Almanacco
Cangrande Della Scala, Patto di Alleanza a Tonadico, Conquista di Feltre
Il dominio degli Scaligeri su Feltre iniziò con Cangrande Della Scala, appartenente alla potente famiglia ghibellina dei della Scala Sugnori di Verona, nel 1321 e terminò nel 1337 quando furono estromessi da Carlo e Giovanni di Lussemburgo.
Di questo periodo per Primiero si ricorda un patto di alleanza stipulato a Tonadico il 16 giugno 1324 con le genti della Val di Fiemme, patto di alleanza e di unione chiesto da Fiemme che temeva che Cangrande volesse attaccare, passando per Primiero, il Conte di Tirolo.
Carlo di Lussemburgo allora reggente del Tirolo, sapendo che Cangrande era assediato da Veneti, Fiorentini, Visconti, Estensi e Gonzaga, con una avventurosa quanto ardimentosa cavalcata, seguito da poche forze militari, da Egna raggiunse Primiero, conquistò Castelpietra facendo fuggire i nemici e marciò verso Belluno dove aveva alleati, conquistando successivamente Feltre nel 1337 (l'1 settembre), lasciando al vescovo Gorgia Lusa la podestà di Primiero e tutte le entrate della Valle.
Scaligeri, Primiero, Fiemme, Guadagnino, Francesco de Mugnaio, Tonadico, 16 luglio 1324
In quel periodo gli Scaligeri, appoggiati da Guadagnino di Avoscano, riuscirono ad assicurarsi la Signoria di Feltre e cercarono di imporre la loro volontà agli alpigiani restii a riconoscere un'autorità così poco gradita.
Questo rifiuto di obbedienza implicava dei seri pericoli, dai quali la comunità di Primiero cercò di assicurarsi con lo stringere un accordo con quella di Fiemme.
Esso venne firmato a Tonadico "in colzello ville" il 16 luglio 1324; lì, i marzoli scelsero Francesco de Mugnaio, vicario di Primiero, quale incaricato di trattare con Giovanni e Bertoldo fratelli "De Flemis", affinché impedissero un eventuale passaggio delle truppe di Cangrande della Scala attraverso la loro Valle; e di fare in modo che se i Fiemmesi non si fossero sentiti in grado di resistere a questa possibile marcia di fianco, si impegnassero di darne almeno avviso tempestivo con due settimane di anticipo.
Però questa preoccupazione di vedersi piombare alla spalle le truppe scaligere rimase soltanto un problema teorico.
Infatti, per avere dei sudditi fedeli anche fra i monti, nel 1335, gli Scaligeri, si decisero a confermare alla comunità di Primiero quegli statuti già concessi ed approvati per la prima volta dal vescovo Adalgerio di Feltre.