Almanacco
Conflitto politico nelle Valli di Primiero-Vanoi durante il fascismo
In un paese da poco uscito dal primo conflitto mondiale e da qualche anno entrato a far parte del Regno d'Italia furono indette le nuove elezioni al parlamento.
E fu subito "conflitto" tra gli appartenenti alla nuova corrente politica, la lista nazionale, ed i fascisti.
I primi ebbero uno scarso successo nonostante le promesse di abolizione delle tasse per il 1925, la spartizione immediata dei fondi del priorato di San Martino e un contributo provinciale per l'acquedotto di Tonadico e San Martino.
Gli esponenti del fascismo misero in atto una massiccia campagna denigratoria nei confronti di quelli della lista nazionale.
La nostra popolazione nonostante promesse, lusinghe nonché minacce e pressioni non si lasciò tentare e incantare più di tanto...purtroppo in poco tempo la corrente fascista riuscì ad avere il sopravvento sulla nuova corrente politica della lista nazionale, e addirittura a prevaricare dopo il discorso del 3 gennaio 1925 che annunciava un blocco di leggi restrittive, la soppressione della libertà di stampa, di riunione e di associazione.
Da allora le Valli di Primiero-Vanoi vennero controllate direttamente dalle autorità fasciste con a capo un segretario politico, controllato a sua volta da un ispettore di zona, che vigilava sulle diverse organizzazioni dipendenti dal partito.
Il regime fascista venne a cadere con l'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale.
Padri Cappuccini, Padre Alessio Bernard, Don Giacobbe Loss, Frate Simone
Sono ormai più di 60 anni che i Padri Cappuccini risiedono nell'attuale convento in località Tressane.
Infatti, l'11 luglio del 1924 entrarono nel nuovo convento, inaugurato due giorni prima.
I Padri Cappuccini si trovavano nella nostra Valle già da due anni, essendo giunti a Primiero il 18 maggio del 1922 per iniziativa dell'allora provinciale dei Frati Minori Cappuccini Padre Alessio Bernard, originario di Gries in Val di Fassa.
Ospitati dal parroco di Imer, don Giacobbe Loss che li accolse presso la scuola materna del paese.
La primitiva comunità religiosa, formata da tre sacerdoti e un fratello coadiutore, operava nell'intera vallata.
Per erigere il nuovo convento, era loro intenzione acquistare un terreno in una posizione appartata e più alta rispetto ai paesi, in modo che si potesse scorgere anche da lontano, ma non fu possibile concretizzare a pieno questa aspettativa, perché alla fine la scelta cadde sul terreno dove sorge l'attuale costruzione, che in quel periodo si trovava comunque in posizione relativamente isolata rispetto ai centri abitati.
Recentemente il convento è stato interamente ristrutturato.
In questi anni l'intera popolazione di Primiero ha potuto apprezzare la preziosa opera religiosa e caritatevole dei Padri Cappuccini.
Non è possibile ricordare tutti i religiosi che si sono avvicendati in questo periodo, ma non si può dimenticare tuttavia una figura di ineguagliabile bontà e simpatia, che rimane fissata indelebilmente nei nostri ricordi: frà Simone da Campitello di Fassa.