Almanacco
Inondazioni a Primiero e Mezzano: danni a Chiarofonte, Canale e altri luoghi.
In questo giorno il capitano Ferdinando Leporini scriveva nel suo palazzo in Chiarofonte la seguente relazione: "Dio ha voluto castigare la giurisdizione di Primiero con una orribile inondatione in maniera che le stradde sono tutte ruinate con tutti i ponti, eccettuato quello di Canale, che vi vorrà del tempo e qualche migliara di fiorini per rimetterli.
Che il Cismone fatosi alveo per mezzo i luoghi del Belder e gettato per terra il riparo dei poppi andò per le chiesure del Gilli, toccando ancora un poco il Brolo e luoghi serrati questo anno, che il campo de Meneghetti di mia ragione, poi voltatosi contro li fossi vi fece una mezaluna soto la siega, avendosi in tempo riparato la siega, calchera e legna rimasta in salvo.
Ancor la peschiera non fu molestata, benché Fieramente minacciata.
L'acqua de canali venuta giù per le case dei berteli ruinò qualche parte delle medeme, ne portò via i luoghi a quelle vicini, poi ha rotto giù per le sue chiesure e messo in gran consternatione la sua casa si che s'ha dovuto con suoi salvarsi a Tonadigo, essendosi però per specialissima grazia di Dio preservata, essendosi rivoltato nel suo getto senza danno suo memorabile, né del forno.
Il forno però, essendosi rotta la rosta di tutti gli edifici, s'è fermato.
Anche la cava del ferro ha sentito l'umidità. La Fiera anco fu in gran pericolo, essendo venuto un ramo di acqua per S. Francesco, che portò una trutta in piazza.
Giù per Mezzano fu portata via una siega e campi con dentro una quantità considerevole di sorgo.
Anco il pallazzo a San Martino fu in pericolo, essendosi gonfiata nell'acquetta che cavò sotto le fondamenta della torricella, tutti i ripari conquassati etc".