Domani apre a Primiero lo sportello della Fondazione Trentino Abitare
Redazione Primiero Giovedì 07 maggio 2026 5 minuti
Sarà attivo al piano terra della Comunità di Primiero ogni primo e terzo
venerdì del mese, dalle 10 alle 13 con l'obiettivo di favorire l'incontro tra
proprietari e persone che lavorano e cercano casa.
Venerdì 8 maggio, al piano terra della Comunità di Primiero, apre lo sportello territoriale della Fondazione Trentino Abitare, attivo ogni primo e terzo venerdì del mese dalle 10 alle 13. Un primo passo concreto per affrontare una delle criticità più evidenti del territorio: la difficoltà di trovare alloggi in affitto per chi lavora.
La serata di presentazione, lunedì scorso, ha registrato una partecipazione molto ampia, con la sala gremita e una presenza significativa di giovani. Un segnale chiaro dell'urgenza del tema: a Primiero il lavoro c'è, ma troppo spesso mancano le case.
La Fondazione Trentino Abitare è uno strumento di mediazione sociale per l'abitare, rivolto in particolare alla cosiddetta "fascia grigia": persone che lavorano ma non riescono ad accedere né all'edilizia pubblica né al mercato privato. Il modello prevede che il proprietario affitti l'immobile alla Fondazione, che a sua volta lo assegna, attraverso sublocazione, a inquilini selezionati e accompagnati.
In questo modo la Fondazione si fa carico dei principali rischi che oggi frenano i proprietari: garantisce il pagamento puntuale del canone anche in caso di temporaneo sfitto ("vuoto per pieno"), gestisce le spese condominiali dove previste, i subentri, il monitoraggio dell'alloggio e dei rapporti di vicinato, e si impegna a restituire l'immobile nei tempi concordati. È prevista anche una garanzia economica in caso di morosità involontarie. Al proprietario arriva il costo dell'affitto concordato con la Fondazione, ridotto mediamente del 10-15%: una quota che consente alla Fondazione di sostenere la gestione del servizio e assumersi i rischi della locazione, garantendo in cambio pagamento puntuale, monitoraggio, gestione completa e restituzione dell'immobile nei tempi stabiliti.
Ad aprire la serata è stato il presidente della Comunità di Primiero, Bortolo Rattin, che ha richiamato il paradosso delle aree di montagna: molte case vuote e, allo stesso tempo, una forte difficoltà a trovare alloggi per residenti, giovani e lavoratori. «L'accesso alla casa è il primo strumento contro lo spopolamento», ha sottolineato, ricordando il calo demografico del territorio, passato da oltre 10mila abitanti nel 2005 a meno di 9.500 nel 2025, con un'età media salita da 42 a oltre 47 anni e le nascite scese a 65 all'anno.
«Dobbiamo rendere il territorio attrattivo non solo per i turisti, ma anche per chi ci vive e lavora», ha aggiunto Rattin, ricordando l'adesione della Comunità alla Fondazione Trentino Abitare, formalizzata con delibera del consiglio dei sindaci del 3 febbraio 2026. «Credo nella Fondazione: è il primo passo concreto», ha detto, evidenziando come i singoli comuni da soli faticherebbero a gestire strumenti di questa complessità.
Il direttore della Fondazione, Paolo Bellini, ha illustrato il funzionamento operativo insieme ai referenti territoriali Aurora Robol e Matteo Setti. «Non facciamo comunicazione verso chi cerca casa, perché non serve: siamo sommersi di richieste. Il problema è trovare proprietari disponibili», ha spiegato. La Fondazione ha già raccolto oltre 800 persone nel proprio database e concluso 55 mediazioni con contratti di lunga durata, senza episodi di morosità né conflittualità.
Chi accede al servizio deve avere un reddito minimo di circa 1.400 euro al mese, verificato attraverso documentazione lavorativa, e affronta un colloquio approfondito che consente di costruire un "curriculum abitativo". Il canone viene calibrato per non superare il 35% del reddito mensile, con valori medi attorno ai 545 euro per singoli e ai 630 euro per nuclei familiari.
La Fondazione può intervenire anche su immobili non immediatamente abitabili, con lavori di ripristino fino a circa 40-50 mila euro, a fronte di un periodo di utilizzo dell'alloggio sufficiente a recuperare l'investimento.
Un'opportunità pensata per rimettere sul mercato abitazioni oggi inutilizzate e contrastare il degrado, soprattutto nei centri storici.
Nel corso della serata, i rappresentanti del mondo economico e sociale - Alberto Boninsegna per gli artigiani, Nicola Cemin per gli albergatori e Delia Scalet per le Acli - hanno condiviso la necessità di aumentare la disponibilità di alloggi, pur partendo da esigenze diverse: dal fabbisogno delle imprese e del turismo alla dimensione sociale e comunitaria del problema. Il tema casa è stato indicato come condizione essenziale per sostenere lavoro, sviluppo e tenuta del territorio.
Lo sportello del venerdì sarà il punto di riferimento operativo per chi cerca casa, ma soprattutto per i proprietari che vogliono informarsi e valutare la possibilità di mettere a disposizione i propri immobili. È proprio da qui che passa la possibilità di aumentare l'offerta