966 con quello attuale. Il percorso ciclopedonale ad anello attraversa i principali centri abitati della valle, da Imèr e Mezzano fino a Molaren, Pieve, Fiera, Nolesca, Siror, Tonadico e Transacqua. Può essere seguito interamente oppure per singole tappe, consentendo a ciascuno di ritrovare nelle immagini la storia del proprio paese, della propria strada e, in alcuni casi, della propria casa.

Tra i materiali esposti figurano anche rare fotografie a colori dell'epoca. Il progetto comprende inoltre una selezione di immagini dei fotografi Ovidio Gilli e Fabio Simion, già presentate dieci anni fa in occasione del cinquantesimo anniversario dell'alluvione, ora nuovamente visibili al Brolo di Mezzano e ai Giardini Clarofonte di Fiera.

Un'attenzione particolare è riservata alle nuove generazioni. Il 4 novembre, proprio nel giorno del sessantesimo anniversario dell'alluvione, alle 9.30 gli studenti delle terze medie di Primiero e Vanoi

incontreranno la Protezione civile alla caserma dei Vigili del Fuoco di Primiero. Un'occasione per avvicinare i ragazzi a chi oggi opera per la sicurezza del territorio, trasformando la memoria della tragedia in un momento di conoscenza e consapevolezza. Nella stessa direzione si inseriscono i percorsi didattici dell'Ecomuseo del Vanoi, che ha coinvolto gli alunni nella realizzazione della mostra, e del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, che con Angelo Longo ha proposto Dal rubinetto alla sorgente, una serie di attività rivolta agli studenti delle scuole primarie, medie e superiori. A sessant'anni dall'alluvione, Primiero e Vanoi tornano dunque a confrontarsi con una pagina decisiva della propria storia, affidando alle testimonianze, alla ricerca scientifica e alle nuove generazioni il compito di mantenere viva la memoria e rafforzare la consapevolezza dei rischi e della necessità di proteggere il territorio.

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