Provincia perde la sua colonna dell’informazione: scomparso Giampaolo Pedrotti
Redazione Primiero Giovedì 07 maggio 2026 5 minuti
Ogni giorno, con discrezione, contribuiva a dare ordine e continuità al
rapporto tra Amministrazione, cittadini e media. Anche in questo si riconosce
il lavoro di Giampaolo Pedrotti alla guida dell'Ufficio Stampa della
Provincia autonoma di Trento. Attraverso la sua direzione, la comunicazione
pubblica ha saputo coniugare rigore giornalistico, senso delle istituzioni e
attenzione ai cittadini. Classe 1965, Pedrotti aveva costruito il proprio
percorso professionale a partire dalla laurea in lettere e una tesi dal
titolo "Il linguaggio della notizia". La passione per il giornalismo lo aveva
accompagnato fin dagli anni universitari, quando lavorava in una radio
privata, per poi approdare nelle redazioni di due emittenti televisive locali
(RTTR e TVA), con ruoli anche di responsabilità, a partire dal 1987. Il suo
ingresso all'Ufficio stampa della Provincia risale al 1996. Ha diretto questa
struttura a partire dal 2008 - accompagnando il lavoro di sei differenti
Giunte - e fino alle ultime settimane, affrontando con determinazione anche
la malattia. Lo piangono e si stringono ai familiari l'Amministrazione e la
sua squadra - giornalisti, tecnici, amministrativi e collaboratori - che con
lui hanno condiviso il lavoro di ogni giorno e che da lui hanno imparato,
soprattutto attraverso l'esempio, a fare questo mestiere con serietà,
equilibrio e senso di responsabilità.
Competenza e spirito di servizio hanno segnato l'intero percorso professionale di Pedrotti. Il suo impegno si è tradotto in una presenza discreta e incisiva nella comunicazione delle attività dell'esecutivo provinciale, nella promozione dei grandi eventi (tra cui il Festival dell'Economia, con il coordinamento di decine di redattori, cameraman e fotografi e la gestione della copertura delle visite istituzionali dei rappresentanti del Governo), nell'accompagnare gli appuntamenti istituzionali più importanti per la comunità e nel raccontarne i momenti più complessi, a partire dalle emergenze di Protezione civile: la tempesta Vaia, che ha cambiato il volto delle nostre foreste; la pandemia (durante la quale le dirette quotidiane lo avevano portato nelle case dei trentini, offrendo informazioni ufficiali e aiutando i cittadini a orientarsi in una fase particolarmente delicata, oltre a supportare il lavoro dei media); la tragedia della Marmolada, quando l'Ufficio stampa era presente accanto agli operatori per offrire un punto di riferimento affidabile ai corrispondenti da tutto il mondo, assicurando aggiornamenti validati e tempestivi; e, ancora prima, il terremoto in Val Topina (Umbria) nel 1997. Il suo contributo organizzativo è stato essenziale anche in occasione dei Giochi invernali in Val di Fassa, dove aveva strutturato la copertura sia nelle aree di gara sia nella sala operativa provinciale. "Mi gh'èro, io c'ero", aveva detto.
"Crediamo molto nel diritto/dovere della comunicazione e siamo molto orgogliosi, anche se non di rado incompresi, del fatto che siamo dei giornalisti e come tali portati a seguire determinate regole deontologiche - aveva spiegato in un'intervista nel 2022 -. Questo significa operare cercando sempre la verità, con la consapevolezza che quella che esprimiamo è la verità di una fonte istituzionale, dichiarata fin dall'inizio. L'impegno è fare in modo che questa fonte sia il più possibile chiara, trasparente e accessibile a tutti, cittadini compresi".
Il lascito professionale di Giampaolo Pedrotti sta nell'appello all'impegno professionale e di coscienza che aveva lanciato lo scorso dicembre, in un incontro pubblico con i colleghi del mondo dell'informazione locale: "Se svolgiamo questo lavoro è perché lo abbiamo scelto: facciamolo con onestà, correttezza e attenzione". Un messaggio che sintetizza una visione della comunicazione come diritto e dovere, da esercitare con rigore e trasparenza.
Sotto la sua guida, è stato sviluppato un modello organizzativo capace di combinare l'impiego di strumenti tradizionali e digitali e di coordinare in modo unitario il sistema degli Uffici stampa degli enti strumentali della Provincia, attraverso il Tavolo della comunicazione. Tra le altre cose, ha ideato campagne di comunicazione e progetti editoriali radiofonici e televisioni con l'obiettivo di valorizzare l'Autonomia e rendere più accessibile l'insieme delle opportunità offerte dall'Ente. Infine, ha contribuito alla promozione del territorio anche come presidente della Trentino Film Commission, sostenendo produzioni cinematografiche e percorsi formativi ad hoc.
Anche la nostra Redazione si unisce al cordoglio per la scomparsa di Pedrotti, del quale abbiamo sempre apprezzato la disponibilità e l'attenzione anche verso le nostre piccole realtà. Un grande professionista che ha saputo svolgere il suo incarico con grande capacità, cordialità e lealtà.