Educa online: ottimo riscontro per la nona edizione del festival dell'educazione made in Rovereto
Redazione Primiero Giovedì 17 maggio 2018 2 minuti
Tre giorni di, festival, 97 relatori coinvolti in quasi 100 appuntamenti:
questi i numeri di Educa
online, il festival dove si sono mostrate ricerche, offerte
riflessioni, illustrate esperienze sul campo e sull'impatto sull'educazione
delle nuove tecnologie.
Tutto esaurito per le mattinate d'apertura con oltre 1200 studenti dai bimbi
delle scuole materne a quelli degli istituti superiori, ben 16 le
classi che hanno partecipato al concorso "L'educazione mi sta a
cuore!" promosso insieme alle Casse Rurali Trentine e all'APT di Rovereto
e della Vallagarina con i Musei del territorio e 20 i giovani che si sono
raccontati nella loro esperienza di alternanza scuola lavoro.
Tema del Festival, la tecnologia nell'educazione: "Da tutti gli esperti -
sottolinea Paola Venuti coordinatrice scientifica del festival a nome del
Comitato Promotore - è emersa la necessità di uscire dall'idea prevalsa
nell'ultimo decennio che l'educazione per essere efficace debba essere
digitale. La tecnologia ci può dire come fare le cose e ci può aiutare a
farle bene. Ma è muta rispetto ai perché. Il confine fra rischio e
opportunità delle nuove tecnologie è sottilissimo. La parola chiave quindi è
integrazione del digitale all'interno di un ripensamento complessivo
dell'educazione che deve partire dalle dimensioni fondamentali di
quest'ultima: responsabilità, spirito critico, empatia, affettività." Non
solo, questo ripensamento dell'educazione deve basarsi sui dati di realtà
(tra i quali l'ampia diffusione delle tecnologie) e avere uno sguardo
olistico e complessivo: "non possiamo, ad esempio, come esperti - continua
Venuti - limitarci a dire a madri e padri che non devono lasciare i loro
figli davanti ai videogiochi o alla tv. Dobbiamo considerare che oggi i
genitori lavorano, spesso tutto il giorno, e quando tornano a casa hanno gli
impegni della gestione quotidiana famigliare. Va quindi creato un sistema di
servizi che li sostenga e permetta loro di stare vicino ai figli contando sul
supporto educativo dei servizi che comprendono ma non si esauriscono con la
scuola. In questo senso va (ri)costruita un'alleanza nuova e adeguata ai
tempi tra insegnanti, educatori professionali e genitori in modo che tutti
collaborino al benessere dei bambini e dei ragazzi che è benessere e futuro
della comunità tutta.