RADIOPRIMIERO

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Storie di profughi trentini e primierotti durante la prima guerra mondiale

Redazione Primiero Lunedì 05 marzo 2018 2 minuti

05 Marzo 2018 Storie di profughi trentini e primierotti durante la prima guerra mondiale

Profughi: parola quanto mai presente nel nostro vocabolario attuale. Sono tante le popolazioni che, anche al giorno d'oggi, devono abbandonare la propria casa e i propri affetti per fuggire da guerre, carestie e violenze di ogni genere. Con l'entrata in guerra dell'Italia nel maggio 1915 anche molti trentini vissero questa difficile e drammatica esperienza essendo costretti ad abbandonare i loro paesi natali. Il dramma di queste popolazioni è stato raccontato nei volumi di Luciana Palla (Profughi fra storia e memorie: 1915-1919) e Francesco Altamura (Dalle Dolomiti alle Murge, profughi trentini della Grande Guerra) che verranno presentati giovedì 8 marzo alle 17.30 presso la Biblioteca della Fondazione Museo storico a Trento. Gli autori dialogheranno con lo storico Quinto Antonelli.

Durante il primo conflitto mondiale qual era la normativa sui profughi in Italia e in Austria? In che modo vennero scelte le destinazioni? Quale fu l'accoglienza da parte delle amministrazioni locali?

A queste e molte altre domande cerca di rispondere il libro di Luciana Palla "Profughi fra storie e memorie: 1915-1919. Livinallogno del Col di Lana/Fodom" (Cierre edizioni, 2016). Il volume ricostruisce l'esodo verso l'interno dell'Austria o dell'Italia degli abitanti del piccolo comune ladino di Livinallongo, devastato dalla guerra e faticosamente ricostruito. Con l'aiuto di memorie scritte e orali ripercorre le sofferenze fisiche e morali, le angosce, i lutti vissuti da questa popolazione che ancora oggi, a un secolo di distanza, rappresenta un simbolo della tragedia della Grande Guerra sul fronte austro-italiano.

Il lavoro di Francesco Altamura "Dalle Dolomiti alle Murge, profughi trentini della Grande Guerra" si occupa delle popolazioni del Primiero e del Vanoi. Qui l'ordine di sgombero giunse il 26 maggio 1916, sotto l'incedere della Strafexpedition. Oltre 1600 persone furono portate in Puglia dove il clima torrido, la mancanza d'acqua e alcuni folcolai epidemici, oltre a rendere estremamente dolorosa l'esperienza del distacco dalla propria terra, furono spesso causa di morte.

I due volumi - preziose testimonianze della tragedia di ogni conflitto armato, in qualunque tempo e area geografica si svolga - saranno presentati giovedì 8 marzo alla Biblioteca della Fondazione Museo storico del Trentino nell'ambito della rassegna "Lib(e)ri dialoghi".

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