RADIOPRIMIERO

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Radio Primiero è una storica emittente locale, punto di riferimento per l'informazione e l'intrattenimento nel Trentino Orientale, nella Valle dell'Adige (Trento) e nel confinante territorio del Feltrino-Bellunese.

Con oltre 46 anni di attività, la radio ha sede a Imèr, nel cuore della Valle di Primiero, in provincia di Trento. Il palinsesto è fortemente caratterizzato dall'informazione: ai notiziari locali dedicati a Primiero e Feltrino si affiancano quelli nazionali, realizzati in collaborazione con le principali agenzie di stampa.

Ampio spazio è riservato alle rubriche e ai servizi di utilità quotidiana, tra cui Meteo, Traffico, Agenda degli appuntamenti del giorno, informazione turistica e naturalistica con programmi come Secondo Natura, oltre a numerosi approfondimenti su ambiente, diritti, solidarietà, astronomia, cinema, scienza, sanità, esteri, cultura e hi-tech.

Durante le stagioni estiva e invernale, Radio Primiero collabora con l'APT locale e il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino per la promozione e la diffusione dell'agenda di eventi, incontri e manifestazioni del territorio.


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Almanacco

Almanacco del giorno - Cos'è successo nel 1606 a Primiero

Proclamato divieto di pane a Fiera nel 1606

I primi giorni di gennaio del 1606 il capitano nobile Ferdinando di Castelrotto per il Baron Sigismondo di Welsperg fa pubblicare, per mezzo dell'ufficiale banditore Giampietro Simeone, sulla piazza del mercato di Fiera, fra una folla di gente, il seguente proclama: "Si fa intendere che tutti quelli i quali fanno pane per vendere in questa jurisdizione del Primiero lo debbino far al pretio de troni tre in staro della segala, acciò che venendo l'occasione di pesare il pane sia limitato con onestate li suo pretio, e questo sotto pena arbitraria di sua magnificienza et deputati da essere applicada alla camera fiscal del Castello della Pietra di Primiero". Sull'argomento del pane dovevano essere incorsi degli abusi circa la cottura e il peso, perché un anno prima il vicario Michele Mollerano con il consenso degli onorandi marzoli ordinava "a tutti gli hosti e bettolieri e panettieri di Primiero che tutti quelli che intendono per l'avenire far pane da vendere, o per uso delle ostarie o in altra maniera debano fare il pane de formento ben cotto de fiore, in ragion de quattro once e mezza al carentan (dieci carentani un tron) e che tutto il pane di formento come anco quello de segale debba esser fatto da un carentan l'uno e non da doi carentani, et questo sotto pena di lire quindeci de marano da incorersi ogni volta.... Ed di perdere il pane da essere diviso a poveri ". A onor del vero, il pane nelle nostre zone, era stato sempre scarso, dato che le granaglie in Valle rendevano poco, solo erano sufficienti per i più ricchi possidenti del terreno coltivabile. Con il diffondersi in zona del granoturco si ebbe una maggiore disponibilità di pane. Si cuoceva in forni casalinghi, all'inizio forse anche nello stesso fornel a musat; in seguito qualche uomo o donna, improvvisatisi fornai, venivano pagati con una percentuale del pane preparato o con legna per il forno stesso o in denaro. Il pane di granoturco era piuttosto pesante e con la crosta molto dura, ma d'inverno, quando si uccidevano i maiali e le donne fondevano il lardo in strutto, nel pentolone venivano a galla briciole di carne magra, che si chiamavano fritole. Si pescavano nello strutto con la s-ciumarola e si portavano al fornaio: il pane di mais con le fritole era una leccornia. L'alimentazione del nostro passato era carente soprattutto della vitamina pp e della vitamina b1 contenute anche nel lievito di pane.
Verso il 1910 l'amministrazione austriaca, visto l'insorgere di sempre più frequenti casi di "pellagra", cercò di diffonderne in valle il consumo del pane di frumento.

Fece costruire a Fiera, Canal San Bovo e Mis moderni panifici che producevano un pane leggero, eccellente ed a prezzo molto limitato.

Lo si fece per combattere il diffondersi della terribile malattia che indeboliva il fisico e, nei casi più gravi, portava addirittura alla paralisi.

Nel frattempo scoppiò la guerra 1914-18, ma ormai l'uso del pane era penetrato e fu rinsaldato dalle pagnoche dell'esercito italiano.

Il pane però fu ancora a lungo ritenuto un alimento di lusso; lo fanno capire anche molti modi di dire, tra cui: magnar pan sut - pan e lat magnar de gat - pan e nos magnar de spos - bon fa 'l pan; e altri.

Se in qualche raro caso accadeva che in casa ce ne fosse di raffermo, eccolo subito usato non solo per la famosa panàda, ma per gli gnocchi o per i canederli, probabilmente questi penetrati dall'Alto Adige e qui diventati famosi quelli al burro.

Con il pane si preparava anche un piatto gustoso ed appetitoso che si allestiva però soprattutto per le sue proprietà terapeutiche: el pan fris...,cioè fette di pane tostate per bene su la plota de 'l spoler, spruzzate di olio buono, bagnate di vino rosso e cosparse di zucchero, gli si attribuivano proprietà astringenti miracolose.

Annuncio di prezzi di grano, segale e olio a Fiera

L'officiale banditore G. Pietro Simeone sulla piazza del mercato di Fiera proclama, per conto del barone Sigismondo di Welsperg, le tariffe, relative ai prezzi e al peso, da applicare per il commercio del frumento, della segale e dell'olio.

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