Almanacco
La carriera di Ermanno Panzer nel turismo a San Martino di Castrozza
Nasce a Pegau (Lipsia) Ermanno Panzer, uno dei maggiori fautori della fortuna
turistica di San Martino di Castrozza. Cominciò la carriera alberghiera a
Londra, a soli 14 anni. Si trasferì poi nuovamente in Francia, poi in Egitto,
quindi in Italia, a Genova all'albergo Colombia e a Trento al Grande Albergo
Trento. Nel 1883 fu chiamato dal Conte Welsperg a dirigere l' Albergo Alpino,
il primo vero albergo di San Martino di Castrozza, costruito nel 1875 e
diretto fino ad allora da un altro pioniere del turismo delle nostre zone,
Leopoldo Ben. Ampliò subito l'albergo che divenne di prima categoria per quei
tempi, e frequentato non più solo da inglesi, ma anche da tedeschi, viennesi,
americani ed ungheresi. Nelle guide turistiche dell'epoca si legge: "È
aperto dal primo giugno al primo ottobre, il letto costa 80 soldi austriaci e
la pensione, compresa la stanza, da fiorini 3,30 a 2,50 al giorno.
I letti sono 40. In mancanza di stanze nell'albergo si può accedere alle
stanze della vicina parrocchia (intendendo il vicino priorato di San Martino)
nell'albergo ci sono pianoforte, posta e telegrafo". Dopo parecchi
tentativi andati a vuoto, nel 1891 iniziò la costruzione dell' Albergo
Dolomiti, che due anni dopo venne aperto ai turisti. Ben presto si rese conto
però che l'albergo era troppo piccolo ed iniziò le pratiche per
l'ingrandimento. Dato che queste andavano per le lunghe acquistò per proprio
conto il terreno in località Fratazza, dove nel 1907 costruì l'Albergo
Fratazza, che fu distrutto nel 1915 e mai più ricostruito. Nonostante i
numerosi impegni che lo legavano a San Martino , riuscì anche a prendere in
affitto una pensione a Merano e poi a costruire, nel 1898, il maestoso Park
Hotel, a Maia alta. Morì il 14 gennaio del 1923.
Giuseppe Zecchini: Alpinista, Cacciatore e Salvataggio sulle Pale di San Martino
Nasce a Transacqua Giuseppe Zecchini.
Grande alpinista e pioniere dell'alpinismo Primierotto, iniziò la sua carriera ufficiale di guida nel 1887 a 32 anni.
Famoso cacciatore, parente di Vigilio Zecchini che nel settembre 1897 fu uno dei protagonisti della caccia all'orso sulla cima del Paludet in Val Giasinozza, catturato dai lacci tesi per i camosci e quindi ucciso per poterne incassare la taglia.
Numerosissime le sue imprese nel gruppo delle Pale di San Martino.
Per citarne alcune: nel 1889 una prima sul campanile di Val di Roda con l'alpinista Neumann, il Cimon della Pala e la parete sud del Focobon nel 1893, la Pala di S. Martino nel 1891 con alpinisti di Vienna, la cima Immink (nome dell'alpinista di Amsterdam che con Zecchini conquistò quella cima nel 1891), nel 1895 scala in Val Canali la Pala della Madonna e la parete nord della Cima Canali.
Nel 1897 vince la parete est della Cima Pradidali e la Torre Dresda, e tantissime altre ascensioni.
Ma l'episodio più tormentoso della sua vita fu costituito dalla prima ascensione invernale della croda grande a metri 2954 sulle Pale di San Martino che tentò con l'alpinista viennese Oscar Schuster, il 17 marzo del 1900. Una tormenta di neve li bloccò in parete per un giorno e due intere notti, Zecchini subì il congelamento di alcune dita che gli furono poi amputate, ma questo non fermò questo coraggioso pioniere dell'alpinismo.
Schuster per eterna riconoscenza di avergli salvato la vita donò a Giuseppe Zecchini un quadro con incastonati 5 Zecchini d'oro.
L'ultima scalata di G. Zecchini è stato il campanile Travignolo.
Morì a Transacqua il 19 dicembre del 1936, il suo nome è riportato in numerose guide e riviste alpine di tutt' Europa, perché era considerato il più profondo conoscitore del gruppo delle Pale, nei suoi più reconditi valloni e nei suoi più minuti pinnacoli.
Negrelli a Primiero: Destituzione e Ultima Visita
(data presunta di settembre) Il governo di Vienna destituisce dall'incarico di direttore delle ferrovie del Trentino Alto Adige e Lombardo Veneto, l'ingegner Luigi Negrelli, per sopravvenuti eventi politici interni alla gestione dell'erario a favore delle provincie italiane.
Luigi Negrelli amareggiato e deluso prima di lasciare Verona per Vienna, ritorna a Primiero per riprendere i figli che avevano trascorso l'estate nella casa paterna presso le zie.
Annotò nel magnifico autunno che lo Schener, visto dall'occhio di esperto quale era, definendola una mulattiera pericolosa e rovinata.
Fu questa l'ultima visita che il celebre progettista dell'istmo di Suez fece a Primiero, la Valle dove era nato.