Almanacco
Don Antonio Zanghellini, Fedai e la scomparsa di un forestiero a Mezzano.
Il fatto di Fedai: così come è stato tramandato dalla tradizione, narra che nella notte del 17 novembre il curato di Mezzano don Antonio Zanghellini, lascia la canonica in compagnia di Antonio Loss, in servizio presso casa Piazza,e si avvia verso loc.
Fedai, in Val Noana.
Il motivo del viaggio, secondo don Zanghellini, un forestiero sperduto sta per morire ed ha chiesto i conforti religiosi.
Poco prima di Fedai il prete abbandona il suo accompagnatore e si reca al luogo stabilito.
Al suo ritorno il Loss incuriosito ed impaurito dice di aver visto due uomini con un fardello in spalla, il curato afferma trattarsi del forestiero, il quale era morto e veniva trasportato dai compagni verso le Vette Feltrine.
Il giorno seguente la notizia si sparge in tutta la Valle e suscita tanto scalpore che il pretore Michele Angelo Negrelli, zio di don Zanghellini, scriverà al capo comune di Mezzano affinchè vengano organizzate ricerche per ritrovare "l'incongito cadavere", promettendo 10 fiorini al rinvenitore.
Ma il cadavere non si trovò. La verità ben presto venne a galla.
Don Zanghellini era un mazziniano e quella notte si era incontrato con alcuni patrioti; tra cui il Conte Onigo di Venezia, per parlare della riscossa nazionale, e per studiare come collocare anche a Primiero delle cedole del prestito mazziniano.
Le ricerche continueranno senza esito, tanto che la polizia austriaca, che conosceva i trascorsi politici del curato, intimò a don Zanghellini di lasciare Mezzano.
Il primo gennaio 1854 partì per Feltre e quindi per Rovigo.
La famiglia Negrelli per questo fatto subì numerose penalità, tra cui il trasferimento dello zio, Angelo Michele Negrelli, pretore a Mori.
Nel 1878 don Antonio Zanghellini morì a Feltre, dove lasciò numerosi scritti e studi storico-critici.
Michele Bettega: Guida Alpina Primierotto, Scalatore e Personaggio Internazionale.
Nasce a Mezzano Michele Bettega, famosa e grande figura di guida alpina.
A soli 17 anni fece le prime escursioni sulle Pale al servizio della famiglia Ben, presso la quale lavorò fino al 1886. Rimase l'unica guida alpina a San Martino di Castrozza per ben 14 anni, dal 1873 al 1887. È stato il primo con il Conte Pallavicini e Meurer a raggiungere la vetta della Pala di San Martino.
Numerose le sue prime scalate sulle Cime delle Pale in compagnia di moltissimi alpinisti europei, ma la sua attività si svolse anche fuori da Primiero, il numero delle sue ascensioni supera le 300. Era opinione comune fra gli alpinisti definire il suo stile elegante nella salita, preciso, prudente.
Si racconta che durante la salita sul formendatum il prof. Schultz offrisse al Bettega, che s'era fermato per studiare la via da seguire, il suo binocolo: "i miei occhi, signore, sono migliori del suo binoccolo" obbiettò cortesemente e proseguì la scalata.
Lavorò sulle Alpi di Fassa, Cime di Lavaredo, sul Cadino, toccò la vetta del Monte Bianco, del Gran Paradiso e si cimentò sulle scogliere della Scozia.
Fu autore di un'impresa memorabile: la scalata della parete sud della Marmolada, nel 1900, che era stata tentata inutilmente per ben 50 volte.
La sua vita è costellata di colorati episodi d' arguzia.
Durante la guerra 14/18 compì qualche escursione con gli Alpini Italiani, per questa attività dopo Caporetto su delazione fu arrestato dagli austriaci e condotto a Pergine accusato di alto tradimento ma un giudice che lo conosceva e lo stimava lo prosciolse.
Ma le tremila corone, le due manze, la vacca e i danni alla sua proprietà che gli austriaci gli razziarono al momento dell'arresto non furono certo ripagati da quel "qualcosa" che l'Italia gli diede nel 1926. Fu un personaggio per così dire internazionale, fu ospite di nobili a Londra e Vienna, ma preferiva intimamente la conversazione con i suoi animali e i silenzi melodiosi delle sue crode.
Ha lasciato un segno incancellabile sulle Pale ricordiamo Forcella Bettega, la Torre Bettega, il Passo Bettega.
Le sue principali imprese sono: nel 1879 la prima ascensione della Cima Canali con C.C. Tuckett, nel 1881 la prima ascensione della Cima Pradidali con discesa per la Val Canali.
Rimane un personaggio onesto e schietto con il senso del limite umano, l'azzurrità del suo animo ricco di tutto ciò che egli seppe apprendere dalle lezioni della sua grande maestra: la natura!