Almanacco
Primiero: Accordi tra Comuni, Vescovi e Patriarca (1206)
A quest'epoca il comune unico di Primiero, la communitas, o comun generale, si era già sviluppata per numero di abitanti dei vari paesi, e si era venuto suddividendo amministrativamente in 4 quartieri, rappresentati ognuno da un regolano o marzolo, incaricato di proteggere e difendere i diritti del suo comune nel consiglio del comun generale, quando esso era convocato per discutere i problemi comuni a tutta la zona.
Ogni comune aveva già assegnato il proprio territorio, e lo amministrava separatamente: invece il comun generale, al quale erano già stati accordati e riconosciuti dei privilegi e dei diritti, doveva trattare tutti i problemi e tutti gli interessi collettivi nei confronti del vescovo di Feltre e degli estranei.
Per questo motivo gli uomini di Primiero, già a questa epoca, volendo essere più liberi in casa propria, avevano ottenuto la concessione di anticipare al vescovo un importo annuo in denaro per avere in cambio l'investitura della riscossione delle entrate a favore del comun generale, che le ripartiva equamente tra i singoli quartieri.
Ne abbiamo una prova nella dichiarazione fatta il 13 luglio 1206 dal vescovo turesino di Feltre.
Egli si recò in Primiero, ed avuta l'assicurazione dei marzoli Bartolomeo de Jmerio, Giovanni de Primerio de Mezano, Marco de Sivroro e Tura di Tonadico, che la comunità gli avrebbe versato le 10 mila lire pattuite "pro data et investituta feudi, collecte, rimanie quam eisdem hominibus fecerat" (da questa data, dell'investitura del feudo e della colletta stabilita, rimanga quello che gli uomini hanno fatto). Si dichiarò soddisfatto della convenzione e rilasciò ai marzoli incaricati con procura regolare dei comuni il documento relativo.
Ma, per essere valida in pieno questa investitura doveva avere una conferma della superiore autorità ecclesiastica; essa venne accordata a Wulfengeiro, patriarca di Aquileia nel 1206, per tutto quanto era stato concesso dal vescovo Turesino.
Di questo stesso anno è pure il primo documento che ci parla della "Pieve" di Primiero, come se però essa fosse stata fondata "da tempo immemorabile". Ormai l'ingranaggio della vita comunale si era sviluppato regolarmente su basi amministrative ben congegnate.
Promessa vescovile marzoli Primiero, 1206, Torresino da Corte
Con un atto datato 4 agosto 1206, il vescovo di Feltre Torresino da Corte promette e garantisce ai marzoli di Primiero "di rendere e fare sicure e adatte in perpetuo le vie e strade che corrono verso Primiero, di mantenere indenni i Primierotti che vanno e vengono coi loro beni, come qualunque cittadino feltrino, di non imporre balzelli se non come alla città di Feltre sulle biade e le altre mercanzie". È questo il documento più antico riferito alla strada dello Schener.