C’è già stato il Vajont, contraria alla diga sul Vanoi anche la prov. di Belluno
Redazione Primiero Domenica 08 ottobre 2023 2 minuti
La Provincia di Belluno ha approvato nei giorni scorsi all'unanimità un
ordine del giorno a pochi giorni dal 60° anniversario del disastro,
manifestando preoccupazione per l'incolumità della popolazione a valle
dell'invaso e per uno dei pochi siti naturali ancora integri. La delibera di
Belluno è del 5 ottobre scorso a pochi giorni dal 60° anniversario del
disastro del Vajont, avvenuto il 9 ottobre 1963 con 1910 morti. Ora la
Provincia di Belluno ha dichiarato ufficialmente la propria contrarietà al
progetto di sbarramento del torrente Vanoi per la realizzazione di un
serbatoio di 33 milioni di metri cubi d'acqua. Il progetto al confine fra le
due provincie è stato inserito nella lista delle sei grandi opere per
arginare la siccità che il presidente della regione Veneto Luca Zaia ha
indicato come prioritarie alla cabina di regia nazionale.
Nella delibera il Consiglio Provinciale di Belluno respinge il progetto dal Consorzio di bonifica Brenta per un bacino artificiale sul Vanoi, tra il Bellunese e il Trentino. Secondo il consigliere delegato all'ambiente Simone Deolla "Ogni vicenda fa storia a sè ma non possiamo non associare il progetto del Vanoi alla diga del Vajont".
Critico sul progetto anche il sindaco di Lamon Loris Maccagnan, che qualche giorno fa si è detto preoccupato sia per l'impatto ambientale sui nostri territori ma soprattutto per i problemi geologici come la tenuta dei versanti.
Si tratta di un progetto ipotizzato da 60 anni ma solo da pochi mesi il Consorzio di Bonifica Brenta ha ricevuto l'incarico di preparare il progetto definitivo per la diga per un costo di150 milioni di euro per tre anni di cantiere previsti posizionata a circa 800 metri a monte della confluenza del Vanoi con il Cismon tra la Cortella e lo Schener. Il bacino idrografico è di 234 chilometri quadrati caratterizzato da una elevata piovosità media annua di 1319 millimetri, ovvero tanta acqua per un volume utile ipotizzato è di 33 milioni di metri cubi, con un volume medio annuo di 119 milioni di metri cubi. Il progetto prevede un uso plurimo irriguo, idroelettrico e acquedottistico.