RADIOPRIMIERO

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Lavoro in nero nel giallo della morte del boscaiolo

Redazione Primiero Giovedì 13 dicembre 2018 4 minuti

Lavorava in nero per una ditta boschiva S.R. del Bellunese e dopo essere deceduto per un incidente di lavoro, il titolare dell'attività ha deciso di spostare il corpo senza nemmeno verificarne le condizioni scaricandolo 600 metri dopo vicino ad una scarpata per evitare che venisse ricollegato alla propria azienda. E' dunque stato ricostruito l'incidente sul lavoro di Sagron Mis in seguito alle indagini svolte dai carabinieri di Primiero San Martino di Castrozza e di Imer sulla morte del giovane boscaiolo Vitali Mardari trovato senza vita nei boschi della val delle moneghe a Sagron Mis il 19 novembre. Indagini che hanno portato alla denuncia di un imprenditore S.R. per omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e di frode processuale.

Fin dal primo momento la morte del giovane aveva creato molti interrogativi nelle forze dell'ordine e le circostanze poche chiare e contraddittorie avevano portato i carabinieri ad approfondire le indagini. Era stata immediatamente rilevata una situazione non congrue rispetto alle testimonianze raccolte a caldo, prima tra tutti l'incompatibilità delle evidenti lesioni riportate dall'uomo rispetto alla zona in cui è stato rinvenuto il corpo esanime. In quella specifica area infatti, non risultavano presenti nè piante tagliate, né rami o sassi che potevano aver colpito il ragazzo cagionando quel genere di lesioni alla testa.

Da qui le analisi portate avanti sull'area dove era stato ritrovato il corpo e le testimonianze hanno permesso di capire che l'infortunio mortale si era verificato in un luogo diverso da quello del rinvenimento del corpo, questo elemento ha fatto ipotizzare che fosse stato spostato per deviare gli accertamenti delle Forze dell'ordine.

Le indagini hanno permesso di ricostruire quello che era successo: Il titolare di un azienda boschiva bellunese aveva ingaggiato in nero il giovane moldavo che andava a prestare manodopera unitamente ad altri colleghi in un cantiere boschivo di Sagron Mis. Il 19 novembre, nel corso dell'approntamento di una teleferica strumentale al taglio degli alberi, un cavo in acciaio si era spezzato e aveva colpito violentemente Mardari sbalzandolo a qualche decina di metri provocando importanti fratture alla base cranica e l'immediata morte. I colleghi, evidentemente spaventati hanno allertato il titolare dell'impresa boschiva che, giunto sul posto, senza nemmeno verificare le condizioni dell'infortunato, ha deciso di caricare il corpo esanime sull'autovettura dello stesso malcapitato e coadiuvato da una seconda persona in corso di identificazione, lo ha trasportato ad una distanza di 600 metri nelle vicinanze di una scarpata, li è stato scaricato sul terreno il corpo senza vita del giovane boscaiolo appoggiando sulla salma alcuni legni. Azioni ritenute dagli inquirenti, come chiaramente finalizzate a mutare artificiosamente lo stato dei luoghi in maniera da sviare le indagini. Ed è stato proprio il titolare della ditta che successivamente, ha chiamato una guardia boschiva che a sua volta ha allertato i soccorsi, affermando di aver casualmente rinvenuto nel bosco una persona esanime a lui non conosciuta. I sanitari giunti sul posto hanno potuto far altro che constatare la morte del giovane boscaiolo.

La scientifica dei carabinieri di Trento e i colleghi di Primiero sulla scena del crimine hanno rivenuto un berretto nel punto d'impatto con il cavo, berretto che i famigliari della vittima riferivano come il loro caro nella mattinata fosse uscito calzando proprio quel berretto in lana. Gli investigatori inoltre hanno individuato all'interno del cantiere boschivo sul presunto punto di impatto tra i cavi di acciaio delle tracce ematiche che sono state raccolte e comparate con quelle di Mardari. A completamento delle attività di polizia giudiziaria, sono in corso anche verifiche serrate a cura degli ispettori Inail dell'Uopsal della Provincia di Trento per accertare con assoluta perizia le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Nel frattempo i carabinieri di Primiero hanno denunciato l'imprenditore boschivo per i reati di omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e di frode processuale

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