Inaugurata Casa Simion: il sogno di Michela per anziani e disabili
Redazione Primiero Mercoledì 28 ottobre 2026 5 minuti
Una casa che non è fatta soltanto di mura, ma di relazioni, dignità e
percorsi di autonomia. E' stata inaugurata ieri Casa Simion, situata in viale
Guglielmo Marconi a Pieve. L'immobile, completamente riqualificato, rinasce
grazie alle ultime volontà della dottoressa Michela Simion, stimata
anestesista e medico agopuntore scomparsa nel dicembre 2021. La struttura
accoglie tre appartamenti per complessivi sei posti letto: al piano terra un
alloggio dedicato a persone con disabilità impegnate in progetti di vita
indipendente, e ai piani superiori due alloggi destinati ad anziani fragili o
a rischio solitudine che intendono mantenere la propria autosufficienza in un
contesto protetto e condiviso.
L'intervento ha richiesto un investimento complessivo di circa 960.000 euro, frutto di una sinergia tra enti: 560.000 euro stanziati con fondi di bilancio del Comune di Primiero San Martino di Castrozza, 300.000 euro intercettati tramite i fondi europei del PNRR e 100.000 euro erogati dalla Provincia autonoma di Trento. A fare da filo conduttore della cerimonia è stato il ricordo indelebile di Michela Simion, conosciuta affettuosamente in famiglia come «zia Micky», figlia dello storico compaesano Michele Simion («Micel Musica»). Nonostante la carriera a Bolzano, Michela era profondamente legata alla sua terra d'origine e a maso Serafino. Consapevole dell'avvicinarsi della fine a causa di una malattia incurabile, circa cinque anni fa contattò l'amministrazione per donare la propria abitazione con un vincolo testamentario: destinarla a finalità socio-sanitarie. «Ricevetti la telefonata di Michela che mi annunciò la diagnosi ormai terminale e il desiderio di realizzare un hospice oncologico», ha ricordato con commozione il sindaco di Primiero San Martino di Castrozza, Daniele Depaoli. «Insieme all'Azienda Sanitaria constatammo che per ragioni demografiche e gestionali l'hospice non era sostenibile. Quando la richiamai, con la lucidità e la concretezza che la contraddistinguevano, Michela confermò la donazione chiedendo che l'immobile andasse comunque a beneficio sociale della gente di Primiero.
Abbiamo superato le complesse spire burocratiche delle successioni e i tempi serrati del PNRR, e oggi, guardando via Marconi - dalla scuola dell'infanzia fino all'oratorio, alla residenza Piccolo Principe, alla Casa di riposo San Giuseppe con gli alloggi protetti e ora con Casa Simion - vediamo compiersi un vero e proprio asse della solidarietà. Michela ne sarebbe profondamente felice». A suggellare il momento, Depaoli ha scoperto la targa commemorativa apposta all'ingresso dell'edificio, che recita: «In memoria della dott.ssa Michela Simion (1946 - 2021) che con spirito di grande solidarietà ed umanità ha donato questo edificio al Comune di Primiero San Martino di Castrozza - l'Amministrazione Comunale».
Un tributo indelebile che fissa nella pietra e nel metallo la gratitudine dell'intera comunità verso una concittadina esemplare. La gestione del servizio abitativo è stata assunta dalla Comunità di Primiero in convenzione con la cooperativa sociale Vales, con il prezioso supporto degli operatori sul campo. «Un pensiero di profonda riconoscenza va a Michela Simion per questo lascito e al Comune che ha profuso tutte le proprie forze per realizzarlo a beneficio dell'intera valle», ha sottolineato il presidente della Comunità di Primiero, Bortolo Rattin. «Casa Simion amplia i servizi sociali e risponde a bisogni reali di accompagnamento nella quotidianità. Uno degli alloggi per anziani è già abitato e per il secondo è aperto il bando con scadenza fine ottobre: un tassello fondamentale per migliorare la qualità della vita della nostra gente».
Presente alla cerimonia anche la consigliera provinciale Antonella Brunet, già vicesindaca all'epoca dei primi accordi: «Il tema del "durante noi" e "dopo di noi" e dell'assistenza alternativa alle RSA è centrale in Consiglio provinciale. In Trentino realtà come questa sono ancora poche: oggi Primiero è un esempio concreto e all'avanguardia per l'intero territorio provinciale». A rappresentare la Provincia autonoma di Trento e l'assessorato alle politiche sociali è intervenuta la dirigente del Servizio politiche sociali, Federica Sartori: «La dottoressa Simion univa il senso della cura all'amore per la bellezza del suo territorio. Questo progetto unisce i sogni e la cura: tessere progetti personali attorno alle persone fragili. Le risorse del PNRR e l'impegno delle istituzioni hanno consentito di arricchire la comunità di un presidio che dona autonomia e serenità».
A nome dei familiari ha preso la parola il nipote, Gigi Simion: «Per zia Michela questa casa era un rifugio dal lavoro intenso a Bolzano. In tempi in cui prevale spesso l'individualismo, il suo gesto - pensare fino agli ultimi istanti di vita a chi ha meno opportunità - resta una testimonianza civile e morale straordinaria che onora tutta la nostra famiglia».
La struttura è all'avanguardia anche dal punto di vista tecnologico: ogni alloggio (composto da due camere con bagno privato, zona giorno comune e cucina attrezzata) è integrato con soluzioni di domotica, predisposizione per la telemedicina e monitoraggio a distanza per garantire protezione e riservatezza.