Almanacco
Alluvione Vanoi: Distruzione, Emigrazione e Attesa di Intervento
Dopo l'alluvione del 1825, che aveva causato gravissimi danni nella zona del Vanoi, si era lavorato alacremente per la ricostruzione, tanto che nel 1823, le zone devastate si erano ricoperte di ottime macchie di ontani, e tutto faceva sperare che, almeno la chiesa di Canale avrebbe potuto essere salvata da ulteriori danni.
Invece il 20 settembre 1829 una nuova piena annullava i lavori eseguiti a monte, e la vecchia chiesa di San Bartolomeo, insieme alle opere costruite ai piedi della collina sulla quale essa sorgeva, restò sommersa dall'acqua del lago chiamato "Lago Nuovo" o "Lago di Caoria", formatosi in seguito al franamento del Rebrut, nel 1825, che aveva ostruito completamente il passaggio dell'acqua del Vanoi.
Le rovine delle alluvioni avevano cominciato a pesare sulla popolazione che, da questo momento in poi, fu costretta ad una emigrazione temporanea, prima limitata alle zone vicine, e poi a quelle più lontane.
Sembrò in un primo tempo che i lavori di arginazione dei torrenti e di difesa delle acque dovessero essere iniziati ben presto dalla provincia, ma, nonostante il vivo interessamento delle autorità locali, la speranza rimase allo stato di attesa.