RADIOPRIMIERO

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Radio Primiero è una storica emittente locale, punto di riferimento per l'informazione e l'intrattenimento nel Trentino Orientale, nella Valle dell'Adige (Trento) e nel confinante territorio del Feltrino-Bellunese.

Con oltre 46 anni di attività, la radio ha sede a Imèr, nel cuore della Valle di Primiero, in provincia di Trento. Il palinsesto è fortemente caratterizzato dall'informazione: ai notiziari locali dedicati a Primiero e Feltrino si affiancano quelli nazionali, realizzati in collaborazione con le principali agenzie di stampa.

Ampio spazio è riservato alle rubriche e ai servizi di utilità quotidiana, tra cui Meteo, Traffico, Agenda degli appuntamenti del giorno, informazione turistica e naturalistica con programmi come Secondo Natura, oltre a numerosi approfondimenti su ambiente, diritti, solidarietà, astronomia, cinema, scienza, sanità, esteri, cultura e hi-tech.

Durante le stagioni estiva e invernale, Radio Primiero collabora con l'APT locale e il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino per la promozione e la diffusione dell'agenda di eventi, incontri e manifestazioni del territorio.


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Almanacco

Almanacco del giorno - Cos'è successo nel 1647 a Primiero

Processo alle Streghe nella Val di Fiemme: il Caso di Barbara Luciana (Lorenzona)

Tra i fatti ed avvenimenti che hanno scritto la storia delle nostre zone, figurano anche i processi alle streghe.

Pagina dolorosa e documento dell'aberrazione umana, codificata e legalizzata sulle credenze della superstizione e del malocchio.

Le arti occulte, le tragedie, le orgie, i presunti sortilegi, le dicerie di qualche persona maligna e l'eco dei processi, tenuti in quel periodo in varie località vicine, soprattutto la Val di Fiemme, tutto contribuì a creare un'atmosfera di paurosa mania che voleva trovare un capro espiatorio per le malattie, la morte di animali e danni subiti.

Le carte processuali riescono a darci un'idea abbastanza esatta dell'ignoranza di quei tempi e della mentalità arretrata dei giudici stessi: ma forniscono anche i nomi delle vittime disgraziate e dei preconcetti di quell'epoca, in cui molti, in una sorta di esaltazione collettiva, credevano di vedere in ogni angolo "lo spaco de le guane" o qualche "sass de le strighe". Nell'aprile del 1647 veniva arrestata ed inquisita, dal tribunale laico rappresentato dal signore Welsperg, Barbara Luciana, detta Lorenzona, che "haveva fama di strega; di haver fatto delle malie" e di essersi un giorno, alla presenza del figlio, persino "all'improvviso sfantata su per il camino". La lettura dei suoi costituti e delle deposizioni testimoniali non manca di lasciare una impressione penosa.

Eppure l'equilibrio della donna riuscì ad avere ragione di tutte le accuse: "signoro capitano, la mi facci quel che gli piace, ma non potrò mai dire una cosa che non sia, che mio figlio m'habbi veduta andare fuori per il camino per aria, come vien detto che sogliano fare le streghe, questo non è". Anche le minacce circa "l'atrocità dei tormenti che doverete patire quando di volontà non confessate" non riuscirono a smuoverla.

Le arti suggerite dal malefico, i tranelli della giustizia, le asserzioni fantasiose dei testimoni sui suoi "strighezzi et malie" non riuscirono ad avere ragione di quella robusta contadina, che, verso la fine di giugno, venne rilasciata e riconosciuta innocente.

Processi alle Streghe a Primiero (1647): Barbara Luciana, Apollonia e la "Malefica Incenerita"

Nella storia di Primiero il 1647 è l'anno dei processi alle streghe.

Già in aprile una donna, Barbara Luciana detta Lorenzona, era stata arrestata e processata dal tribunale laico rappresentato dal signore di Welsperg, accusata di stregoneria, ma poi ritenuta innocente ed alla fine liberata.

Nella prima metà del luglio 1647, fu avviato un processo contro Apollonia, vedova di Pietro Bernardin e la moglie di Pietro Salvador, figlia di Giacomo Lotto.

La tortura inflitta alle poverette spezzò la resistenza della prima che, tra i tormenti, riconobbe di essere una strega e di essere in rapporto con il diavolo, da oltre 40 anni.

La seconda negò ogni addebito e riuscì a cavarsela con qualche ammonizione, accompagnata da esorcismi.

A Primiero, Apollonia sarà così l'unica vittima della mania popolare e della fantasia malata dei più. Lo stesso anno, (il 7 dicembre), veniva impiccata, ed il suo cadavere bruciato nel "campo delle forche", a Molaren.

Dopo la macabra esecuzione, verrà soprannominata la "malefica incenerita".

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