Nessuna decima edizione: cala il sipario sul Sot Ala Zopa 2018
Redazione Primiero Giovedì 29 marzo 2018 2 minutiPer 9 anni il Sota Ala Zopa, il Mountain Rock Festival delle Dolomiti, ha radunato decine di migliaia di giovani e non solo a settembre per una tre giorni dedicata alla musica alternative e rock, eventi gastronomici e mostre. Un evento partito in sordina, con un piccolo budget e tanta voglia di fare, portato avanti da un gruppo di volontari che nel corso del tempo hanno saputo rinnovarsi e tenere il passo con altri eventi italiani di grosso calibro, ritagliandosi uno spazio nel panorama alternative italiano, richiamando sempre più pubblico e band di prestigio, aprendo l'evento anche alle famiglie.
Ma quest'anno la decima edizione non ci sarà, cala infatti il sipario su una
delle manifestazioni simbolo di Primiero, come spiega l'associazione Aguaz in
un lungo post su facebook: il primo scoglio è il ricambio generazionale, il
"gruppo che ormai quasi 10 anni fa diede vita all'Associazione Aguaz non c'è
più, o meglio, molti dei suoi componenti, fondatori e chi è entrato un po'
più tardi in questo bellissimo mondo, ci sono ancora [...] non ci sentiamo
certo dei vecchietti ma il tempo che ci manca per dedicarci con tutti noi
stessi al volontariato in quell'immane mole di lavoro che è sempre stato il
SotAlaZopa ci ha spinto, gradualmente, ad arrivare ad alzare bandiera
bianca".
Oltre il budget, che i volontari sono riusciti nel corso degli anni a
rispettare, lanciando l'anno scorso addirittura un crowdfunding con uno
splendido video manifesto dell'evento, sono le nuove leve a mancare, e la
voglia di mettersi in gioco in un evento divenuto importante, senza perdere
la spensieratezza di un tempo.
Speriamo che questo sia solo un arrivederci, e che il "piglio diverso" di cui
parla l'associazione nel post, possa davvero svilupparsi e portare a qualcosa
di nuovo e ugualmente bellissimo, altrimenti dovremo davvero renderci conto
che ad alzare bandiera bianca non è solo un'associazione di volontari che a
saputo realizzare un festival di tutto rispetto nonostante le critiche di
molti, dimostrando a gruppi "più grandi" in numero e in età media come si
possa collaborare e lasciare da parte egoismi e secondi fini, ma una nuova
intera generazione di primierotti che non ha saputo ancora una volta mettersi
in gioco.