Primiero, è polemica sulla chiusura anticipata della funivia Rosetta
Redazione Primiero Lunedì 16 marzo 2026 4 minuti
Il comunicato inviato ieri alla stampa da alcuni operatori della montagna
esprime una «forte preoccupazione» per la chiusura anticipata della funivia
Rosetta, avvenuta «senza spiegazioni ufficiali». Gli operatori avvertono che
questa decisione potrebbe avere «conseguenze economiche concrete per chi
lavora grazie al turismo e alla frequentazione delle Pale di San Martino».
Dopo una stagione invernale caratterizzata da una scarsità di neve, molte
strutture ricettive avrebbero ancora «prenotazioni attive, gruppi organizzati
e settimane di vacanza programmate» per raggiungere facilmente l'altopiano
delle Pale. La chiusura, osservano, crea «un problema reale per tutto il
territorio» proprio nel momento in cui, si legge nel comunicato, «la neve è
finalmente arrivata».
La società di gestione della funivia ha comunicato la chiusura il 6 marzo, con l'intenzione di riaprire solo durante le giornate di sabato e domenica fino al 29 marzo. Questa decisione, avverte la gestione, è stata presa nel contesto di una stagione difficile, e i collaboratori della funivia stanno affrontando le sfide logistiche legate ai cambiamenti nel servizio.
La comunicazione della chiusura era stata trasmessa il 6 marzo scorso. La funivia ha chiuso ieri e riaprirà solo nelle giornate di sabato e domenica fino al 29 marzo. Secondo alcuni operatori, questa scelta rischia di complicare la gestione di disdette e turisti delusi. «Noi programmiamo il lavoro mesi prima», osserva una guida alpina che preferisce non esporsi pubblicamente. «Quando un impianto così importante chiude all'improvviso senza spiegazioni, non saltano solo le escursioni: salta l'equilibrio di un'intera stagione».
Nella nota si richiama anche un ulteriore elemento osservato da molti frequentatori della montagna: il bar alla stazione di monte della funivia, rimasto chiuso per tutto l'inverno. Questo servizio in meno non viene considerato secondario da chi frequenta l'alta quota, dove trovare riparo o una bevanda calda può rappresentare un'esigenza concreta. Il malumore, tuttavia, non appare generalizzato, ma è riferibile a una parte degli operatori che chiede chiarimenti ufficiali e non esclude la possibilità di valutare richieste di risarcimento.
La risposta del presidente della San Martino-Rolle, Giacobbe Zortea, non si è fatta attendere ed è stata tutt'altro che conciliante. Zortea respinge le accuse ricordando che molte strutture ricettive chiuderanno già il 22 marzo, mentre gli impianti sciistici resteranno aperti fino al 6 aprile. Inoltre, sottolinea che la funivia Rosetta ha registrato una media di circa 75 passaggi al giorno, un dato che, nella lettura della società, ridimensiona la portata delle contestazioni. E conclude con una stoccata alle voci critiche: «Ricordo che la nostra società ha investito oltre 30 milioni di euro e ne investirà ben oltre tale cifra nei prossimi anni per garantire uno standard degno del nome di San Martino. Spero che anche gli operatori che ora si lamentano siano disposti a fare uno sforzo per cercare di tenere aperte le proprie attività almeno quanto noi teniamo aperti gli impianti».
Quanto alla funivia Rosetta, il presidente spiega che la chiusura anticipata si è resa necessaria per avviare i lavori di revisione delle cabine, così da garantire l'apertura per la stagione estiva. «Abbiamo potuto prendere questa decisione solo dopo che la ditta incaricata ci ha comunicato le date disponibili per eseguire gli interventi», afferma Zortea.
Resta aperto il confronto su una scelta che tocca uno dei luoghi simbolo delle Pale di San Martino. La Rosetta rappresenta un accesso privilegiato a un ambiente di straordinaria bellezza, ma gli operatori esprimono preoccupazione per la gestione invernale, dove i volumi di visitatori non raggiungono livelli elevati come in estate. Spero che anche gli operatori che ora si lamentano siano disposti a fare uno sforzo per cercare di tenere aperte le proprie attività.
La questione si concentra sull'equilibrio tra sostenibilità gestionale e le aspettative di una parte del territorio. L'inverno, a differenza dell'estate, non porta livelli elevati di attività, e il dibattito attuale riflette questa complessità. È fondamentale considerare le necessità di tutti gli attori coinvolti per garantire uno standard che onori il nome di San Martino.