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Ricerca, conservazione e gestione del gallo cedrone del Parco Paneveggio

Redazione Primiero Martedì 24 luglio 2018 3 minuti

10 Luglio 2018

Ricerca, conservazione e gestione del gallo cedrone del Parco Paneveggio

"Ricerca, conservazione e gestione del gallo cedrone nel Parco" è il titolo del nuovo volume della collana editoriale "Quaderni del Parco", collana che raccoglie una serie di ricerche e di studi che contribuiscono ad arricchire la conoscenza del territorio del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

Il nuovo "Quaderno" descrive l'intenso lavoro di monitoraggio e di ricerca per contribuire a far conoscere il gallo cedrone e le modalità di conservazione di questa specie nell'area protetta. Scomparsa in gran parte delle Alpi, è presente nel Parco tanto da potersi definire una "specie bandiera"

Il Gallo cedrone o Urogallo è un rappresentante della famiglia dei tetraonidi, a cui appartengono specie perfettamente adattate al rigido clima invernale tipico degli ambienti freddi, sulle Alpi italiane essa annovera specie come il Fagiano di monte, la Pernice bianca e il Francolino di monte. A partire dalla metà del diciannovesimo secolo, sulle Alpi il gallo cedrone ha dimostrato una tendenza complessiva al regresso, concretizzatasi in una forte diminuzione degli effettivi con il restringimento e la frammentazione dell'areale.

Il gallo cedrone nel Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino è presente su un'area di circa 3.700 ettari, pari al 19% del territorio del Parco e corrisponde per lo più a fustaie mature poste tra 1200 e i 2000 metri di altezza. Per la sua rarità è una specie protetta a livello europeo, rientrando nell'allegato A della cosiddetta "Direttiva Uccelli".

Nel Parco, sin dai primi anni novanta del secolo scorso, particolare attenzione è stata riservata al monitoraggio di questa specie, come pure alla definizione di idonee misure di conservazione.

Dal 2008 il Parco ha avviato uno studio attraverso l'utilizzo della tecnica della radiotelemetria, che ha previsto l'applicazione di un piccolo radiocollare di appena 19 grammi, sugli esemplari catturati, in modo da seguire i loro spostamenti nel corso del tempo. Attraverso questa tecnica è stato possibile raccogliere importanti dati sull'utilizzo dell'habitat che ora ritroviamo nel volume.

Le misure di conservazione specifiche, descritte in questo "Quaderno", individuano una serie di azioni che fanno riferimento ad alcuni specifici settori di intervento: ricerca e monitoraggio; contenimento dei fattori di disturbo delle attività antropiche; tutela delle arene di canto e dei siti di nidificazione e dell'allevamento della prole. Il volume vuole riconoscere l'importante ruolo che l'uomo può avere nella conservazione anche attiva di questa specie, perché come è indicato: "se da parte di tutti i soggetti che operano nella foresta verrà fatto un piccolo sforzo per limitare eventuali azioni impattanti, il gallo cedrone potrà continuare a sopravvivere sulle Alpi orientali italiane".

Il volume è stato finanziato dal PSR, Piano di Sviluppo Rurale. Per il volume è possibile rivolgersi al Centro Visita Villa Welsperg, in Val Canali.

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